InfoAut
Immagine di copertina per il post

Spot resiste allo sgombero e rilancia

Ancora una volta il rettore Augello si è sottratto alle proprie responsabilità politiche. L’Università di Pisa ha scelto di ignorare le soluzioni dal basso promosse dagli studenti e favorire i piani di investimento che condannano migliaia di studenti all’esclusione e all’impoverimento, invece di utilizzare il proprio patrimonio immobiliare come ricchezza collettiva per i bisogni studenteschi. Per questo dopo la resistenza a Palazzo Feroci i residenti di Spot si sono spostati a mensa per un momento comunicativo di rilancio verso altre tappe di mobilitazione contro le politiche di esclusione in università, a partire da domani in cui al Senato Accademico si riporteranno i vertici dell’ateneo davanti alle loro responsabilità.

 

Kevin, occupante di Spot, racconta i fatti di oggi in diretta su Parole Ribelli, trasmissione di Radio Blackout {mp3remote}https://dl.dropboxusercontent.com/u/78481887/Kevin%20pisa%20parla%20del%20tentato%20sgombero%20di%20Spot.mp3{/mp3remote}

Di seguito il comunicato sulle vicende di stamani

 

Spot resiste e rilancia

 

Questa mattina a Spot – Studentato occupato autogestito ci siamo risvegliati e abbiamo trovato schierate le forze dell’ordine: polizia, vigili del fuoco e digos. La magistratura ha ordinato un’ispezione dello stabile per dichiararne l’inagibilità, e procedere successivamente allo sgombero. Dentro Spot eravamo varie studentesse e studenti che in questa città non riescono a pagare gli affitti esorbitanti e al nero, non riescono ad avere il posto alloggio del DSU per una mancanza strutturale di disponibilità (circa 1500 sono i posti mancanti) e non possono accettare di tornarsene a casa. Abbiamo occupato lo stabile di proprietà dell’Università chiuso da 5 anni, lo abbiamo sistemato e reso vivibile costruendo spazi sociali, aule studio, alloggi e una foresteria per gli studenti in emergenza abitativa. Questa è la prospettiva che come studenti pratichiamo per lottare contro l’unica via che ci viene imposta dalle istituzioni: l’impoverimento e l’esclusione.

Abbiamo ripetutamente chiesto una presa di posizione da parte dell’Università, prima con la Conferenza Università Territorio tenutasi il 21 ottobre poi al Consiglio d’Ateneo del 30 ottobre, ma abbiamo ricevuto solo dinieghi e porte in faccia. L’unica volontà che il rettore, il DSU e il Comune di Pisa esplicitano è quella di una finta facciata di dialogo e innovazione che in realtà si declina solo come progressiva alienazione del patrimonio pubblico e dequalificazione dei servizi e della didattica.

Di fronte alle problematiche poste dagli studenti quali la dequalificazione della didattica – con corsi di studio che vengono chiusi e discipline d’insegnamento che tacciono – e difficoltà ad accedere a tutti i servizi – mense, alloggi, trasporti- le risposte che sono state date si riassumono nella frase del sindaco: “dando Santa Croce in Fossabanda come studentato e mensa calerebbe il suo prezzo di mercato”.

Spot è una risposta a tutte le problematiche che abbiamo sollevato ma il rettore Massimo Mario Augello ha scaricato ogni responsabilità sulla magistratura facendo leva su presunte perizie di inagibilità che si sono rivelate fallaci e rifiutate anche dalla stessa; in questo modo la responsabilità politica in favore dello sgombero non viene assunta esplicitamente ma relegata a questioni tecniche.

Noi non accettiamo tutto questo. Continueremo a stanare le nostre controparti a partire da domani al Senato Accademico, l’8 novembre all’incontro organizzato dal DSU alla residenza I Praticelli verso l’assemblea d’Ateneo del 12 novembre dove saremo noi studenti a prendere parola e a decidere del nostro futuro.

 

 

Spot- studentato occupato autogestito

Assemblea per la Riappropriazione del Diritto allo Studio Universitario- ARDSU Pisa

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

sgomberoSpot

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

I Sud si organizzano

Contro la guerra globale e ai nostri territori. Per la costruzione di un orizzonte di possibilità oltre estrattivismo e sfruttamento.
Cosenza – 11 e 12 aprile 2026

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia.

Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia. Come gruppo e nelle nostre cerchie abbiamo votato “NO” convintamente anche se non ci siamo esposti pubblicamente, al contrario del referendum dell’estate scorsa dove – per far emergere il nesso imprescindibile tra cittadinanza e classe. Ma, da quella giornata ai risultati di oggi, vogliamo ordinare alcune riflessioni a caldo, coerentemente col nostro posizionamento ancorato ai bisogni, alle lotte e all’autonomia della nostra gente. Quindi accogliamo con entusiasmo la vittoria del “NO”.

Da Immigrital

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX VIVE IN OGNI CASA OCCUPATA Per un 25 aprile di lotta e opposizione sociale

A ventitré anni dall’assassinio di Dax, continuiamo a ricordarlo non solo come compagno ma come parte viva di un percorso di lotta che attraversa il tempo e si rinnova ogni giorno. Dax vive nelle lotte che continuiamo a portare avanti, nelle case occupate, nelle assemblee, nei quartieri popolari che resistono alla speculazione e all’abbandono. Viviamo […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino è partigiana: il futuro comincia adesso

Riprendiamo il comunicato scritto in serata e uscito dal centro sociale Askatasuna sulla giornata di ieri.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Costi quel che costi

Lo sgombero di Askatasuna non è (solo) un episodio di cieco rancore da parte di un governo di destra che approfitta della presa del potere per regolare i conti con l’opposizione sociale. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sgombero Askatasuna. I proponenti del patto per il bene comune: “Silenzio del sindaco assordante. Restituire alla città l’edificio”

Conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, a Torino, organizzata dai e dalle portavoce del comitato proponente del patto di collaborazione per rendere Askatasuna bene comune.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Officina 99 non è un problema di ordine pubblico, ma una risorsa sociale collettiva

In relazione alle notizie apparse sulla stampa riguardo una richiesta di sgombero del centro sociale Officina 99, riteniamo necessario chiarire alcuni punti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pensiero critico. Il capitale deve distruggere tutte le Askatasuna che esistono

Per il popolo basco è un onore e allo stesso tempo una sfida vedere come uno dei centri autogestiti più importanti d’Italia porti come emblema significativo la nostra askatasuna, parola carica di significato rivoluzionario per ogni nazione lavoratrice che lotti per la propria indipendenza operaia.