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Freedom Flottilla 2: la Dignité verso Gaza!

SIAMO TUTTI SULLA DIGNITE’ CHE IL VENTO PORTI GIUSTIZIA E DIGNITA’ A GAZA

Aggiornamenti dal twitter

A bordo della « Dignité », sulla rotta per Gaza

Quentin Girard, giornalista di Libèration, a bordo della “Dignité”

Un battello francese con alcuni militanti a bordo, fra i quali Olivier Besancenot e Annick Coupé, ha finalmente lasciato Atene e messo la prua verso Gaza (…).

(…) La Dignité Al-Karama, uno dei due battelli del comitato francese per Gaza, ha lasciato all’alba il canale artificiale vicino la piccola città di Salamina dove si era nascosto da tre giorni. In un’ansa dove ha fatto una prima tappa, i passeggeri — fra i quali Besancenot, appunto — tentano di installare l’antenna satellitare per poter comunicare con il mondo esterno.

3 del mattino, Julien Rivoire, membro del NPA ed uno dei portavoce della campagna chiama:« Sveglia il capitano, siamo tornati». (…) i cani da guardia del porto o delle aziende vicine abbaiano violentemente. Potrebbero svegliare tutto il quartiere. Il tunisino Omeyyaa Sedic e Julien Rivoire, muniti degli ultimi carichi necessari, non riescono a passare. Ultimo episodio di una serie di avvenimenti tragicomici che hanno ritmato la settimana della Flotilla. « Non siamo James Bond, siamo OSS 117 », tenta di scherzare Julien Rivoire, riuscendo infine a salire sulla Dignité.

Diporto

Domenica sera, la decisione era stata presa. E’ stata una storia lunga, intervallata da chiamate verso l’Iniohos Hotel, dove si trova il rsto della delegazione. Emerge un consenso: la Dignité tenterà di partire qualunque cosa accada. Questo piccolo yacht di 13 metri, che ha lasciato la Francia dieci giorni fa, ha uno statuto come «diporto» e non è teoricamente sottoposto allo stesso divieto di partenza delle altre imbarcazioni della delegazione.

(…)

Paranoia

5 del mattino, la Dignité si lancia. Il sole non si è ancora levato. Si vedono alcuni cargo in lontananza. (…) Di dodici navi, ventidue nazionalità differenti e diverse centinaia di passeggeri annunciati, la Flotilla è ormai ridotta a tre uomini d’equipaggio, otto militanti — oltre Olivier Besancenot ci sono anche Nicole Kiil-Nielsen, deputata di Europa – Ecologia, Annick Coupé, portavoce del sindacato Solidaires, e Nabil Ennasri, presidente del Collettivo dei musulmani di Francia — e un giornalista, l’autore di queste righe.

Le Dignité si immette nel canale. In lontananza, dei fari, delle ombre indistinte, ma nessun guardacoste. Grande sorpresa fra i passeggeri, persuasi di essere trovati e che una motovedetta sarebbe apparsa all’improvviso fra due cargo per fermarli. Da due giorni, ogni gabbiano, ogni barca di pescatori, ogni moto d’acqua, ogni uomo che piscia nella luce biancastra del porto è occasione di un momento di paranoia.

A tribordo niente. A babordo, niente. Ormai lontane, dietro di noi, le luci di Atene. Il sole appare fra due colline. Dopo una settimana di fallimenti, in cui disorganizzazione e sfortuna si sono coalizzati per lasciarli a terra, per la prima volta il comitato francese è riuscito a fare qualcosa di concreto in Grecia. Hanno l’impressione di aver sconfitto lo stress, anche se sono stanchi, anche se la tensione è palpabile, anche se le discussioni e l’attesa sembrano non finire mai.

Determinazione

(…) Certo, sanno che è poco probabile che arrivino fino a Gaza, soprattutto da soli. (…) La Dignité naviga. Raggiungerà le acque internazionali in qualche ora (…). Là, i suoi passeggeri rilasceranno alcune dichiarazioni ufficiali. Affermeranno la loro determinazione contro il blocco di Gaza e denunceranno il comportamento della comunità internazionale contro di loro. Annunceranno poi il seguito delle operazioni. Se vi sarà un seguito.

______________

Ps. In mattinata avevamo effettuato un collegamento con Vincenzo, un compagno italiano che doveva partecipare alla Flottilla italiana intitolata a Stefano Chiarini, ora bloccata a Corfù. Ascolta l’intervista:

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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