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E non (gli) basta mai!

Proprio la dinamica di questo botta-e-risposta giocato sulle vite di milioni di persone esemplifica al meglio il meccanismo d’impoverimento generalizzato cui siamo tutt* (nessuno escluso, qui in basso) sottoposti: per far abbassare di qualche punto la forbice dello spread, si decreta un taglio del 22% dei salari e il licenziamento di 15.000 persone. Dopo qualche ora di “risposta positiva” del dio-Mercato, il responso dei suoi oracoli tornava a farsi malaugurante, adducendo come causa il manifestarsi di un conflitto sociale ancora non domato e in fondo imprevedibile.

Mentre i mercati seguono le loro traiettorie a zig-zag, le misure draconiane restano. Un disciplinamento di massa viene imposto a un’intera popolazione per guadagnare qualche numero percentuale in meno di uno spread che niente e nessuno può grantire però dal successivo rialzo. Non c’è sintesi migliore dell’assoluta, cieca, irrazionale, impotenza della direzione poltica di questo ceto di funzionari del capitale finanziario trans-nazionale. Non c’è altra prospettiva che quest’inascoltabile “non c’è alternativa” 

Ma proprio l’altalena sempre discendente di questa crisi sta invece insegnando a decine di milioni di persone quanto l’Economia non sia (e non potrà mai essere) quella scienza dura ed esatta vantata dall’ortodossia neoliberista (quella stessa che ci ha scaravantati in questo baratro) ma una scienza inesatta, storicamente determinata e criticabile. 

Il pareggio di bilancio come norma costituzionale è la pietra angolare di riferimento alle misure che stanno strozzando la Grecia oggi, gli altri paesi dell’euro-zona per gli anni (i mesi?) a venire. Un valore di fondo che afferma che la vita non è altro che una variabile dipendente dall’andamento dei mercati. Mentre gli euro-tecnocrati alternano un “si” paternalistico ad un “no” rigorista agli insostenibili sacrifici imposti al popolo greco dai loro governanti,  quello stesso popolo torna in piazza per l’ennesimo sciopero generale, dopo i tanti già sostenuti in questi ultimi due anni. 

Sicuramente non basterà, certamente non è quella la formula magica che permetterà di sconfiggere la dittatura della finanza. Per intanto ci ricorda che certi soglie non sono oltrepassabili, che c’è un limite umano, sociale, collettivo all’espropriazione. 

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Vedia anche:

Grecia, verso l’atto finale?

Pagherete caro, pagherete tutto

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