InfoAut
Immagine di copertina per il post

Cile: Boric decreta lo stato d’emergenza nei territori mapuche

||||

Il decreto ha l’obiettivo di reprimere le azioni delle organizzazioni indigene nelle strade delle regioni del Biobío e dell’Araucanía, territorio ancestrale del popolo mapuche.

Silvia Adoue e Tamy Cenamo

Lunedì notte 16 maggio, la ministra dell’Interno del Cile, Izkia Siches, ha annunciato l’installazione di uno stato d’emergenza nelle regioni del centro sud. La decisione è stata presa in mezzo ad un’ondata di azioni dirette coordinate dalle organizzazioni Resistenza Mapuche Lavkenche (RML), Coordinamento Arauco-Malleco (CAM) e Liberazione Nazionale Mapuche (LNM), così come dalle Organizzazioni di Resistenza Territoriale autonome, responsabili dell’autodifesa di differenti comunità della regione. 

Durante i giorni 24, 26 e 29 aprile, i comuneri mapuche hanno realizzato pratiche di sabotaggio contro imprese estrattiviste attive nella zona. Le azioni hanno incluso l’incendio della sede e di un fuoristrada del Fondo San Antonio, delle imprese Venturelli, e di tre camion dell’impianto della Forestal Arauco a Lancoche e di scavatrici dell’impresa di Jaime Muro Cuadra, uno dei più vecchi impresari del legname della regione, frequentemente messo nel mirino dai dirigenti mapuche come usurpatore di terre indigene. Le azioni di aprile sono state rivendicate dal movimento Liberazione Nazionale Mapuche.

A maggio, le azioni sono continuate: il giorno 11, l’Organizzazione di Resistenza Territoriale Toño Marchant ha rivendicato la responsabilità dell’incendio di cinque camion all’interno dell’impianto di processamento della pasta di cellulosa situato tra le località di Quilaco e Mulchen. Due giorni dopo, anche l’Organizzazione di Resistenza Territoriale Lavkenche Leftaru ha rivendicato il sabotaggio e l’incendio di 10 macchine agricole nella città di Teodoro Schmidt.

Durante gli ultimi giorni, il gruppo di Gabriel Boric (Convergenza Sociale) ha cercato di promuovere una riforma costituzionale che permettesse la creazione di uno stato d’emergenza “intermedio”, giudicato dai governativi come una misura presuntamente più blanda, con la finalità di “protezione e difesa della popolazione”. Nonostante ciò, di fronte all’impossibilità di giungere ad un consenso tra la base che sostiene il governo, la commissione mista che discuteva la riforma costituzionale l’ha cancellata e l’Esecutivo ha annunciato l’applicazione dello stato d’emergenza nei termini preesistenti.

Da Piñera a Boric: continuità

Nonostante il suo programma di centro, l’elezione di Gabriel Boric (Convergenza Sociale), l’anno passato, è stata ampiamente divulgata come una vittoria della sinistra cilena.

La campagna elettorale di Boric creò molte aspettative dopo la “esplosione” popolare del 2019: libertà dei prigionieri della “esplosione”,  libertà dei prigionieri politici mapuche, smilitarizzazione del Wallmapu (territorio mapuche), restituzione delle terre usurpate alle comunità indigene, fine della spoliazione che le catene delle commodities favoriscono nei territori. Ma il governo di Boric non sembra prestare attenzione a nessuna di queste aspettative.

In questo senso, la decisione di lunedì conferma le critiche della sinistra autonomista e dimostra che, in termini di politica repressiva e del progetto di sviluppo proposto per il paese, il governo dell’ex dirigente studentesco si differenzia poco da quello del suo predecessore, Sebastián Piñera. Nella sua gestione, il presidente di destra usò la medesima figura giuridica adottata finora da Boric per reprimere le proteste che hanno scosso il Cile nell’ottobre del 2019.

D’altra parte, anche la dichiarazione dello stato d’emergenza evidenzia contraddizioni tra l’accento della campagna elettorale di Boric e quello che è stato effettivamente portato a termine durante i primi mesi del suo governo.

