InfoAut
Immagine di copertina per il post

Bologna: l’Istituto Aldini è un laboratorio di sfruttamento

Si tratta del progetto “scuola dei mestieri” a cura della Regione Emilia Romagna, l’Ufficio scolastico regionale, il ministero dell’istruzione e delle aziende Ducati e Lamborghini. A bologna nel più grande istituto tecnico professionale della città gli studenti verranno inseriti per sei mesi nelle fabbriche e negli altri sei andranno a scuola, importando dalla germania il metodo di formazione professionale. Si tratta di un progetto con ancora molti passaggi burocratici da tessere e dettagli da definire, ma che sembra poter entrare in corso da settembre, introducendo 50 studenti nel mondo del lavoro, remunerati nei mesi scolastici come tirocinanti e nei mesi di lavoro con un contratto a termine. Si tratta dell’ennesimo attacco alla formazione scolastica già duramente colpita da riforme e interventi volti alla standardizzazione dei saperi e alla loro parcellizzazione.

Questa sperimentazione, perfettamente inserita nel ragionamento intorno al Jobsact di Renzi e Poletti, si configura come un ripensamento radicale ed estremamente pericoloso del rapporto formazione-lavoro: da una parte si elimina completamente la pretesa “formativa” dell’apprendistato, con la cancellazione dell’obbligo da parte del datore di lavoro di presentare in forma scritta un piano di formazione, dall’altra, con la sperimentazione delle Aldini, si sopperisce immediatamente a questa mancanza, inserendo direttamente il percorso formativo scolastico all’interno della fabbrica.

Da anni analizziamo la scuola come un precarificio dove gli studenti vengono formati esclusivamente ai fini dell’inserimento in un mondo del lavoro con sempre meno reddito e sempre maggior sfruttamento. I test invalsi sono espressione del modello scolastico contemporaneo, fatto di saperi a crocette e di risposte unilaterali, che limita gli studenti a numeri e le loro menti a contenitori privi di creatività.

È da anni che i vari ministri, senza distinzione di partito, susseguitisi alla guida del MIUR, favoriscono l’inserimento dei privati all’interno degli istituti. Fu proprio il governo Prodi, tramite il suo ministro Fioroni nel lontano 2007, ad aprire la strada ai privati, concedendo ad enti e fondazioni private la possibilità di effettuare “donazioni” alle scuole. Linea ripresa e ampliata dal governo Berlusconi che, con la riforma Gelmini e, in particolare, con il DDL Aprea verrebbero riorganizzato gli organismi brurocratici della scuola trasformando il consiglio d’istituto in consiglio di amministrazione, con possibilità di ingresso di enti privati in esso. Tuttavia, la sperimentazione che alle Aldini Valeriani si va a mettere in campo è assolutamente inedita nel nostro paese e aggiunge un tassello fondamentale nella subordinazione dell’istituzione scolastica (non che ci piaccia come è ora, sia chiaro!) alle logiche di mercato asservendo quest’ultima in maniera ancor più netta all’interno delle logiche di riproduzione capitalistica. La novità è che l’arroganza dell’attacco va oltre ai livelli raggiunti in precedenza, non ci si limita più alla presenza-consulenza esterna dei privati nella scuola: il privato diventa parte integrante di essa e, soprattutto, del percorso formativo dello studente. Le capacità creative, gli interessi, le passioni e i desideri dei singoli, qui, non importano più niente.

Questo embrione può significare la svolta decisiva in una scuola che ancora non è abbastanza conforme alle logiche del mercato e che quindi si trova ad appaltare la formazione ad industrie che poi potranno assumere gli studenti ancora giovanissimi ma già formati per lo svolgimento di una mansione specifica e limitante, generando quindi in prospettiva un enorme disponibilità di manodopera a basso costo già formata prima dell’inserimento in fabbrica, limitando ancora una volta la possibilità degli studenti a fruire di un sapere altro, ricco e non spendibile in termini di sfruttamento e precarizzazione.

