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Fincantieri ancora in sciopero: bloccata l’autostrada e paralizzata Palermo

Anche oggi, 3 Gennaio, la rabbia degli operai Fincantieri non si è fatta attendere. Ad inizio turno il picchetto ha sbarrato gli ingressi dello stabilimento e alle otto e mezza è partito il corteo diretto verso l’Autostrada.
Circa un migliaio di lavoratori hanno risalito tutta la via dei Caniteri/Notarbartolo/Leonardo Da Vinci sino a giungere a una delle rotonde più importanti del traffico cittadino. Lì hanno bloccato per oltre un’ora le direttorie Est/Ovest e Nord/Sud bloccando la Circonvallazione fino a fare impazzire il traffico autostradale.
Il corteo non autorizzato si è presto caratterizzato come selvaggio e incontrollabile e ha percorso parte della circonvallazione fermandosi in più punti, tornando a bloccare entrambe le carreggiate centrali e rovesciando cassonetti in quelle laterali fino ad arrivare a Corso Calatafimi.
La rabbia e la determinazione operaia non si è fermata neanche di fronte alla pioggia battente che ha seguito il corteo per circa quattro ore fino al suo arrivo al palazzo del comune. Lì è stata sanzionata l’assenza di qualsiasi voce dell’amministrazione dalla vertenza Fincantieri come da qualsiasi questione cittadina. Anche in questa occasione il sindaco è risultato non pervenuto, riconfermando così la solita gestione che tratta i problemi sociali come questione di ordine pubblico. L’unica risposta delle istituzioni, infatti, è stata quella di schierare un cordone di carabinieri a difesa del Palazzo.
I lavoratori sono quindi partiti nuovamente in corteo fino a tornare alla Fincantieri continuando, come durante tutto il percorso, a disporre barricate per bloccare il traffico cittadino ben oltre il loro passaggio.
Ancora un’altra giornata di lotta ha caratterizzato la vita cittadina con il totale blocco dei flussi commerciali e lavorativi. Gli operai hanno dimostrato anche oggi la loro determinazione e mandato un ulteriore messaggio alla direzione della Fincantieri e a tutte le istituzioni di governance: niente fermerà la loro lotta fino alla garanzia che verranno assegnate nuove commesse e che nessun operaio sarà “esuberato”.
Il 2012 si preannuncia infuocato: che l’autunno caldo sia stato soltanto rinviato di qualche mese?

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