InfoAut
Immagine di copertina per il post

Oakland: Angela Davis parla dal palco dello sciopero generale

da: http://www.maurizioacerbo.it/

Di fronte a una folla di circa mille persone Angela ha tenuto questo discorso:

”Abbiamo parlato dell’importanza di costruire un movimento che sia inclusivo, ma riconoscendo che l’unità del 99% deve essere una unità complessa. I movimenti in passato hanno in primo luogo fatto appello a comunità specifiche.  lavoratori, studenti, comunità nere, comunità latinos , donne, comunità LGBT, popolazioni indigene, o questi movimenti sono stati organizzati su temi specifici. Come l’ambiente, il cibo, l’acqua, la guerra, il complesso carcerario-industriale. Parlando del complesso carcerario-industriale. Questo è il movimento a cui sono stata personalmente associata. Abbiamo cercato di richiamare l’attenzione sul danno inoperabile che il carcere  e il sistema carcerario-industriale hanno inflitto alla nostra comunità Così abbiamo chiesto una riduzione della popolazione carceraria. Scarcerazione -… decarcerate la Pennsylvania. E abbiamo chiesto l’eventual. abolizione delle carceri, come modalità predominante di punizione. Ma abbiamo anche chiesto la rivitalizzazione di tutte le nostre comunità. Abbiamo rivendicato istruzione, assistenza sanitaria, alloggio, lavoro, speranza, giustizia, creatività, uguaglianza, libertà! Noi ci muoviamo dal  particolare al generale. Ci siamo riuniti come il 99%. Ci sono grandi responsabilità legate alla vostra decisione di riunirvi qui in comunità. Come potete essere insieme? Evoco ancora una volta Audre Lorde. Le differenze non devono essere solo tollerate, ma viste come un fondo di  polarità tra le quali la nostra creatività può accendersi come una dialettica. Infine, permettetemi di dire alcune parole circa la mia città natale, Oakland, in California. Avete sentito parlare all’assalto della polizia. Scott Olsen rimane in ospedale.  L’Assemblea Generale di Oakland si è riunita nel parco ribattezzato Oscar Grant Park e ha risposto chiedendo uno sciopero generale il 2 novembre . Molti sindacati hanno già supportato l’appello. Concludo, condividendo il linguaggio del manifesto:.. decolonizzate Oakland. Siamo il 99%. Noi siamo uniti. . 2 novembre 2011, sciopero generale, nessun lavoro, nessuna scuola, occupare ovunque. occupare ovunque “.


Domenica 31 ottobre Angela Davis ha visitato il movimento a New York. Qui trovate un resoconto. Prima di andare a Zuccotti Park la Davis si è fermata a parlare ai dimostranti che occupano Washington Square Park:

 

Un resoconto da alternet.org:
“Noi diciamo no alle grandi banche. Noi diciamo no ai dirigenti aziendali che guadagnano milioni di dollari l’anno. Noi diciamo no al debito degli studenti, diciamo no agli sfratti. Noi diciamo no al capitalismo globale. Noi diciamo no al complesso industriale carcerario. noi diciamo no al razzismo, diciamo no allo sfruttamento di classe, diciamo no alla omofobia, diciamo no alla transfobia, diciamo no discriminazioni nei confronti dei disabili. . noi diciamo no alla occupazione militare. noi diciamo no alla guerra “.


Ma più che a cosa diciamo no , Davis e la folla erano interessati a cosa noi diciamo sì. Ha invitato gli occupanti a rispondere alla domanda, “Come possiamo stare insieme in una unità che è complessa e emancipatrice?”
Non è una sorpresa che, come i movimenti di Occupy Wall Street sono cresciuti, le questioni di razza e di genere, della sessualità e delle dinamiche interne sono venute fuori, e la brutalità della polizia e il sistema carcerario sono stati temi fin quasi dall’inizio, e così è stata una sorpresa che molte delle persone che chiedevano informazioni della Davis erano interessate a lavorare su questi problemi.
Alla questione del linguaggio della “occupazione”, Davis ha consigliato i manifestanti di essere consapevoli che gli Stati Uniti appoggiano occupazioni militari in altri paesi che sono brutali e oppressive, ma sosteneva che era possibile anche usare la parola in modo diverso. “Noi trasformiamo occupazione in qualcosa che è bello, che mette insieme la comunità”.


