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17 gennaio: bentornati Lander e Angeru!

Venerdì 17 gennaio ore 18 L.go delle Sette Chiese – Roma

ongi etorri ez da delitua!


Il 17 gennaio daremo il bentornato a Roma, a Lander e Aingeru.

I compagni e le compagne che hanno animato e sostenuto la campagna di “Un caso basco a Roma” li riabbracceranno nelle strade di Garbatella, insieme ad una larga delegazione in arrivo da Euskal Herria, per festeggiare il loro ritorno alla libertà.

Come abbiamo avuto modo di imparare attraversando le strade del Paese basco, però, la festa, martxa, si accompagna alla borroka, la lotta contro chi reprime e opprime. Per questo il 17 gennaio sarà una festa, ma anche e soprattutto un atto politico.Una giornata per parlare dell’infame repressione di Spagna e Francia contro la lotta del popolo basco.
Lander, arrestato all’alba del 13 giugno 2012 con un’operazione militare, è stato tradotto in carcere e poi costretto per dieci mesi ai domiciliari prima di essere estradato su un volo speciale il 27 aprile 2013. Tutto questo si è consumato in nome dei ‘buoni rapporti’ tra paesi, senza considerare la persecuzione politica e la tortura, pratiche comuni utilizzate dalla spagna nei confronti di militanti baschi. Una repressione feroce che ha privato per anni Lander e Aingeru della propria libertà, trattandoli come pericolosi terroristi, per poi rilasciarli come se nulla fosse accaduto.

Grideremo il nostro sdegno contro l’asservimento dell’ autorità italiana, che, incurante della campagna portata avanti per fermare l’estradizione, sorda di fronte alle motivazioni di un processo politico che si stava consumando e indifferente alle difese legali, sostenute anche da giuristi e parlamentari, ha estradato Lander consegnandolo a Madrid.
La liberazione di Lander e Aingeru conferma quanto sostenuto durante la campagna, il ministro della ‘giustizia’ italiano, i giudici e la polizia sono stati complici di questa ennesima vergogna ‘made in italy’.

Organizzando un ongi etorri a Roma vogliamo anche esprimere la nostra solidarietà a compagne, compagni e familiari delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi, a cui la repressione spagnola vuole vietare anche il diritto a riabbracciare e festeggiare il rientro a casa dei loro cari appena liberati, dopo mesi o anni di reclusione, lontananza e dispersione. In Euskal Herria è vietato riunirsi in strada aspettando l’arrivo dei compagni e le compagne che escono dal carcere. Proprio con l’accusa di organizzare ongi etorri sono state da poco arrestate e poi rilasciate, in attesa di giudizio, 18 persone appartenenti ad Herrira, organizzazione di sostegno ai presoak e alle loro famiglie.

Ongi etorri ez da delitua! Festeggiare il ritorno alla libertà di prigioniere e prigionieri non è reato!

La nostra battaglia per la liberazione di Lander e Aingeru è solo un piccolo tassello della più ampia battaglia per i diritti delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi, dei loro compagni e familiari. Una battaglia che vedrà nuovamente una marea umana riempire le strade di Bilbao il prossimo 11 gennaio per reclamare con forza la fine dell’immobilismo di Madrid e Parigi nella risoluzione del conflitto e delle sue conseguenze. Un immobilismo che nel caso del governo spagnolo, con la complicità di quello francese, si abbina al mantenimento della repressione della dissidenza basca, con decine di militanti di organizzazioni politiche e sociali che in queste settimane rischiano pesanti condanne in processi farsa solo per attività politiche e sindacali. Una linea autoritaria del governo di Madrid che appare ogni giorno sempre più evidente, e che sta estendendo la filosofia della legislazione di emergenza e della repressione dura e brutale al complesso delle lotte politiche e sociali in tutto lo stato, dopo decenni di sperimentazione portata avanti nel Paese basco.

Un caso basco a Roma aggiunge le sue gocce di solidarietà per far montare l’onda di libertà contro la repressione.

TANTAZ TANTA…goccia dopo goccia si forma un mare!

Uncasobascoaroma

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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