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Bulgaria: nuove contestazioni per il governo Oresharski

Il presidio è andato avanti fino a tarda sera, fin quando i reparti non hanno iniziato a caricare i manifestanti brutalmente, buttandoli per terra.  Per rispondere a questa violenza, gli attivisti hanno iniziato a lanciare delle pietre. Si ha notizia di diversi feriti e sei persone arrestate.

Oresharski e il suo governo sono tornati a essere nell’occhio del ciclone, facendo riesplodere la rabbia della popolazione, dopo che la Corte Costituzionale bulgara ha deliberato che Delyan Peevski può mantenere il suo seggio in Parlamento per il partito Movimento per i diritti e la libertà. Peevski è un magnate dei media: la maggior parte dei canali televisivi bulgari è di sua proprietà. A inizio del mese di giugno Oresharski l’ha nominato presidente dell’Agenzia per la sicurezza nazionale. La nomina ha scatenato proteste in tutta la Bulgaria, in quanto era l’esempio più lampante dei legami stretti tra la politica e gli oligarchi. Dopo qualche giorno di proteste continue, blocchi stradali, manifestazioni di piazza, Il Parlamento ha ritirato la decisione della nomina di Peevski, ma il dietrofront all’ultimo minuto non ha placato le mobilitazioni, le quali sono proseguite con costanza per quattro mesi. Chissà ancora per quanto tempo Oresharski riuscirà a ignorare la determinazione dei manifestanti, tentando di mettere a tacere le rivendicazioni portate in piazza con l’aiuto dei manganelli, quello che è certo è che il suo tempo è ormai contato.

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