Molti tra il pubblico sembravano voler consigli dalla Davis, ma lei ha incoraggiato il movimento a trovare le proprie risposte. “We stand behind calls for … la mercificazione dell’educazione, della sanità,” ha detto, e ha rilevato che il linguaggio del movimento porta con sé la promessa implicita di più lavoro: “Se diciamo che siamo il 99%, dobbiamo impegnare noi stessi a organizzare il 99%

Ripetutamente, Davis ha sottolineato la necessità per l’inclusione, invitando i manifestanti a insistere sul partecipazione di tutti (inclusiveness), a fare spazio alle persone più emarginate della società, ad ascoltare le loro voci. Alle domande sul processo politico, ha scatenato una risata della folla quando ha detto, “Sono d’accordo con voi che il capitalismo fa schifo”, ma ha esortato la folla a non lasciare che un altro repubblicano diventari ancora presidente mentre lei ha detto che il sistema bipartitico si è rotto e ha invocato la crescita del movimento fino a quando persino i conservatori ne vogliano far parte.
Una nota personale – ho visto parlare la Davis nel 2007, durante i primi giorni di un lungo e disordinata elezione presidenziale, e anche se lei sollecitava lo stesso impegno a lottare allora, il sorriso sul suo viso e il suo costante ringraziamento alla folla in Washington Square erano lontani anni luce dal suo comportamento di allora. Le ho creduto quando ha chiamato il movimento “rivoluzionario” – cosa che ha fatto più di una volta, anche in un accenno allo sciopero generale indetto per il 2 novembre nella sua città natale Oakland.
“That it seems to me is what this movement is about: la libertà e la ridefinizione della libertà”, ha detto.

 

un’altro resoconto:

“Il sistema bipartitico non ha mai funzionato, ma non funziona ora e abbiamo chiaramente bisogno di alternative. Personalmente credo che abbiamo bisogno di un forte, radicale, terzo partito. Nel frattempo, questo movimento, che non è un partito, può compiere. molto più di quanto i partiti politici non siano in grado di realizzare e così mi sembra, che il modo migliore per esercitare pressioni su questo corrotto sistema bipartitico è quello di continuare a costruire questo movimento e di dimostrare che raggiunge non solo tutto il paese ma va al di là dell’oceano”

“Questo è l’inizio di qualcosa di veramente meraviglioso! Vastissimo! E davvero fantastico!”

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

angela davisoaklandoccupy everywhereUsa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il doppio standard e l’ipocrisia del potere.

In questi giorni, due vicende ultra mediatizzate e per certi versi controverse, sono al centro del circo mediatico mainstream ma non solo. Il caso della grazia a Minetti e il rifiuto di far ritornare i bimbi con i genitori nella vicenda soprannominata dai più “la famiglia nel bosco”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un primo maggio attraverso il mondo

Questo Primo Maggio, come ogni anno, milioni di persone sono scese in piazza in tutto il mondo per esprimere la loro solidarietà internazionale e celebrare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Panoramica non esaustiva:

Immagine di copertina per il post
Bisogni

No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Usa: un altro tassello versole deportazioni di massa con i licenziamenti ai giudici dell’immigrazione

bbiamo chiesto a Giovanna Branca, giornalista freelance e coautrice del podcast sindrome americana, un commento a partire dal suo articolo uscito il 26 Aprile per il manifesto sui licenziamenti di massa nel settore della giustizia avvenuti durante l’amministrazione Trump. Da Radio Blackout In particolare, sono stati colpiti i e le giudici non allineati alla strategia […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Opec (-) 1

In uno dei momenti più delicati dall’inizio dell’aggressione imperialista all’Iran, cominciano a sorgere delle fratture in seno alla principale alleanza politico-strategica ed economica del Medio Oriente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stretto di Hormuz: tra navi militari, missili, droni e propaganda il golfo Persico resta un pericolosissimo teatro bellico

Iran. Con il perdurare dello stallo dentro e attorno allo Stretto di Hormuz, nuovo pesante allarme Fmi sul caro energia che colpisce in particolare le classi popolari dell’Europa. “Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perde 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Iran: intervista a Rassa Ghaffari

L’intervista svolta a Rassa Ghaffari, sociologa all’università di Genova di origine iraniana, Paese in cui ha vissuto e lavorato e dove continua a mantenere uno stretto contatto, ci parla di una situazione complessa e che lascia intravvedere delle rigidità significative che sostanziano quella che sta venendo definita da più parti una fase di “resistenza esistenziale” per i Paesi che rappresentano un freno all’avanzata sionista e un’opzione per chi resiste in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.