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Marcha Negra: i minatori asturiani arrivano a Madrid

Aggiornamento.

Madrid. Scontri sotto il ministero dell’industria. La polizia ha cercato di disperdere il corteo, i manifestanti, diverse migliaia, hanno resistito alle provocazioni poliziesche. Ventitre persone sono rimaste ferite e almeno cinque sono state arrestate dopo gli scontri al Paseo de La Castellana di Madrid avvenuti durante la marcia dei minatori e dei sindacati contro la prevista chiusura delle ultime miniere di carbone. Fonti sul posto confermano che almeno una persona è rimasta ferita da uno dei proiettili di gomma sparati dagli agenti sui manifestanti, che hanno risposto tirando pietre contro i furgoni degli agenti. Lo scontro è durato poco più di un’ ora. Il Servizio Medico SAMUR informa che tra i feriti ci sono 12 minatori, sei poliziotti e cinque assistenti alla marcia. Qua un video degli scontri:

 


La protesta dei minatori delle Asturie contro i tagli del governo Rajoy continua. Un migliaio di minatori sono partiti dalle Asturie, dall’Aragona e da altre regioni minerarie per dare vita alla Marcha Negra, camminando per oltre 400 chilometri fino a Madrid.

L’accoglienza è stata delle migliori: a partire dalle scritte di solidarietà che alla periferia di Madrid hanno accolto la marcia alle circa 20mila persone che hanno aspettato e accompagnato i minatori in un corteo per le strade della capitale spagnola (guarda le foto).  Migliaia e migliaia di persone che hanno sfilando per le strade madrilene, fischiando al passaggio sotto la residenza del premier Rajoy e promettendo l’inasprimento della protesta nel caso non ci siano cambiamenti nella situazione ed un passo indietro rispetto ai tagli. Infatti in questo momento il negoziato tra ministero dell’Industria e minatori è paralizzato: il governo fa appello alla politica dei sacrifici necessari per rispettare il patto sul deficit con l’Unione europea, quindi non intende concedere forme di aiuto economico.

Da mesi i minatori sono in continua mobilitazione: scioperi, blocchi di strade e ferrovie, scontri con la guardia civil per difendere i presidi o le miniere occupate. Nelle cave di Candín e Santiago, nelle Asturie, da 26 giorni sette minatori si sono barricati all’interno: ricevono acqua e cibo attraverso un canale e non hanno intenzione di uscire alla luce se il governo non ritirerà i tagli annunciati. Complessivamente ad oggi sono stati arrestati 19 minatori.

Secondo le stime dell’assessorato all’Economia del principato delle Asturie, 14 mila persone – tra minatori e indotto – sono destinate a restare senza lavoro.

In Spagna la lotta dei  minatori è oramai diventata un simbolo del rifiuto delle manovre lacrime e sangue imposte dal governo Rajoy per rispettare i limiti imposti al deficit dall’Europa. La continuità, almeno ideale, con il movimento che ha riempito strade e piazze spagnole nell’ultimo anno è testimoniata dalla volontà dei minatori di andare a Porta del Sol.

Oggi i minatori prevedono una manifestazione sotto la sede del ministero dell’Industria.

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