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Modena, spazi sociali e lotte popolari

I fatti del 28 ottobre, la famosa contestazione al convegno di un partitino neo fascista, sono solo stati una scusante per attaccare il guernica e il progetto che da oltre due anni sta portando in città. Con il fermo di 12 compagni la governance locale pensa di ave dato un colpo pesante al movimento modenese, tentando inoltre di criminalizzare quel progetto, dimenticando un piccolo particolare, che a fronte di 12 fermi ci sono centinanti di persone che ogni giorno portano avanti il progetto guernica nella sua totale interezza, dal percorso che porterà a Modena un nuovo spazio sociale, ai laboratori, al percorso culturale, al radicamento nei quartieri, nelle periferie, nella provincia, all’interno delle scuole e nelle fabbriche. Un progetto che è cresciuto fino all’ultima occupazione realizzata dalla collaborazione di oltre 400 persone , non sarà di certo colpito da 12 fermi.

Tutto questo lo si evince dalla campagna che il Guernica ha messo in piedi all’interno della città, una campagna che sin dallo sgombero ha visto crearsi un movimento di solidarietà tutto attorno che ha dato forza al progetto, ancor più rafforzato da questi arresti, che se da un fronte sono stati plauditi dalle forze politiche locali, sono stati condannati da tutte quelle forze che si sono raccolte attorno al Guernica e il suo progetto, associazioni, esponenti politici, rsu, studenti universitari, studenti medi, genitori, artisti, andando a scavare e rimarcare ancora più fortemente il forte distacco che c’è tra la politica locale e la gente comune.

In tutto questo due giorni dopo gli arresti il Guernica e Modena ha visto un altro fermo, questa volta per gli scontri in val susa, un fermo colpevole di aver partecipato alla manifestazione del 3 luglio. Allora se sono vere le accuse che vengono imputate al compagno del Guernica, dovremmo dire che è colpevole tutto il pullman dei famigerati “violenti” che quella mattina, pieno di rabbia e di voglia di manifestare contro una grande opera come quella della tav, da Modena è partito con studenti, simpatizzanti del Guernica, ma anche lavoratori, precari e pensionati. Quando il procuratore Caselli parla di non aver colpito il movimento commette un errore molto pesante, perché il movimento No Tav non è solo di chi vive tutti i giorni la valle, ma è un intera nazione che ha fatto una scelta ben precisa: quella di essere un NO TAV.

Essere un NO TAV anche nei territori che distano chilometri e chilometri di distanza da quella valle, perché difendere quella valle non vuole dire solo fermare la distruzione di un territorio a discapito di una grande opera inutile e costosa, vuole dire fermare un progetto e un disegno ben preciso che mira a fare soldi a discapito del territorio e della vita di tutti i cittadini italiani che contribuiscono al benessere generale, perché i soldi che andranno a gravare sul debito pubblico necessiteranno di tante altre manovre di aggiustamento per pagare quest’opera inutile.

Modena ne è un esempio ben chiaro, perché qui siamo nel tipico esempio in cui la politica locale pensa che l’unica soluzione per fare soldi sia quella di devastate una città e una provincia con cementificazioni, cave, depositi, autostrade, piste da corsa e chi più ne ha e più ne metta.

Allora mettersi in gioco contro questo meccanismo non va bene: è per questo che come redazione riteniamo ci sia in atto un duro attacco alle IDEE che contrastano con gli INTERESSI di chi specula.

La particolarità della nuova fase politica è proprio questa, vogliono farci credere che la crisi è colpa della gente che contesta e non di chi l’ha creata, vogliono farci passare il pensiero unico della responsabilità e dell’equità, per cui  se la pensi diversamente sei contro e tentano di colpirti.

Siamo altrettanto convinti che l’unica soluzione per contrastare tutto questo è quella di rilanciare sempre in avanti, rilanciare per dare un segnale ben preciso al potere politico-finanziario di questo paese, facendogli capire che non saranno arresti a fermare la rabbia che sta esplodendo nella gente, ne possono arrestare 10, 20 , 100 compagni o semplici persone, ma dietro di loro ce ne saranno altrettante pronte a mettersi in gioco per riprendersi in mano la propria vita, quella stessa vita che stanno cercando di cancellare.

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