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Napolitano,la crisi,la patologia e i compiti da svolgere

Ritornando sulle parole di un Napolitano che pare essere sul viale del tramonto del suo incarico, inerenti al suo intervento all’ Accademia dei Lincei e probabilmente anticipatrici del discorso con cui chiuderà l’anno solare istituzionale italiano.

Il presidente della repubblica entra in merito della questione dell’inchiesta “mafia capitale”, ma senza entrare nel merito, bensì invocando una non quanto precisata epurazione delle “mele marce” dal sistema politico-economico sottostante alle dinamiche evidenziate dall’inchiesta stessa.

Epurazione di una “patologia eversiva”, come da lui stesso definita, che dovrebbe essere risultato di una pacificazione collaborativa delle parti sociali.
All’esortazione è seguita poi anche quella di procedere al fine di evitare qualsiasi possibile ostruzione o rallentamento della macchina parlamentare, con implicito riferimento ad accelerare sulle riforme che s’hanno da fare.

Una retorica, quella della pace sociale a tutti i costi, che caratterizza i discorsi di Napolitano da mesi a questa parte,ma che ora è costretta a dover registrare (senza per questo esplicitarlo) l’eclissarsi della fiducia al Matteo nazionale come salvagente del sistema-partitico, a cui l’inchiesta capitolina ha dato una ulteriore puntellata, la quale – seppur riportando in nuce il peso delle autorità magistraturali – viene percepita nel Paese come la conferma di una corruzione insostenibile e al contempo non epurabile con i semplici colpi di spugna evocati dal Presidente,che dopotutto è una delle “scatole nere” più importanti della storia italiana dal dopoguerra in poi.

Così, l’appello ad una non precisata collaborazione delle parti sociali per l’epurazione delle asperità sistemiche in un periodo di ulteriore scaricamento dei costi verso il basso, mentre la ricchezza dei vertici è in aumento esponenziale, suona non solo come irricevibile dai movimenti, ma improponibile per gran parte della popolazione.

Questo semplicemente perché il silenziamento della conflittualità latente a tutto giova meno a chi si vede piovere addosso Jobs Act e Buona Scuola,morsa della pressione fiscale, Sblocca Italia e, last but not least, Piano Casa con tutte le sue nefaste conseguenze.

Ma dunque dove va a parare il discorso di Napolitano?

Unico giovamento ad un appiattimento del conflitto indotto peraltro dall’agire del Governo ne trarrebbe la politica rappresentativa del futuro prossimo che avrebbe molta più agibilità a perpetrare proprio quei circuiti di corruzione che si invoca di eliminare, magari dopo una operazione di pulizia di facciata,facilitata nel caso non dovesse fare i conti con una contrapposizione sociale elevata.

Non a caso, Napolitano invoca la rimozione di ogni immagine di contrasto politico, anche solo figurato, come quello che si può dare nelle aule Parlamentari; propriamente impedire la possibilità di una narrazione non conforme a quella governativa che possa essere appannaggio delle masse sembra uno degli ultimi compiti del Presidente della Seconda Repubblica.

 

Piquetero

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