Nello scorso mese di febbraio, pochi giorni prima di insediarsi al Ministero dell’Interno, Izkia Siches affermò che il presidente eletto aveva comunicato la propria decisione di non rinnovare lo stato d’emergenza nel Wallmapu. “Speriamo di mantenere lo stato di diritto, speriamo di mantenere la tranquillità. Non vogliamo altre vittime nella zona, ma vogliamo anche presentare al paese una strategia differente, che ci permetta di ottenere dei progressi”, ha spiegato in quel momento la futura ministra.

Nonostante ciò, la vera posizione del gruppo di Boric si è rivelata dopo l’insediamento al governo. Ieri notte, la stessa ministra Siches ha dichiarato: “abbiamo deciso di fare uso di tutti gli strumenti dello stato per fornire sicurezza ai nostri cittadini e cittadine, decretando lo stato d’emergenza per proteggere le strade delle province di Arauco e Biobío e della Regione dell’Araucanía, per permettere la libera circolazione delle persone, i rifornimenti e l’esecuzione di politiche che possano migliorare la qualità della vita degli abitanti di questi territori”.

La rete delle strade è l’infrastruttura fondamentale per il flusso dei rifornimenti per gli impianti di processamento della pasta di cellulosa, vicine ai porti e alle centrali termoelettriche, infrastrutture di produzione di energia altamente contaminanti.

In Cile c’è, oggi, una giurisprudenza che riconosce cinque “zone di saturazione”. Lo stato cileno quantifica e monetizza i danni per calcolare gli indennizzi individuali per i danneggiati dalla contaminazione. Non c’è nessun piano di recupero della salute dei territori e neppure la cessazione dei processi contaminanti. La protezione delle strade da parte dello stato cileno non è, pertanto, a beneficio degli abitanti di detti territori, ma per assicurare la circolazione dei rifornimenti e il flusso delle esportazioni.

Così, l’anello della catena forestale che sembra più danneggiato dalle azioni delle comunità è quello della logistica. Di fatto, i camionisti stavano reclamando un’azione dello stato per ristabilire e assicurare il flusso dei rifornimenti per gli impianti processatori delle aree d’insediamento.

Fratture all’interno di Approvo Dignità

L’incapacità della coalizione di governo nell’approvare la figura dello “stato d’emergenza intermedio” ha rivelato fratture interne ad Approvo Dignità. “Lottavamo per una soluzione politica, ma ora avremo un nuovo stato d’emergenza costituzionale: abbiamo bisogno di un’altra forma di vedere e fare le cose. Costruire la plurinazionalità richiede maggiore convinzione”, ha dichiarato Salvador Millaleo, ex coordinatore degli Affari Indigeni che si è ritirato dal Ministero dell’Interno per conflitti con il gruppo della ministra Siches.

Nonostante l’analisi di Millaleo, il tentativo di approvazione di uno “stato intermedio” voleva solo dare un nome differente ad una pratica preesistente, per differenziarsi dallo “stato d’emergenza” decretato dal governo di Piñera.

Nonostante ciò, la falsa differenziazione tra le due figure legali è stata rapidamente notata dai movimenti mapuche. Mentre la creazione dello stato intermedio continuava ad essere discussa internamente in Approvo Dignità, un comunicato della Resistenza Nazionale Mapuche dichiarava: “sappiamo che l’arrivo dei militari sarà una questione di giorni. Sia mediante uno stato d’emergenza intermedio o un nuovo stato d’emergenza, come chiedono a squarciagola i latifondisti, i camionisti e gli impresari forestali. È per questo che dobbiamo continuare ad avanzare unitariamente, con una linea chiara e ferma”.

La risposta delle organizzazioni mapuche

Attraverso le sue reti sociali, Héctor Llaitul ha dichiarato che la misura garantisce che “i soldati lacchè si insedieranno nuovamente nel Wallmapu, proteggendo gli interessi del grande capitale”. Secondo il membro del CAM, lo stato d’emergenza “è la piena espressione della dittatura militare che noi, i mapuche, abbiamo sempre subito, dittatura di cui ora si è fatto carico il governo lacchè di Boric”. Di fronte a questo quadro, Llaitul ha fatto appello al popolo mapuche a “preparare le forze e organizzare la resistenza armata per l’autonomia del territorio e della nazione mapuche”.

