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Pisa. Sciopero e picchettaggio a oltranza alle Officine Ristori

Dopo diversi momenti di agitazione lo sciopero a oltranza prosegue da giovedì con un presidio ai cancelli in cui gli operai si alternano con turni di 6 ore per impedire l’ingresso dei camion con i materiali per le lavorazioni. Piaggio, che ha ridotto la produzione e si è poi rivolta ad alti mercati per le committenze, ha ridotto i volumi delle lavorazioni commissionati alla Ristori, la quale, non pagando gli operai prospetta un ridimensionamento della forza lavoro. Nessun canale di confronto tra azienda e operai si è aperto e i blocchi di stamani hanno confermato la determinazione nel continuare lo sciopero fino a quando non ci sarà chiarezza sulla situazione da parte dell’azienda.

La crisi della Piaggio si ripercuote sull’intero comparto industriale della Valdera. Anche sul territorio toscano (vedi casi TRW ed ENI) il rallentamento dei mercati si accompagna alla demolizione violenta delle certezze occupazionali e salariali per volumi considerevoli di forza lavoro. In uno scenario di crisi segnato da una prospettiva di “deflazione industriale”, con il ridimensionamento di apparati produttivi in sovracapacità, il capitale italiano non vanta rapporti di forza significativi per competere sui mercati. L’opzione ridimensionamento industriale diventa più plausibile del progetto renziano di svalorizzazione della forza lavoro, o forse ne diventerà una sua articolazione. Intanto alla Ristori proseguono i blocchi.

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