InfoAut
Immagine di copertina per il post

Nel nome del padre, del povero e del reddito santo

||||

Un breve commento su reddito di cittadinanza e “consumo immorale”

 Il povero e il vizio

Sulla parola reddito, negli anni, si sono incrostati tante forme e significati. Un termine che affascina, con cui si è cercato di superare il dramma, semantico ancora prima che sociale, di un mondo che perde la presenza di sé stesso, una società salariale senza più salario. A minima, il reddito è la somma del salario diretto (lo stipendio) e del salario indiretto, ossia le altri fonti di entrate attraverso sussidi, aiuti, borse di studio/lavoro, assegni. Al di là del cicaleccio dell’economia volgare, chiunque abbia letto anche solo qualche pagina di Karl Marx sa che il salario non misura la quantità di lavoro erogato ma quanto, della propria riproduzione, una classe riesce a far pagare all’altra. Ci dice Marx, i capitalisti, che non hanno falsa coscienza e hanno ben chiari i propri interessi, vorrebbero che il salario tendesse a zero (e ormai ci siamo praticamente arrivati). Logica vorrebbe che i lavoratori, invece, pretendano di poter fruire di tutto il valore prodotto dal proprio lavoro: il comunismo. In mezzo a questi due poli le mille forme di salario diretto, indiretto o dilazionato – di reddito – che i lavoratori sono riusciti a strappare con le proprie lotte dentro il capitalismo. Assistenza sanitaria gratuita, tredicesima, edilizia popolare ma anche riduzione dell’orario di lavoro, ferie pagate etc. Il reddito è insomma una bilancia che misura dei rapporti di forza e un campo di battaglia, al contempo strumento di integrazione e pacificazione ma anche conquista di tempo e di soldi per vivere meglio. Ciò non toglie che ogni redistribuzione del reddito significa un aumento del costo sociale di riproduzione della forza lavoro e quindi una redistribuzione dei profitti (del plusvalore, direbbe Marx) dalla classe dei capitalisti verso la classe lavoratrice. È la lunga storia delle lotte sociali e del loro recupero, del mutualismo e del welfare state, della metropoli come fabbrica, del “lavoro immediatamente sociale”, della consapevolezza epidermica che giustizia significa restituzione di un maltolto.

C’è poi un’altra genealogia e un’altra storia, quella dell’assistenza ai poveri. Prima presa in carico dalla chiesa poi progressivamente dallo stato, dagli enti caritatevoli, dalle fondazioni private, le misure di assistenza si distinguono dagli interventi sul reddito perché non sono forgiate sul modello della remunerazione ma su quello dell’aiuto al povero inabile al lavoro. Lo storpio, l’infante, il vecchio sono il modello secondo cui è stato cucito anche l’abito di questa contraddizione in termini, questo dilemma, che è il povero abile al lavoro. Ne deriva che il povero assistito, proprio perché povero e assistito, viene preso per ciò: un essere naturalmente diminuito, se non nel fisico sicuramente nello spirito. L’assistenza è quindi sempre accompagnata da un altro movimento: la messa sotto tutela. Perché dove c’è Morale ci dev’essere anche Salvezza. Da cosa va quindi salvato il povero? Non certo da Dio, rispondevano, non certo dal mercato, rispondono. Nel paradigma dell’assistenza, il povero va sempre salvato da sé stesso, dalla propria insopportabile incontinenza. Gli storici hanno indagato a lungo lo sguardo delle classi dominanti sulla morale dei poveri, dagli ecclesiastici medievali al cambio di paradigma dell’etica protestante, dal dibattito sul pauperismo che accompagna l’industrializzazione alle dottrine del new public management che sono alla base delle riforme neo-liberali. Certo è che il legame tra povertà e vizio è la costante che accompagna da sempre ogni misura di assistenza. Al tempo in cui il legame con la religione era ancora il cardine della morale la moralizzazione dei comportamenti passava per la dottrina della Chiesa e le sue liturgie. Al tempo del capitale totale come misurare questa morale se non con il metro dei consumi?

