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Hotel Sirio: storia di una settimana all’assalto del presente

Una narrazione della prima settimana di occupazione dell’Hotel Sirio a partire dal 14N bresciano.

Mercoledì 14 novembre, nel giorno di mobilitazione europea contro l’austerity, la Brescia antagonista ha risposto con forza: studenti medi del Kollettivo Studenti in Lotta e universitari del neonato CUA, assieme ad altre realtà di movimento (Magazzino 47, Comitato contro gli sfratti, Sos Scuola e Cobas) hanno lanciato una propria manifestazione di piazza, distante – fisicamente e politicamente – dalla classica sfilata della Cgil locale e dal suo sciopero light di 4 ore. In 3mila si sono ritrovati in piazza Garibaldi, puntando subito sotto il Comando di polizia locale.

Gli agenti, alle dirette dipendenze del vicesindaco leghista Rolfi, una sorta di De Corato in sedicesimi, avevano arrestato nelle prime ore del mattino tre  militanti, attivi anche nella Rete Antifascista provinciale, accusati di incendio doloso per alcuni copertoni andati in fiamme lungo via Triumplina, con le macchine ferme; il tutto accompagnato da uno striscione che invitava alla partecipazione allo sciopero. Dopo aver richiesto la liberazione dei tre compagn* (per loro il giudice ha convalidato gli arresti con obbligo di firma bisettimanale in attesa della prima udienza del processo, sabato 24 novembre), il corteo ha percorso il ring cittadino puntando poi sulla locale stazione ferroviaria. Qui, la repressione violenta contro il corteo autonomo, che hanno fatto il giro dei media nazionali: tre distinte cariche contro studenti, spesso giovanissimi, a volto scoperto e mani nude. Numerosi i contusi; tre persone, invece, due donne e un migrante, sono finiti in ospedale per le botte sferrate con violenza e puntando al capo.

Nonostante le manganellate, la risposta del corteo, come sempre più spesso in tutto il paese, è stata decisa: nessun passo indietro e, una volta superati i cordoni, l’occupazione della stazione stessa. I binari sono rimasti fermi per una ventina di minuti: l’obiettivo di giornata, infatti, non era quello, ma la volontà di riprendersi le strade della crisi, dando risposte concrete e dal basso alla latitanza colpevole delle “istituzioni”, in primis sul dramma dell’abitare, una vera e propria calamità sociale a Brescia e provincia.

Dopo aver superato piazza della Loggia, teorico punto d’arrivo della manifestazione, il corteo ha tirato dritto rientrando nel quartiere del Carmine, il cuore popolare, studentesco e migrante della città. Qui, in via Capriolo, 24, è stato liberato l’ex hotel Sirio, da otto anni abbandonato e trasformato in centro per l’emergenza abitativa in città. E’ stata questa l’azione centrale nella giornata di mobilitazione bresciana: l’apertura di un luogo abbandonato che ora, da una settimana, è un nuovo punto del conflitto in centro-città, un luogo che risponde già ai bisogni delle persone e che già ospita nelle proprie stanze molte persone tra senza tetto, disoccupati, studenti e precari. Una nuova occupazione che non poteva cominciare in una giornata migliore: nel 14N dell’Europa mediterranea che si solleva contro le misure di austerità imposte dai governi e dalle istituzioni finanziarie.

La partecipazione è, infatti, subito forte, dal basso, in tanti vogliono curiosare e dare una mano per costruire un nuovo progetto di condivisione ed attivazione collettiva.

Nelle ore successive, la locale Questura, con il vicequestore Emanuele Ricifari (quello delle “famigerate” cariche sotto la gru di San Faustino, nel novembre 2010), ha cercato in tutti i modi di giustificare le cariche del mattino, parlando di ipotetici lanci di oggetti e “fronteggiamenti”, puntualmente smentiti dai video girati da Ctv e diffusi da Radio Onda d’Urto, oltre che utilizzate in una conferenza stampa tenutasi giovedì 15 Novembre all’interno del nuovo Hotel Sirio Occupato. 