In un comunicato divulgato ieri, la Resistenza Mapuche Lavkenche ha dichiarato: “sappiamo che Boric ha lasciato le nuove politiche repressive nelle mani del Partito Socialista, con l’avallo del crimine organizzato, coordinate dal Sottosegretario dell’Interno Manuel Mansalve, e nell’Arauco dal nuovo delegato presidenziale, Humberto Toro, che è anche stato responsabile della repressione durante il secondo governo della Bachelet. Non abbiamo dimenticato Toro”.

Alla fine del comunicato, la RML ha chiesto la libertà di tutti i prigionieri politici mapuche, così come l’espulsione delle imprese forestali dal territorio, e memoria e giustizia per tutti i caduti nella lotta per l’autonomia del popolo nazione mapuche.

18 maggio 2022

Tramas

Da Comitato Carlos Fonseca

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

cilemapuche

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Iran: terzo giorno di aggressione Usa-Israele. Da Cipro all’oceano indiano, un intero pezzo di mondo è in fiamme

Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos e in fiamme dopo l’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran, bombardamenti in corso su tutto il Paese. Teheran risponde al fuoco

Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Novara: Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra

Sabato 28 febbraio alle ore 14 si svolgerà a Novara un convegno-assemblea dal titolo Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra organizzato dalla Rete Antimilitarista piemontese e dai comitati locali. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ha vinto Kast e il Cile si aggiunge all’ondata di ultradestra

È il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: le grandi possibilità del nazi Kast di essere presidente

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile di ieri sono terminate in modo triste e prevedibile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: parla il CAM, “La Commissione di Pace e di Intesa è una farsa” (I)

Siamo chiari, questa Commissione non rappresenta gli obiettivi politici della nostra organizzazione e del movimento mapuche autonomista che è attivo nei processi di recupero territoriale. di Héctor Llaitul La nostra politica continua ad essere la ricostruzione nazionale e la liberazione del Wallmapu, obiettivi che, una volta di più, non sono compresi né abbordati dalla classe […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il popolo mapuche convoca una marcia a Temuco contro un megaprogetto elettrico

Viene convocata anche per chiedere la fine della promulgazione e dell’applicazione di leggi che cercano di fronteggiare i genuini processi di rivendicazione territoriale che comunità e Pu lof portano avanti in attesa della ricostruzione e liberazione nazionale mapuche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: la Via Istituzionale v/s Resistenza e Controllo Territoriale

Sotto uno stato capitalista e coloniale è impossibile garantire i diritti fondamentali dei popoli originari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il CAM in Sciopero della Fame dice che “Non ci può essere dialogo con militarizzazione, prigionieri politici e senza la restituzione delle terre”

Dal 13 novembre sono in sciopero della fame i prigionieri politici mapuche del CAM (Coordinamento Arauco-Malleco) reclusi nel CCP Biobío di Concepción, Ernesto Llaitul, Esteban Henríquez, Ricardo Delgado Reinao e Nicolás Alcamán, per chiedere l’annullamento della sentenza di condanna a più di 15 anni di reclusione che pesa su di loro.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: i prigionieri politici mapuche iniziano uno sciopero della fame fino ad ottenere l’annullamento del processo del razzista stato cileno

Facciamo un appello al nostro Popolo, alle comunità in resistenza, così come agli oppressi in generale, ad accompagnare questa mobilitazione con denunce, proteste e azioni contro lo stato cileno e principalmente contro i veri nemici, i capitalisti e i loro lacchè, responsabili di tante ingiustizie, così come del saccheggio dei territori ancestrali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Popolo mapuche: accanimento giudiziario verso i dirigenti mapuche con condanne carcerarie eterne

La persecuzione verso le dirigenze mapuche non cessano, nemmeno dietro le sbarre, dove ultimamente abbiamo visto condanne di decine d’anni, una vita intera in carcere, un peso della legge che non cade così nemmeno sui violentatori di diritti umani di questo paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: rifiuto della condanna senza prove di 4 prigionieri politici mapuche del CAM

Queste azioni si iscrivono in un progressismo liberale che reprime i movimenti popolari, una tendenza che soddisfa le richieste dell’estrema destra e dei grandi imprenditori.