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I Gas Cs, guerra chimica in tempo di pace

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Tra il 23 e il 24 luglio centinaia di candelotti di gas CS sono stati sparati in Val di Susa in occasione delle iniziative No Tav. Il gas CS viene utilizzato da anni indiscriminatamente contro la popolazione della Valsusa che si oppone alla costruzione della grande opera inutile.

Il micidiale gas CS, usato dalla polizia contro i manifestanti a Genova nel 2001 (ufficialmente oltre 6 mila candelotti sparati…), è una sostanza messa al bando dalla Convenzione di Ginevra. E’ dunque proibito usarla in guerra, perché gravemente tossica anche per le popolazioni residenti e per chi la usa.

Come è possibile venga ancora usata impunemente in tempo di pace?

In realtà qui sembra regnare un po’ di confusione. Talvolta nei documenti  ci si riferisce al gas CS come “arma non letale” il cui uso per ragioni di ordine pubblico è consentito, legale. Paradossalmente vien da dire, Dato che – come già detto – se utilizzato in guerra viene considerato “arma chimica”.

All’epoca – luglio 2001 –  la presenza mia e di altri compagni nella delegazione vicentina alla manifestazione contro il G8 di Genova era stata ben documentata dalla immagini apparse sul Giornale di Vicenza del 22 luglio 2001. Come si poteva vedere in quelle foto lo striscione e la bandiera erano quelli del Movimento UNA (Uomo-Natura-Animali). Qualcuno di noi aveva anche partecipato alle manifestazioni dei giorni precedenti, ma la maggior parte era arrivata la mattina di quel maledetto sabato 21 luglio per esprimere il più radicale dissenso da una politica che nega i diritti degli umani, degli animali e della Terra stessa, in via di progressiva devastazione. Nel giro di un anno diversi dei nostri militanti e simpatizzanti (così come tanti altri amici e conoscenti), dopo aver trascorso “uno dei peggiori inverni della loro vita”, avevano dovuto rassegnarsi all’idea di essere stati irrorati con il micidiale aerosol che la polizia aveva usato in modo massiccio contro centinaia di migliaia di persone. Imparando a proprie spese che la mancanza improvvisa del respiro, le bronchiti ricorrenti, il perenne mal di gola… non erano una conseguenza dello smog (non solo almeno), ma, con tutta probabilità, del fatto di aver respirato il CS, il gas presente nei lacrimogeni usati a Genova in quantità industriale (ufficialmente – ripeto – si parlava di oltre 6.000 candelotti sparati, ma presumibilmente furono molti di più). Sui bossoli in alluminio raccolti (che ricoprivano a migliaia le strade) era ben evidente la scritta: “cartuccia 40mm a caricamento lacrimogeno al CS,STA – 1 – 98”.

Il CS non è una sostanza qualsiasi. E’ stata messa al bando dalla Convenzione mondiale sulle armi chimiche, ma solo per il suo uso in tempo di guerra.

E’ considerato estremamente dannoso, perché può provocare danni permanenti e può avere effetti sui cromosomi delle persone.

Il CS era già noto per essere stato usato in Vietnam e per essere una delle sostanze di cui si accusava l’Iraq. Inoltre era già stato oggetto di una richiesta di messa al bando da parte dell’associazione dei medici sudcoreani e veniva studiato con preoccupazione negli USA. Come aveva scritto il senatore verde Francesco Martone (vittima dei CS e autore di un’inchiesta sui fatti di Genova): “chi era a Genova lo ricorda. Ricorda il fiato mozzato, il cuore in gola, l’impossibilità di respirare, la pelle bruciata e gli occhi pieni di lacrime. Ricorda la sensazione di vomito e nausea immediata, ed il bruciore allo stomaco, i dolori al fegato”.

Nella sua inchiesta Martone aveva anche ricostruito la storia dell’uso repressivo di questo gas. Il CS era già stato usato a Seattle, a Québec, a Genova, in Irlanda del Nord, a Waco, a Seul, in Palestina, in Malesia, in Perù.