Certo, queste sono generazioni che non stanno più a guardare, non vogliono. Un’opposizione attiva alle cariche c’è stata, ma evidentemente dopo l’attacco particolarmente nervoso delle fdo.

Per rilanciare il 14N, contrastare il possibile sgombero del Sirio Occupato e denunciare la repressione poliziesca, sabato 17 oltre un migliaio di persone ha deciso di tornare in piazza, a pochi giorni dal corteo di mobilitazione europea.

Alla manifestazione, indetta per dare una prima risposta alla gestione poliziesca del dissenso che ha colpito mercoledì Brescia, ma non solo (cariche a Padova, Torino, Milano, Palermo e soprattutto Roma), e per rilanciare la lotta all’austerity in tutte le sue forme, hanno aderito numerose realtà cittadine, Kollettivo studenti in lotta, Collettivo Universitario Autonomo, Csa Magazzino47, Associazione diritti per tutti, Comitato provinciale contro gli sfratti, Confederazione Cobas Brescia, Usb Brescia, Rifondazione Comunista Brescia, Sinistra critica Brescia, Movimento per la partecipazione cittadini e cittadine, Carc Brescia e Rete antifascista di Brescia e provincia.

 Un corteo corposo, compatto e militante, costruito in 48 ore e terminato sotto la Prefettura, simbolo istituzionale del potere in città. Nel frattempo, l’esperienza del Sirio occupato resiste, come dicono i suoi attivisti: “A Brescia studenti, precari, lavoratori, disoccupati, sfrattati…rilanciano e continuano la lotta per il proprio presente e futuro!”. Un’esperienza, quella del Sirio che da subito, e così per tutta questa settimana, si è proposta come un’indicazione di lotta e di riappropriazione nelle metropoli governate dalla crisi e dall’austerity. Sulla scia del “riprendiamoci tutto” degli studenti medi ed universitari, e di quel “que se vayan todos” che esprime un rifiuto ormai irrinunciabile all’esistente tutto, fatto di impoverimento ed attacco ai diritti. 

L’idea è di connettere quei percorsi, radicati nei quartieri e nel tessuto sociale cittadino, che a Brescia stanno da tempo tenendo banco nelle lotte contro la mercificazione dei saperi, contro la precarietà, per il diritto alla casa e per il permesso di soggiorno ai migranti.

Un’occupazione che da questi punti fermi vuole essere uno spazio, fisico e politico, nel quale si costruisca direttamente, attraverso l’attivazione di tutti quei soggetti colpiti dalla gestione capitalista della crisi, un’alternativa, un modo diverso di vivere le relazioni sociali ed umane, un modo solidale di vivere ed organizzarsi insieme, partendo dai bisogni di tutte le persone e non dai profitti di pochi.

Un’occupazione che comunica alle istituzioni locali e nazionali, inesistenti sul problema del diritto alla casa e più in generale del reddito e delle catastrofi che con la crisi ci stanno scagliando addosso, di aver già trovato le soluzioni.

Dopo le cariche, le menzogne della questura di Brescia, la grande partecipazione quotidiana a questa nuova esperienza abitativa ed aggregativa, una settimana all’assalto del presente significa che il 14N ha lasciato in città l’Hotel Sirio Occupato, dove non si aspetta a creare un presente già diverso, già al di là di un sistema economico e sociale insostenibile, verso un futuro tutto da scrivere. Dove le lotte hanno già spianato un terreno libero in cui chi partecipa prende da subito in mano la propria esistenza, autogestendosi ed organizzando in prima persona il funzionamento di un palazzo fino ad una settimana fa abbandonato, e che ora risponde ai bisogni di tanti rilanciando le lotte contro gli affari di pochi.

Dopo 8 anni di polvere ed abbandono, ora all’Hotel Sirio albergano le lotte.

 

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