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Roma 8 arresti: liberi tutti! Ci siamo rimessi in marcia e non ci fermeremo – dalla Sapienza occupata sul 14N

Comunicato stampa sulle cariche della polizia e i manifestanti arrestati. 14 Novembre 2012, Sciopero generale europeo a Roma. Oggi a Roma oltre cinquantamila studenti e studentesse delle scuole superiori, delle università e precari della scuola hanno invaso le strade partendo dalla Sapienza, da Castro Pretorio, da piazzale Ostiense e da altri punti della città per contestare le politiche di austerity del Governo Monti imposte dalla BCE. Nella giornata dello sciopero europeo tutte le figure atipiche, gli studenti, i disoccupati e gli sfruttati hanno manifestato un’alternativa al Governo della Troika, rivendicando diritti, libertà, lavoro e un futuro degno.

Il corteo aveva pubblicamente dichiarato la ferma volontà di portare la propria voce sotto i palazzi del potere che da troppo tempo ormai sono protetti da zone rosse inaccessibili al dissenso . Decine di migliaia di giovani hanno attraversato le vie del centro invadendo il lungotevere, aggirando i blocchi imposti da uno schieramento di forze dell’ordine senza precedenti, cercando di conquistare il proprio percorso metro dopo metro, mettendo in gioco, con determinazione, i propri corpi.

Per chi non sostiene l’austerity imposta dalla finanza cala la notte sui diritti, e la polizia torna a dare libero sfogo alla sua violenza. Insopportabilmente pesante, per la brutalità dei pestaggi, ma ancora di più per 13 persone: giovanissimi, arrestati e tradotti a Regina Coeli e a Rebibbia con accuse folli. Parliamo della polizia degli affari mafiosi di Izzo, di Manganelli, della gratitudine di Stato a chi massacra inermi cittadini che osano esercitare i loro diritti.

Fa sorridere leggere i titoli dei giornali oggi pomeriggio: molti utilizzano espressioni come “guerriglia” e “violenza che ha oscurato le ragion della protesta”. La realtà è ben diversa. Come si vede chiaramente in tutti i video pubblicati dagli stessi quotidiani, la polizia ha caricato il Book Block con una violenza senza precedenti, attaccando la testa del corteo. Contemporaneamente le forze dell’ordine hanno spezzato il corteo in più punti, chiudendo le vie di fuga e dando vita ad una vera e propria caccia all’uomo, proseguita per ore nel centro di Roma.

Una gestione dell’ordine pubblico di questo tipo ricorda il Sudamerica dei peggiori anni. Inseguire studenti giovanissimi, mettere in pratica dei sistematici pestaggi a terra, lanciare le camionette in corsa contro una manifestazione sono degli atti di una violenza inaudita, contro cui difendersi o provare resistere è inevitabile e legittimo. Chiediamo che questa volta i partiti, i sindacati, le associazioni prendano davvero posizione e dichiarino inaccettabili le violenze che la polizia ha perpetrato nelle strade di Roma.

Il Governo Monti – dei tecnici, ma anche della Santa Alleanza Alfano Bersani Casini – in questi giorni sta mostrando il suo vero volto, un’espressione fatta di rifiuto del dissenso e brutalità per le strade. Un Governo che non sopporta la voce dissenziente dei giovani. Ma tutti questi giovani, in centinaia di migliaia oggi per la prima volta in tutta Europa, si sono riversati per le strade per fermare la corsa verso l’austerity, la precarizzazione e la dittatura della finanza.

Rilanciamo per questo un appuntamento di mobilitazione per domani alle 10, con conferenza stampa alle 12, nella facoltà di Lettere e vi preannunciamo sin da subito che nei prossimi giorni scenderemo di nuovo in piazza. Noi, a differenza di chi si fa scudo di migliaia di agenti, non abbiamo alcuna paura.

Ci siamo rimessi in marcia, e non ci fermeremo!
Liberi tutte e tutti subito!

Studenti e studentesse della Sapienza


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