In un libro di Gore Vidal, “La Fine della libertà. Verso un nuovo totalitarismo?”, si racconta appunto la strage di Waco, quando il 19 aprile del 1993 gli agenti dell’FBI posero fine al lungo assedio alla sede della setta dei Davidiani, usando gas CS e carri armati. Secondo alcuni analisti, fu proprio il CS a innescare l’incendio nel quale morirono 82 persone.

Scoperto ancora negli anni venti del secolo scorso, il CS (sigla per chlorobenzylidene malonitrile, in italiano “ortoclorobenzalmalonitrile”) era poi stato sviluppato negli anni ’50 dal Chemical Defence Experimental Establishment [Porton, Inghilterra]. In Italia i candelotti al CS li produceva la ditta Simad S.p.A. di Carsoli, in provincia dell’Aquila.

Il CS è una sostanza cristallina solitamente mescolata con un composto pirotecnico in una granata o candelotto. Si diffonde sotto forma di nebbia o fumo di particelle sospese. La sua efficacia deriva dalla proprietà irritante, molto forte, per la pelle e le mucose, e di agente lacrimante anche in dosi minime. Gli effetti caratteristici sono una congiuntivite istantanea con blefarospasmo, irritazione e dolore. Il CS micronizzato e mescolato con un antiaglomerante o trattato con idrorepellenti a base di silicone (formule note come CS1 e CS2) può rimanere attivo per giorni e settimane, in particolare se polverizzato al suolo.

A Québec, dove si fece uso di CS per reprimere le manifestazioni contro il Trattato dell’Area di libero commercio delle Americhe (aprile 2001), l’Ufficio di Igiene pubblica avvisò i residenti di indossare guanti di gomma e lenti protettive nel trattare i residui, di gettar via cibo e bevande contaminati (anche quelli contenuti in lattine o scatolette), di rimpiazzare i filtri dell’aria condizionata e lavare l’esterno delle abitazioni.

Non risulta che gli abitanti di Genova abbiano mai ricevuto suggerimenti del genere.

Secondo uno studio pubblicato nel 1989 dal Journal of the American Medical Association, il CS assorbito verrebbe metabolizzato nei tessuti periferici sotto forma di cianuro, nota sostanza cancerogena.

Uno degli autori di questo studio, Bailus Walker, professore di tossicologia ambientale dell’Università di Howard, ha studiato le complicazioni polmonari nel corso di una visita degli ospedali della Corea del Sud, nel 1987, dopo che la polizia locale aveva usato il CS contro i dimostranti.

Il dottor Walker riscontrò danni al sistema respiratorio di bambini, e casi di danno cromosomico, al punto di affermare che il CS può essere “molto, molto tossico”, se usato nelle dosi sbagliate.

In Corea il governo aveva ammesso l’uso di 351 mila candelotti lacrimogeni contro civili nel solo mese di giugno del 1987, molti di più di tutto il gas lacrimogeno usato nell’intero 1986. In Corea, i medici hanno constatato che varie centinaia di migliaia, se non milioni di civili erano stati esposti agli effetti del CS, senza essere stati poi debitamente assistiti.

Gli esperti consigliano di trattare l’esposizione ad alte concentrazioni di gas lacrimogeno, per inalazione o ingestione, come quelle che possono occorrere in uno spazio chiuso o in prossimità dell’esplosione di un candelotto, “con molta cautela, anzi consigliano un periodo di osservazione di qualche giorno poiché un edema polmonare potrebbe sopraggiungere solo in un secondo tempo”.

In prossimità dell’esposizione i rischi di edema polmonare o di altre gravi complicazioni sono molto alti.

Secondo la commissione medica sudcoreana “l’uso di gas lacrimogeni contro civili in Corea del Sud è una pratica disumana e non accettabile dal punto di vista medico”.

Ed ancora: “Consideriamo l’uso di gas CS e di altri gas lacrimogeni con i loro effetti clinici equivalente ad una operazione di guerra chimica contro popolazioni civile, e pertanto chiediamo la totale messa la bando di queste sostanze”.

