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Da Ferrara a Pavia una giornata di conflitto operaio e aggressioni di crumiri e polizia!

ULTIM’ORA: Nel pomeriggio sono stati consegnati tre fogli di via da Sant’Agostino ad altrettanti facchini che avevano rifiutato di farsi identificare durante il fermo. Solidali con loro e certi che molti altri ne prenderanno il posto, ribadiamo la nostra vicinanza agli operai in sciopero e l’appello alla partecipazione alle prossime iniziative di lotta davanti ai cancelli della Mirror!

Diverse iniziative di lotta nel mondo operaio sono sorte oggi in diversi spaccati della periferia del nord Italia; tra la provincia di Ferrara e quella di Pavia la determinazione operaia si è scagliata contro i soprusi e gli operai hanno visto una dura risposta poliziesca colpire. Nella provincia ferrarese per tutta la giornata si è lottato per ribadire come l’azienda Mirror debba riassumere 14 lavoratori licenziati ingiustamente con il trucco del cambio d’appalto, in quella pavese ci si è invece scagliati contro le indegne condizioni di lavoro vigenti nella fabbrica Rhiag.

Sin dalla prima mattina a Sant’Agostino (Ferrara) i 14 lavoratori licenziati, con il supporto di tanti altri operai e operaie organizzate nel sindacato SI Cobas e quello di studenti e precari del Laboratorio Crash!, hanno prima effettuato un blocco di fronte ai cancelli dell’azienda e poi bloccato i camion che cercavano invece di entrare all’interno della Sant’Agostino, altra azienda del mondo della ceramica tra le prime committenti della Mirror anche quando i lavoratori licenziati chiedevano una presa di posizione di tutte le aziende collaboratrici dell’impresa ferrarese.

La reazione poliziesca alla lotta ha portato prima al violento sgombero del blocco costruito di fronte ai camion (vedi il video in calce all’articolo), sgombero che si è evoluto anche in 10 fermi, 3 dei quali sono stati poi condotti in questura per ulteriori procedure di identificazione e liberati solo dopo qualche ora. Nel frattempo la polizia si accaniva sui manifestanti con una determinazione assolutamente esagerata nel far passare i camion bloccati sulla carreggiata stradale: nel tentativo di dare un segnale forte ai manifestanti in lotta la celere ha rincorso i picchettanti alternando cariche a piedi a blindati lanciati alla loro rincorsa per più di 2 km sulla provinciale.

La cosa comunque non ha impedito il blocco della strada ed il formarsi di una coda che di fatto ha continuato a rallentato l’uscita di automezzi dalla Sant’Agostino: i manifestanti con questo blocco mobile e fluido della carreggiata  hanno continuato a bloccare ulteriori camion fino al rilascio di tutti gli operai fermati, provocando ingenti danni all’azienda e ribadendo la determinazione a non mollare la lotta fino all’ottenimento dell’obiettivo.

Intanto questa mattina è stato sciopero anche ai cancelli del magazzino Bertolotti-Rhiag di Siziano,in provincia di Pavia. Dalle 5.30 una settantina di operai e facchini dei S.I. Cobas, assieme a un gruppo di solidali, hanno bloccato i tir in entrata e in uscita chiedendo il reintegro di 13 dipendenti iscritti al sindacato e licenziati per aver protestato contro le condizioni indegne di lavoro che vigono alla Rhiag: turni massacranti da più di 12 ore con paghe da fame, assenza di sicurezza e straordinati non retribuiti.

Intorno alle 7.30 del mattino il picchetto è stato vigliaccamente attaccato da un gruppo di guardie private e di crumiri riconducibili al sindacato fascista UGL che, usciti dallo stabilimento armati di bastoni, hanno cercato di forzare il blocco degli operai in sciopero e dei solidali. A quanto denunciano i lavoratori l’attacco di questa mattina segue una serie di minacce e aggressioni avvenute già alla fine di febbraio dopo il primo sciopero.

La determinazione del picchetto è comunque riuscita a respingere l’assalto squadrista, con la promessa di tornare presto a bloccare gli ingressi della Bertolotti – Rhiag.

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