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Palermo: repressione e militarizzazione a Borgo Vecchio

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Pubblichiamo il comunicato del Centro Sociale Anomalia del quartiere Borgo Vecchio di Palermo scritto a seguito di operazioni di polizia dentro il quartiere.

 

Da una settimana le forze dell’ordine invadono quasi ogni giorno il nostro quartiere con un grande dispiegamento di forze. Mentre i vigili urbani chiudevano l’accesso in piazza, i carabinieri eseguivano perquisizioni e identificazioni di massa su tutti gli abitanti del quartiere, dalle donne ai giovani e agli anziani. La polizia e la guardia di finanza, talvolta aiutati dalla guardia costiera procedevano invece al sequestro delle merci degli ambulanti e alla verbalizzazione di multe. Alcune perquisizioni hanno infine completato il “normale controllo di polizia”.
Il bilancio è di almeno dieci attività commerciali multate, chiuse, con sequestro di merce, con limiti di vendita. L’effetto causato da questa “normale operazione” è la fuga di coloro che abitualmente nelle ore pomeridiane o serali animavano il nostro quartiere, la chiusura forzata di negozi che nel quartiere facevano economia.
In una Palermo che sta affondando nella disoccupazione e che costringe numeri sempre più alti di giovani ad emigrare, nella città delle emergenze sociali siamo sicuri che queste “normali operazioni di polizia” siano eventi auspicabili? Sono queste le soluzioni ai problemi dei palermitani, queste le misure che lo stato italiano decide di adottare nelle nostre strade? E’ possibile che davanti l’arroganza della questura il Comune e la politica non facciano niente e stiano a guardare? E’ questo il bel progetto per il BorgoVecchio e per tutti i quartieri di Palermo?
Solo a pensare che secondo lo stato italiano il problema di questa città siano i panifici, i pescivendoli, gli ambulanti con le bancarelle, i fruttivendoli, i bombolari, i bar e le trattorie, i cartonari e gli artigiani ci viene da ridere. Che sia una schifosa arroganza delle forze dell’ordine o che sia uno dei piani “geniali” per la riqualificazione non ci è dato sapere, ci è chiara invece la retorica vomitevole che reprime i lavoratori e distrugge i territori e che poi si maschera dietro “la legalità” quando i disagi sociali esplodono.
Cosa dovrebbe fare adesso la popolazione di BorgoVecchio per non ferire la maestà dello stato italiano? Morire di fame? Emigrare in massa a Milano o a Londra? Rubare per poi diventare il mostro in prima pagina? Diventare politici per rubare indisturbati? O magari partecipare ai concorsi per fare il magnaccio in divisa?
Sarà contento chi invoca maggiore presenza dello stato e chi applaude ad ogni sventolare della legalità, ma oggi piange una comunità popolare perchè la politica non è in grado di pensare alla gente e si fa comandare dalla questura.

BASTA CON LA MILITARIZZAZIONE DEI TERRITORI
BASTA CON L’ACCANIMENTO SUI COMMERCIANTI STORICI E SULLE PICCOLE PUTIE
FUORI GLI SBIRRI DAI QUARTIERI POPOLARI

 

 

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