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Disoccupati dell’indotto fincantieri in presidio davanti la prefettura

I lavoratori, in mobilità da oltre due anni, vivono una situazione di estrema incertezza e precarietà: tra chi ha già terminato il periodo di mobilità in deroga e chi si appresta a terminarlo le prospettive sono piuttosto tetre. I cantieri navali rappresentano infatti l’unica possibilità lavorativa sul territorio per operai specializzati come loro e i tentennamenti nella ricerca di commesse e nella cantierizzazione per la ristrutturazione dei bacini non contribuiscono certo a rischiarire il cielo sotto cui si muovono.

Da queste condizioni partono le rivendicazioni del “COMITATO DISOCCUPATI INDOTTO FINCANTIERI” nei confronti di prefettura e governo a partire da delle proroghe per gli ammortizzatori sociali a tutela di lavoratori altrimenti destinati a un presente di miseria, oltre che di disoccupazione. Come si diceva infatti Fincantieri rappresenta l’unica struttura in grado di assorbire le loro professionalità e la sua immobilità continua a mettere a repentaglio le loro vite. Da ciò prende le mosse anche la pressione esercitata dai disoccupati affinché i lavori di ristrutturazione ed allargamento dei bacini, il cui bando è stato vinto oltre un mese e mezzo fa proprio da fincantieri, possano finalmente cominciare e possano portare a una riduzione del loro tasso di disoccupazione.

La progettualità di lotta del comitato non si ferma certo al presidio di stamane e rilancia, invece, con la partecipazione al corteo cittadino di domani pomeriggio contro la presenza di Monti e Napolitano in città e contro le politiche di austerity di cui sono i primi fautori (ore !6.00 piazza Verdi) e con un sit-in alle ore 9.00 di Venerdì 25 di fronte all’assessorato regionale alle politiche sociali.

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