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Alla Logista di Bologna è ancora sciopero contro il ricatto dei cambi d’appalto

  

Ma ovviamente le esigenze padronali hanno portato a un tentativo di riaprire l’attacco nei confronti dei lavoratori. Questa volta a scatenare la rabbia delle circa 130 persone impiegate nell’azienda è stata la decisione di effettuare un cambio d’appalto che dovrebbe interessare dal 31 gennaio lo stabilimento,annunciato proprio nel giorno in cui (15 gennaio) sarebbe dovuto entrare in attuazione l’accordo dovuto alle mobilitazioni di novembre

 

Questo cambio d’appalto, agito quindi strumentalmente alla necessità di attaccare la precedente vittoria dei lavoratori, porterebbe ad almeno una quarantina di esuberi immediati e al dover stipulare un nuovo contratto; contratto le cui specifiche non sono ancora chiare ai lavoratori, già più volte presi in giro in questi mesi dalle manovre del padronato in combutta con la cooperativa Alma che ora dovrebbe uscire di scena per far spazio ad una nuova coop, la Bsb.

 

Sin da lunedì è in corso un picchetto permanente, che chiede certezze sul fatto che nessun lavoratore venga licenziato e d’altro canto vuole imporre alla nuova cooperativa un contratto degno. Ai lavoratori in lotta organizzati nel sindacato SI Cobas è arrivata la solidarietà dei compagni e delle compagne del Lab.Crash che hanno partecipato a queste ore di picchetto e continueranno a farlo fino al raggiungimento di una vittoria necessaria.

 

Da sottolineare la composizione dei lavoratori, in stragrande maggioranza di nazionalità italiana e di età compresa tra i 20 e i 45 anni. Parte ovvero di quel proletariato italiano sempre più esteso, che si barcamena tra un lavoro a breve durata e un altro, e che di fronte all’assunzione e alla comprensione del modello di ricatto e sfruttamento inizia ad alzare la testa.

 

Questo incominciando inoltre anche a leggere la situazione, e a rifiutare con convinzione le mediazioni al ribasso proposte dai sindacati come la Cgil che pur avendo un’internità poca o nulla all’interno dei 130 lavoratori si arroga il diritto di andare a trattare con l’azienda per proporre mediazioni al puro fine di provare a screditare e indebolire le modalità di lotta dura che tramite blocco e sciopero provano ad alzare sempre più l’asticella dei diritti conquistabili.

 

In attesa dei vari incontri tra Logista, Alma, Bsb e di quelli che saranno nelle prossime ore momenti di confronto previsti con i sindacati, il picchetto e il blocco continuano, con i lavoratori e i solidali determinati ad andare avanti fino alla vittoria e a proseguire l’agitazione in un comparto come quello della logistica, sempre più in crescita non solo come profitti, ma anche come conflitti al suo interno.

 

 

 

 

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