I medici raccomandavano poi al governo sudcoreano di rendere immediatamente disponibili al pubblico ed ai professionisti del settore medico e della salute pubblica i dati relativi alla composizione chimica di tutti i gas lacrimogeni usati, informazioni sulle concentrazioni e varie formule di questi agenti, precedenti studi tossicologici svolti o disponibili, ed ogni altra informazione tecnica rilevante per comprenderne le conseguenze mediche e sanitarie.

“Il governo, inoltre, dovrà incoraggiare immediatamente scienziati e ricercatori a svolgere tutti gli studi apidemiologici e clinici necessari per chiarire gli effetti degli agenti di gas lacrimogeni usati. Una tali ricerca dovrà essere svolta in maniera indipendente e comprendere gli effetti acuti e subacuti, cronici e di lungo periodo di tali agenti, in particolare su soggetti a rischio come bambini, neonati, anziani, soggetti con malattie croniche preesistenti e pazienti in degenza”.

Lo stesso Parlamento europeo (European Parliament Directorate General for Research Directorate A The Stoa – Scientific an Technological Options Assessment – Programme) commissionò uno studio specifico sull’uso di gas lacrimogeni (“Crowd Control Technologies. An appraisal of technologies for political control”) nel giugno 2000. Se ne ricava che già allora esisteva una pubblicistica sterminata sul CS, almeno 115.107 articoli! Secondo i dati raccolti dallo STOA, ad alti livelli di esposizione, il CS può causare polmonite ed edema polmonare fatale, disfunzioni respiratorie, oppure gravi gastroenteriti ed ulcere perforanti.

A livelli più alti il CS è stato associato con disfunzioni cardiache, danni al fegato e morte.

Sperimentazioni in vitro hanno dimostrato che il CS è clastogenico, causa cioè la separazione dei cromosomi, e mutageno, cioè può causare mutamenti genetici ereditabili, mentre in altri casi il CS aveva dimostrato di poter causare un aumento nel numero di cromosomi abnormi.

Dal punto di vista tossicologico, molte associazioni mediche raccomandavano lo svolgimento di maggiori analisi di laboratorio ed epidemiologiche, per avere un quadro completo delle conseguenze mediche derivanti dall’esposizione di componenti quali il CS.

Il Journal of the American Medical Association sosteneva che la “possibilità di conseguenze mediche di lungo termine, quali formazione di tumori, effetti sull’apparato riproduttivo e malattie polmonari è particolarmente preoccupante, considerando l’esposizione alla quale vengono soggetti dimostranti e non dimostranti in caso di operazioni di ordine pubblico”.

L’agenzia che fornì il CS al cloruro di metilene, la Defense Technology Corporation (Wyoming) si è poi unita alla Federal Laboratories. Questa ditta, nel 1992, insieme alla TransTechnology Corp, fu oggetto di una causa civile da parte delle famiglie di nove palestinesi uccisi dall’esposizione a CS, usato massicciamente dagli israeliani contro l’Intifada.

Va anche ricordato che l’Italia ha ratificato nel 1925 il protocollo di Ginevra contro l’uso di sostanze soffocanti o gas e che nel 1969 almeno ottanta paesi hanno votato per la messa al bando dei gas lacrimogeni in operazioni di guerra.

Come si spiega che il CS sia proibito in guerra, ma permesso in tempo di pace?

Secondo alcuni esperti, esisterebbe una vera e propria scappatoia legale nella Convenzione sulle armi chimiche dato che la Convezione non proibisce l’uso di gas tossici in operazioni “pacifiche” come ad esempio quelle di “law enforcement”, il ripristino della legge…

Ma a questo punto è lecito chiedersi quali siano le garanzie sanitarie sia per coloro che protestano, che per le popolazioni delle città teatro di questi micidiali esperimenti di guerra tossica. Infatti chi lancia i gas ha la maschera, a chi li riceve, manifestante o no, resta avvelenato.

Un’ultima curiosità. In molti ci eravamo chiesti cosa significasse la misteriosa sigla CS (visto che non si riferisce ai componenti chimici). In realtà è formata dalle iniziali dei cognomi degli scopritori (due statunitensi, negli anni venti del secolo scorso) : Ben Corson e Roger Staughton. Gran bella soddisfazione venir ricordati per una roba del genere!

Gianni Sartori

da Osservatorio Repressione

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