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Michael Reinoehl: un antifascista, un compagno

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La notte dello scorso 3 settembre un compagno antifascista è stato ucciso dai federali statunitensi. Michael Reinoehl è stato assassinato durante la rappresaglia poliziesca contro il movimento antirazzista e antifascista, che da mesi scende nelle strade e nelle piazze contro il razzismo e i gruppi di estrema destra, in particolare in seguito agli innumerevoli omicidi da parte della polizia, come quello di George Floyd.

Micheal è stato crivellato di colpi nella sua auto, a Lacey (Washington) durante il suo arresto. Era accusato di aver sparato e ucciso l’estremista di destra Jay Danielson, affiliato al Patriot Prayer, mentre stava aggredendo a sua volta un afroamericano, durante la manifestazione organizzata dai suprematisti bianchi a Portland lo scorso 29 agosto. Aaron “Jay” Danielson era un fascista, ripetutamente implicato in azioni di violenza in strada. E a quanto riportato dal Wall Street Journal, Reinoehl era nel suo mirino, proprio quello stesso giorno in cui sfilava con una grossa carovana pro-Trump (600 macchine) partita da Clackamas. In una conversazione rilasciata a VICE News, Reinoehl dichiara che lui ed un suo amico nero stavano per essere accoltellati, di avere agito per legittima difesa.
Reinoehl era un compagno la cui presenza era costante ai presidi di Black Lives Matter di Portland. A luglio, rimane ferito al braccio dopo aver cercato di sequestrare una pistola a un manifestante di estrema destra durante una colluttazione. Sempre a luglio era stato arrestato per aver portato una pistola ad una protesta. La pericolosità degli estremisti di destra che girano armati fino ai denti durante le manifestazioni americane, e non solo, è tale da doversi difendere anche in questo modo.

L’omicidio di Micheal avviene in un clima in cui il livello dello scontro tra il movimento popolare che si oppone alle politiche reazionarie e razziste di Trump e i suoi seguaci sembra farsi sempre più alto. L’uccisione di Danielson è il primo “omicidio” attribuito a proteste antifasciste da anni. Accade una settimana dopo che Kyle Rittenhouse, 17enne suprematista, simpatizzante di Trump, ha ucciso due manifestanti a Kenosha, nel Wisconsin.

Queste le sue parole tra i suoi ultimi post:
“Ogni rivoluzione ha bisogno di persone disposte e pronte a combattere. Siamo così tanti a manifestare ma molti di noi stanno solo protestando senza pensare a cosa tutto ciò ci potrà portare. Questo è solo l’inizio della lotta… Se questo è il massimo che potete fare grazie per la vostra partecipazione, ma siete pregati di farvi da parte e sostenere quelli che sono disposti a combattere. Sono 100% ANTIFA fino in fondo!”

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