Lavoro di consumo nella comunità operosa

Figuriamoci, qualsiasi politica di cambiamento radicale dovrebbe avere a cuore come e cosa consumare, non ci sembra esistano dubbi al netto della catastrofe ecologica ed umana in cui viviamo tra bisogni indotti, psicofarmaci, tossicità compulsive e pacchi di merda ingurgitata h24. Non per niente un intervento cosi sfacciato nella sacra sfera del consumo ha suscitato risatine e levate di scudi soprattutto nel campo liberista, dal PD a Libero, pronti a vaneggiare di Stato etico. Il quotidiano più reazionario d’Italia mentre titolava SPESA PROLETARIA a proposito del reddito pentastellato stigmatizzava come “misura sovietica” la possibilità che lo Stato metta il naso nell’ultima triste sfera di libertà che galvanizza la destra post-fascista, quella dello spendere.

Ma qui parliamo di altro. La morale vittoriana di Di Maio non asserisce certo a una diverso realizzarsi del valore che ci allontani dallo scambio come solo mefitico metro con cui misurare la ricchezza o a un’utilità sociale ed ecologica che dovrebbe primeggiare sul profitto privato. Il ministro del Lavoro ha chiarito che ciò che conta è il perimetro all’interno di cui dovrà essere speso il reddito di cittadinanza, quello dell’operosa comunità nazionale. “Un’iniezione di liquidità nell’economia italiana” dicono al governo, soldi che devono arrivare dalle tasche del cittadino di cittadinanza alle aziende col tricolore, quelle sì morali, senza bisogno di contare quante sigarette fumino i loro dirigenti. Un reddito di cittadinanza non per stare bene ma per permettere alle aziende di fare profitti, facendo finta, come sempre, di non vedere che sono quelle stesse aziende italiane che delocalizzano in Romania, che spremono i cassieri sette giorni su sette, che pagano i braccianti 50 centesimi a cassetta, che non offrono ai giovani altro che stage gratuiti e calci in culo.

La crisi economica che stiamo attraversando è crisi di sovrapproduzione globale. Manca la domanda, il valore non si realizza. Mentre i cattivi populisti propongono lo scandaloso reddito di cittadinanza, oltralpe, il liberista Macron propone una misura fotocopia. La crisi è anche crisi globale della divisione internazionale del lavoro, a Est si produce e Ovest si consuma, in Europa bisogna forzare una distribuzione verso il basso perché la macchina giri (“Helicopter money” si diceva qualche mese fa e non certo nell’Italietta in panne). Di Maio lo ha detto abbastanza esplicitamente, andiamo verso un modello di messa al lavoro della povertà attraverso il consumo e il mercato della formazione. L’investimento sistematico sul welfare aziendale, la delega delle prestazioni sociali al sistema delle cooperative, il moltiplicarsi di Formatori e agenzie di aggiornamento fumose quanto costose, i supermercati delle povertà in cui spendere buoni e aiuti ricevuti dagli assistenti sociali indicano una partita già in atto su come incanalare e dirigere, come disciplinare questa forma di messa al lavoro della povertà. Pochi giorni fa abbiamo tratteggiato sentimento e potenziali spaccature che accompagnano il nuovo corso. Ma finché il dibattito sul reddito di cittadinanza resterà, politicamente, tutto all’interno del campo gialloverde non ci potrà essere altro che questo: pubblici vizi, private virtù.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

FINANZIARIA 2018GrilloREDDITO DI CITTADINANZA

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sapere, potere e controllo della natura: l’intreccio tra tecnologia militare e accademia

Le diramazioni delle scienze e della tecnica sono sottili e articolate, bisogna seguirle e percorrerle per avere evidente il legame tra luoghi del sapere e luoghi di oppressione e guerra.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ma quale terra promessa? L’agricoltura offensiva coloniale in Cisgiordania

Il secondo tema che abbiamo affrontato è stato quello dell’agricoltura, dell’appropriazione della terra e dei campi e quindi delle modalità di riproduzione fondamentali da parte di Israele.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’energia come epicentro di colonizzazione, accaparramento e discriminazioni.

Proponiamo quindi il contenuto di uno dei dibattiti organizzati alle Università occupate del Politecnico di Torino e di Palazzo Nuovo, insieme a End Fossil.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico e perché dovrebbe interessarci.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) rappresenta uno strumento che consente alle persone di monitorare e visualizzare l’intera cronologia delle proprie condizioni di salute.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cosa è andato storto nel capitalismo?

