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A Don Bosco contestato il PD #AntiMafiaCapitale

La piazza chiamata dal commissario romano del partito degli affari Matteo Orfini, in un quartiere storicamente popolare, era molto distante dal tessuto sociale che lo abita. La contestazione è infatti stata un’ottima iniziativa, anche se tentata di oscurare da mezzi di informazione e polizia in assetto antisommossa. Denunciare che il PD e la gestione di Gabrielli non solo la soluzione, ma solo il riproporsi di una gestione della città affaristica e che schiaccia i più deboli, andandoli a stanare e a cacciare dai quartieri è un’indicazione importante per i prossimi mesi.

Rilanciamo come altro momento di contestazione contro il PD e Mafia Capitale la manifestazione di oggi alle ore 17 a Piazzale Tiburtino in risposta allo sgombero di Degage, vietato dalla questura e che vuole denunciare il commissariamento di questa città per gli interessi legati a giubileo e palazzinari.

 

Progetto Degage

 

Di seguito il volantino dato in piazza dalla Carovana delle Periferie:

 

La fretta di voltare pagina….

La politica  romana ha fretta di voltare pagina, di chiudere la vicenda mafia  capitale, di chiamare i cittadini a raccolta per la legalità e di  dimenticare rapidamente l’accaduto.
Ma mafia capitale non è un episodio, è un sistema e non basterà un processo per smantellarlo. Ricordate Mani Pulite? La DC e il Psi si sono sciolti, altri partiti  minori sono scomparsi, ma la corruzione è dilagata nel paese come mai  prima l’avevamo conosciuta. C’era una volta il clientelismo, con cui hanno governato per almeno trent’anni. Poi è stato il turno di tangentopoli, che ha retto la vita politica del paese fino a Berlusconi. Ora è il tempo dell’intreccio tra politica ed affari, nel senso che fai  politica in Italia solo se riesci a farti sostenere e a ricambiare il  sostegno da cordate affaristiche ed anche malavitose.

Mafia capitale non è un episodio, è il modo di essere della politica a Roma (e  non solo a Roma). Appalti in cambio di sostegno economico per le  elezioni, commesse economiche come merce di scambio per vincere le  elezioni. Non un caso, ma la assoluta normalità. Il Pd e Forza Italia (o  come diavolo si chiamano oggi quelli della destra) fanno a gara ad  organizzare, in occasione delle elezioni, le cene con i grandi elettori,  dove vanno costruttori, banchieri, direttori di giornali, amministratori di grandi imprese.

Come ricompensano i loro favori, una volta vinte le elezioni? A tenere vivo questo meccanismo c’è il continuo ricorso ai privati nella gestione dei servizi: più si allarga lo spazio delle privatizzazioni e più si alimenta questo gioco. C’è tra gli organizzatori della manifestazione per la legalità qualcuno contrario alle privatizzazioni dei servizi?

La fretta di  voltare pagina va di pari passo con la voglia di vendere tutto ai privati, dalle case popolari ad Atac, dall’Ama agli asili.
….per vendere Roma

CAROVANA DELLE PERIFERIE

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