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Torino, famiglie occupanti e sfrattati bloccano la prima del Teatro Regio

Le famiglie hanno approfittato della grossa partecipazione e dell’attenzione mediatica di cui questo evento da sempre gode per rompere l’immagine della città-vetrina fatta di grandi eventi, inaugurazioni e grandi speculazioni che l’amministrazione locale costruisce e ripropone da anni, mettendo invece sotto gli occhi di tutti i problemi reali del capoluogo piemontese costantemente rimossi e ignorati dall’agenda politica della giunta e dai riflettori mediatici, primo fra tutti quello della casa. “Nella città vetrina noi veniamo prima. #SenzaCasaNonSOStare” recitava lo striscione aperto nel corso dell’iniziativa.

All’arrivo di famiglie occupanti e sfrattati (150 persone in tutto) la celere si è immediatamente schierata per blindare l’evento, ma il gruppo è comunque riuscito a disporsi davanti all’ingresso principale del teatro, bloccando di fatto l’accesso con cartelli, striscioni, interventi e musica. Durante gli interventi è stato ricordato non solo il problema dell’emergenza abitativa (che vede Torino detenere l’infelice primato di “capitale degli sfratti”) ma anche le molte altre difficoltà quotidiane della città, dal lavoro all’accesso a servizi essenziali come la salute. Presenti anche i lavoratori dello spettacolo, che si sono uniti all’iniziativa per il diritto alla casa protestando contro i tagli al settore della cultura.

Prima dell’inizio dello spettacolo una delle famiglie di occupanti dello spazio popolare Neruda è poi riuscita a guadagnare l’accesso al palco del teatro, dal quale è stato letto un comunicato che spiegava le ragioni della contestazione di questa sera. Al termine dell’intervento il presidio si è trasformato in un breve corteo attorno al teatro.

 

Leggi il comunicato dello Spazio Popolare Neruda


 

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