Questa è una brutta notizia per Sharma, forte sostenitore del capitalismo. Cosa è andato storto?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Fasciarsi la testa. Appunti sulle elezioni europee

Tutte e tutti a fasciarsi la testa, adesso. Però siamo ancora vivi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla colonia, alla fabbrica, ai quartieri popolari: l’antirazzismo politico in Francia. Intervista a Said Bouamama

Abbiamo realizzato questa intervista a Said Bouamama ad aprile 2024 durante il Festival Altri Mondi – Altri Modi tenutosi al centro sociale Askatasuna a Torino, quando il movimento per la Palestina, perlomeno a Torino, era in una fase diversa, potremmo dire agli albori, da quella che sta attraversando in questi mesi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La mappa degli impatti e dei conflitti delle Terre Rare. Sfide per una transizione verde e digitale

La Rare-Earth Elements Impacts and Conflicts Map documenta i processi controversi che si svolgono nelle catene di fornitura degli elementi delle Terre Rare (REE): siti di estrazione, lavorazione e riciclo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla Francia all’Italia, la terra si ribella

Domenica 12 maggio una delegazione del movimento francese Soulèvements de la Terre era a Roma per incontrare altri movimenti ecologisti e invitare alle prossime mobilitazioni. Un racconto a più voci di un importante momento di scambio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Europa morirà americana?*

Qual è oggi lo stato dei rapporti transatlantici nel quadro del conflitto ucraino e sullo sfondo del montante scontro Usa/Cina?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli occupabili? Le contraddizioni di una politica del lavoro dopo il RdC

Nel secondo approfondimento entriamo nel tema delle misure di contrasto alla povertà e sulla liberalizzazione del mercato dell’energia in collegamento con Roberto Ciccarelli, autore ed editorialista de ilManifesto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Menzogne e verità sulla cancellazione del Reddito di Cittadinanza

Il dibattito sull’abolizione del Reddito di Cittadinanza è stato viziato da alcuni elementi che hanno reso difficile comprendere fino in fondo il significato politico della Controriforma.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: cariche verso chi protesta contro la cancellazione del Reddito di Cittadinanza

Cariche ieri contro i disoccupati arrivati a Roma da Napoli per protestare contro la cancellazione del Reddito di Cittadinanza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Palermo, i percettori del reddito di cittadinanza ancora in piazza: tensione con la polizia

Mentre migliaia di famiglie siciliane hanno perso il reddito, i servizi sociali, i centri per l’impiego e le APL versano nel caos.Questa mattina i disoccupati palermitani sono tornati in piazza, davanti l’assessorato del lavoro, per continuare a manifestare contro l’abolizione del reddito. da Trinacria «Reddito o lavoro» si legge così sullo striscione che i manifestanti […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Caos totale. Ancora in piazza a Napoli contro l’eliminazione del reddito di cittadinanza

Ieri ha avuto luogo a Napoli la quarta giornata di mobilitazione in un mese contro l’abolizione del Reddito di Cittadinanza.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lavoro: cosa sappiamo delle nuove piattaforme digitali per l’inclusione sociale e lavorativa?

Niente più reddito di cittadinanza, ma piattaforme e strumenti digitali attraverso i quali i cosidetti «occupabili» dovrebbero poter trovare lavoro.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: cariche della polizia contro chi protesta per l’abolizione del Reddito di Cittadinanza

Questa mattina, lunedì 28 agosto, a Napoli è stata organizzata una manifestazione per protestare contro l’abolizione del Reddito: circa 500 persone si sono date appuntamento in piazza Garibaldi e hanno cominciato a muoversi in corteo verso corso Garibaldi, in prossimità della stazione della Circumvesuviana di Porta Nolana, bloccando il traffico in entrambe le direzioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello a tutti i percettori, ex-percettori, disoccupati/e, precari, realtà e movimenti

È il momento del contributo di tutte e tutti per alimentare e moltiplicare la partecipazione alle piazze unitarie contro il taglio del Reddito di Cittadinanza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli paralizzata per la difesa ed estensione del Reddito. A Settembre tutti a Roma

Nuova giornata di mobilitazione oggi a Napoli in difesa del reddito di cittadinanza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: giù le mani dal reddito, tagliate i fondi per la guerra, i vitalizi e l’evasione fiscale

Oggi un corteo spontaneo dei percettori del reddito di Cittadinanza insieme ai “Comitati per la difesa e l’estensione del Reddito” ed anche una folta presenza dei disoccupati 7 Novembre e di Scampia, hanno attraversato le strade di Napoli per protestare contro l’eliminazione del Reddito di Cittadinanza approvato lo scorso 1 Maggio dal Governo meloni ed annunciato nei giorni scorsi con un arido SMS che sta togliendo il sonno a centinaia di migliaia di famiglie a Napoli e nel resto d’Italia.