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Bruxelles, in 100.000 protestano contro l’austerità: scontri e arresti

Arrivati alla Gare du Midi, durante il comizio conclusivo dei leader, la polizia ha iniziato a schierare decine di furgoni e centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa bloccando le strade che collegano il Avenue Fonsny al Boulevard du Midi. All’arrivo della manifestazione all’Esplanade  d’Europe, diverse centinaia di manifestanti hanno tentato di forzare i cordoni di sicurezza, inizialmente senza successo. A poco a poco, dopo che funzionari sindacali abbandonavano il palco, i poliziotti in assetto antisommossa hanno tentato di respingere i manifestanti verso la Gare du Midi, ricevendo come risposta una pioggia di bottiglie e sampietrini, ai quali hanno risposto sparando gas lacrimogeni.

Dopo che i manifestanti si sono ammassati all’ingresso della stazione, la polizia ha proseguito l’attacco gettando gas nella galleria dove molte persone stavano aspettando il loro tram, intossicando anche diverse persone che non avevano partecipato alla manifestazione. I poliziotti hanno poi operato diversi arresti tra i manifestanti, entrando in piccoli gruppi di 6-7 agenti di all’interno della manifestazione, provocando infine il fermo di 25 manifestanti, mentre sarebbero almeno otto i ricoverati in ospedale.

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La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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