Dobbiamo leggere questa sperimentazione come un avanzamento cruciale del modello di scuola neoliberista, che vuole significare una totale ristrutturazione dell’istituzione scuola, inserendo la fabbrica al centro della formazione, prefigurando quindi un modello di trasmissione dei saperi immerso nel modello di produzione capitalistico. Con questo progetto si vuole indurire ulteriormente questo percorso, istituendo una reciprocità tra scuola e azienda destinata a far sfumare la differenza tra i due luoghi.

La scuola che i movimenti studenteschi quotidianamente cercano di costruire è una scuola fatta di saperi liberi e demercificati, di spazi di incontro e scambio, una scuola dove nuove forme di socialità si sviluppano e dove è possibile la costruzione di saperi e spazi in conflitto con lo stato di cose presente. Questo progetto rappresenta l’ennesimo avanzamento di un modello di scuola che va nella direzione opposta, la scuola che si propone è una scuola gerarchica, sterile e annichilente alla quale i movimenti sapranno dare battaglia.

Anche contro questi tentativi, l’11 Luglio gli studenti medi scenderanno nelle strade di Torino!

Collettivo Autonomo Studentesco Bologna

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Bolognascuolastudenti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo

Pubblichiamo il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani che hanno convocato il corteo a Napoli con il titolo “Amore che resiste”, un appuntamento che si inserisce nel quadro di mobilitazione a livello nazionale per la costruzione dell’opposizione sociale al governo Meloni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: conferenza stampa del corteo regionale “Amore che resiste” di sabato 14 febbraio

Conferenza stampa ieri mattina a Napoli per lanciare la manifestazione in difesa degli spazi sociali e di libertà in Campania.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un commento sulla manifestazione del 31 gennaio

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Fabrizio Salmoni

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Ancora repressione sulle lotte per la Palestina a Torino

Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della DIGOS di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città.

Immagine di copertina per il post
Formazione

La Spezia: studenti e studentesse in strada a seguito dell’accoltellamento di Aba.

Ripubblichiamo il testo condiviso da Riconvertiamo Seafuture, percorso cittadino di La Spezia che ha preso avvio con la mobilitazione contro la mostra navale-militare di quest’estate e che ha elaborato delle riflessioni a seguito della tragedia che ha investito l’istituto Chiodo a La Spezia e, di seguito, il contributo del KSA – Kollettivo Studentesco Autonomo in merito alla risposta di Valditara.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: Liceo Einstein, domiciliari a chi protesta

La Questura di Torino ha effettuato una serie di perquisizioni domiciliari culminate nell’applicazione di sei misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di giovani, in gran parte minorenni.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: “Tutti liberi subito. Il governo usa la repressione contro gli studenti che si mobilitano per la Palestina”

Questa mattina la questura di Torino ha effettuato perquisizioni a casa di giovanissimi con la conseguente applicazione di 6 misure cautelari ai domiciliari.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perde un occhio per un lacrimogeno sparato ad altezza persona: la battaglia di “Lince”

La sera dello scorso 2 ottobre un’attivista di 33 anni ha perso un occhio a causa di un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo dalle forze dell’ordine.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: corteo “Show Israel Red Card” contro la partita della vergogna tra Virtus e Maccabi Tel Aviv

Ieri, venerdì 21 novembre, corteo a Bologna contro la partita della vergogna, quella di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv prevista alle 20.30 al PalaDozza.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Verso il 25 novembre: giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere

Il governo attacca l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole, in particolare attraverso il Ddl sul consenso informato che, all’esame dell’Aula, è stata occasione per lo svolgersi di un teatrino imbarazzante

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: “Show Israel the Red Card”. Il 21 novembre la manifestazione contro la partita di basket Virtus-Maccabi Tel Aviv

Venerdì 21 novembre a Bologna è prevista la partita di basket di Eurolega tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, la cui curva è nota per le sue idee suprematiste e razziste.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Mobilitazione studentesca in decine di città contro il riarmo per scuola e formazione

Contro l’escalation bellica, per la Palestina e non solo, ieri, venerdì, è stato sciopero studentesco in decine di città italiane

Immagine di copertina per il post
Formazione

Occupazioni a Torino: cronaca di un mese senza precedenti.

Una cronaca dalle occupazioni e autogestioni delle scuole torinesi del mese di ottobre.