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Hotel occupato di via Corsica: una settimana dopo

A pochi giorni dall’occupazione dello scorso 2 febbraio, l’Hotel occupato in via Corsica 21-23 ha già cambiato volto. L’aspetto che ha sfoggiato fino al giorno in cui è stato aperto e liberato dai movimenti impegnati a Brescia nella lotta per il diritto alla casa, era quello tipico di tantissimi immobili sfitti: il volto del reale degrado, dell’inutilizzo, della speculazione immobiliare, della contraddizione che vive tra migliaia di spazi lasciati vuoti e centinaia di famiglie che vivono o rischiano di vivere in mezzo alla strada. 

Macerie e tanta sporcizia che, però, sono già un ricordo lontano dopo circa una settimana di lavori: pavimenti puliti, porte sistemate, pareti imbiancateQuesto grazie all’attivazione, sin dal primo giorno di occupazione, di numerosi volontari convinti che quegli spazi lasciati in disuso dalla giunta comunale (ente alla cui gestione era affidato lo stabile, dopo la confisca ai danni di organizzazioni coinvolte in giri di prostituzione) debbano oggi diventare un tetto per chi non l’ha.
 
 
Giunta comunale che, invece, continua a sostenere di avere da tempo un progetto sull’immobile, pronto ad uscire dal cilindro. Questo un riassunto delle parole dell’assessore ai servizi sociali Maione, che probabilmente si è accorto che laddove le istituzioni della crisi han deciso di non arrivare, arrivano la lotta e la solidarietà, traducendosi fin da subito nella pratica e nella materialità dell’autorecupero e delle migliorie di un intero stabile abbandonato. Chi governa la città, è evidente, lo sa bene; per questo non è in grado di fare altro se non sottolineare l’illegalità dell’azione senza nemmeno provare a nascondere di non avere alcuna linea o alcuna volontà politica per la soluzione dell’emergenza abitativa. Al di là delle parole di Maione, in realtà, la cooperativa sociale Il Solco, da lui chiamata in causa, ha smentito la possibilità di qualsiasi progetto da realizzarsi entro il 2013 rimediando all’assessore una figuraccia bella e buona.
 
 
In realtà da questo divertente siparietto tra la cooperativa Il Solco e la giunta comunale emerge il piacevole sospetto di aver centrato la mossa giusta. Le dinamiche gestionali in seno a questo nuovo spazio occupato lasciano aperte diverse possibilità ma la più probabile è quella di poter riprendere qui, in via Corsica, il progetto di centro autogestito per l’emergenza abitativa interrotto in gennaio dalla questura all’Hotel Sirio occupato di via Capriolo: al di là delle invenzioni di qualche assessore non ci sono progetti sul posto almeno fino al 2014, l’immobile è del demanio che lo concede in gestione al comune, troppo in imbarazzo nel dover giustificare l’abbandono di locali che, per legge, data la confisca “alla mafia”, devono essere utilizzati a scopo sociale.
 
 
Da poco più di una settimana uno scopo sociale, via Corsica 21, l’ha trovato. “Nessuna persona senza casa, nessuna casa senza persone”. E’ ancora lo slogan con il quale la struttura sta accogliendo senza fissa dimora, coppie, famiglie con bambini; lo slogan con il quale in pochi giorni una struttura lasciata in condizioni di invivibilità grazie all’autorganizzazione ed alla solidarietà attiva di tante persone è ora in grado di essere abitata. Sempre nella convinzione che, nel tempo della crisi reddito e diritti si conquistano, e che solo con le lotte sociali si può distruggere un esistente fatto di precarietà, di smantellamento del welfare e  delle condizioni di vita, e costruire realmente un presente e futuro di solidarietà attiva e diritti per tutti. Una convinzione che si fa più forte ogni volta che un picchetto riesce a rinviare uno sfratto per morosità, a far reintegrare i facchini Ikea sul posto di lavoro, ad occupare uno spazio per dare un tetto a chi non può più permettersi un affitto.
 
 

 

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