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Lavazza come Mirafiori

È terminata la manifestazione dei lavoratori degli stabilimenti della Lavazza di Settimo e Torino che protestavano contro la decisione dell’azienda di ridurre il personale. Le auto che erano state dieviate dalla polizia municipale all’altezza di via Leoncavallo e via Bologna hanno ripreso a circolare regolarmente su corso Novara.

La protesta è scoppiata dopo gli ultimi incontri tra i manager della Lavazza e i rappresentanti dei lavoratori sul contratto integrativo. Questi ultimi hanno presentano una propria piattaforma, i dirigenti l’hanno rigettata ritenendola troppo onerosa perché aumentava dell’8 per cento il costo del lavoro e hanno proposto un altro tipo di accordo. Che ha lasciato basiti i sindacati: «È un documento — si legge in una nota unitaria diffusa dalle tre sigle — che stravolge l’attuale organizzazione del lavoro, riducendo il personale all’interno delle linee del 25% e prevede per i neoassunti 21 turni settimanali, compresi festivi e domeniche, creando di fatto disparità di trattamento».

Nello stabilimento di strada Settimo, dove lavorano circa 250 addetti, si produce caffè su tre turni ma soltanto dal lunedì al venerdì. Ora però i manager vogliono avere la possibilità di aumentare i ritmi di produzione. In più, racconta Denis Vayr della Flai-Cgil, «la Lavazza ha chiesto la possibilità di fare 120 ore di straordinario, in deroga al contratto nazionale che ne prevede 80. Si tratta di richieste inspiegabili, soprattutto alla luce del fatto che il 25-30 per cento degli impianti oggi è fermo».

E poi ci sono quelle voci che circolano su possibili terziarizzazioni (cioè cessioni a società esterne) dei reparti che curano gli aspetti informatici, amministrativi e legali dell’azienda. Mossa che è già stata fatta due anni fa con il personale che si occupa del magazzino. Insomma, per i lavoratori la misura è colma, dunque è giunta l’ora di incrociare le braccia. Lo faranno oggi per quattro ore in ciascun turno nello stabilimento e nell’Innovation center di strada Settimo (dove terranno un presidio tra le 15.30 e le 19.30) e durante le ultime quattro ore nella sede di corso Novara. Lo stesso sciopero verrà fatto anche domani, ma questa volta il picchetto di protesta sarà tenuto sotto il quartier generale.

La Repubblica Torino

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