InfoAut
Immagine di copertina per il post

Governo minerario, resistenza indigena

||||

Per 68 giorni centinaia di contadini delle comunità vicine alla miniera Las Bambas (Apurímac, Perú), hanno bloccato la strada attraverso cui l’impresa statale cinese Minerals and Metals Group (MMG) esporta rame attraverso il “corridoio minerario” fino al porto di Matarani nell’oceano Pacifico. I comuneri di Fuerabamba hanno sollevato piccole capanne di paglia ai lati della via, dalle quali resistono all’impresa mineraria per obbligarla a negoziare.

 

 

Las Bambas fu installata nel 2004 ad opera dell’impresa mineraria svizzera Xstrata Cooper, ma nel 2014 fu ceduta alla cinese MMG per quasi sei miliardi di dollari. Poco dopo, scoppia il conflitto tra le comunità e l’impresa. Nel febbraio del 2015, un gruppo di 400 comuneri bloccò per cinque ore cento lavoratori e a settembre fu fatto uno sciopero provinciale con un saldo di tre morti e 33 feriti (15 civili e 8 poliziotti), per scontri tra poliziotti e comuneri.

Lo stato d’emergenza e la repressione sono il nucleo del repertorio statale di fronte alle comunità. Lo scorso gennaio il conflitto è tornato a scoppiare con scontri tra i comuneri di Fuerabamba, che hanno lasciato 11 poliziotti feriti e un accampamento della polizia bruciato. I comuneri hanno rifiutato la costruzione di una strada che attraversa il loro territorio senza che nemmeno fossero stati consultati.

La comunità di Fuerabamba è stata trasferita dalla località, giacché era insediata giusto nel luogo dove è stata insediata la miniera di rame. Si tratta di 450 famiglie comunere alle quali sono state costruite nuove abitazioni in “stile svizzero”, sono state compensate con denaro e nel nuovo insediamento (a due chilometri dall’originale, a 3.800 metri di altitudine) contano su un centro sanitario, istituti educativi e perfino il cimitero che è stato completamente trasferito.

Il caso Las Bambas può servire da termometro di quello che succede in tutto il “corridoio minerario”, una strada di 500 chilometri che attraversa tre province  (Apurímac, Cusco e Arequipa) e 215 centri popolati dove vivono 50 mila persone, nella loro maggioranza appartenenti a comunità indigene quechua che, secondo l’ONG CooperAcción, “hanno sospesi i propri diritti alla libertà e alla sicurezza personale, all’inviolabilità del domicilio e alla libertà di riunione e di transito nel territorio”, per l’applicazione di stati d’emergenza.

5c96b98493b22 620x400

Il corridoio stradale si è trasformato in Perù in una parte strategica, giacché include cinque grandi unità minerarie in sfruttamento (tra loro Las Bambas) e congiunge non meno di quattro importanti progetti di sfruttamento. In questo quadro, la Polizia Nazionale ha in segreto firmato 31 accordi con imprese minerarie per la protezione dei loro affari. I poliziotti si muovono su fuoristrada delle imprese e hanno la base in accampamenti delle imprese minerarie, fatto che trasforma la Polizia Nazionale in una guardia privata delle imprese. Questi meccanismi permettono di parlare di un “governo minerario” nella regione, a cui partecipano stato e imprese.

Con uno sguardo ampio sul conflitto minerario intorno a Las Bambas, spiccano due questioni. Da un lato, 500 comuneri hanno processi per aver partecipato alle proteste contro l’impresa mineraria. Ma la repressione è appena una faccia del conflitto. Le conseguenze più profonde della presenza mineraria possono riassumersi nello smembramento delle comunità per la divisione che provocano le iniziative.

Il giornalista Jaime Borda, direttore dell’ONG Diritti Umani Senza Frontiere di Cusco, afferma che “dal 2006 fino al 2014 la maggioranza dei dirigenti comunali hanno terminato male il proprio mandato, con accuse di sfruttamento dell’incarico, di cattiva gestione economica e di negoziare solo a favore dei propri familiari”. Per le abbondanti risorse che gestiscono le imprese, gli incarichi di direzione nelle comunità sono altamente contesi, ma anche le imprese minerarie operano nelle comunità affinché eleggano persone vicine ai loro interessi.

Borda conclude che in molti casi “la comunità non reagisce più come un gruppo coerente ma come una somma di individui che curano ciascuno i propri interessi”. I terreni comunali, inoltre, sono lottizzati e sono titolati come proprietà privata, perché per l’impresa mineraria “è più facile negoziare con le famiglie che con la comunità”.

All’apparenza, questo è il destino che attende le regioni dove le mega iniziative estrattive si impongono. Tutta una cultura e una storia sono trasformate per favorire il capitale.

13 maggio 2019

Desinformémonos

di Raúl Zibechi

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Raúl Zibechi, Gobierno minero, resistencia indígena” pubblicato il 13/05/2019 in Desinformémonos, su [https://desinformemonos.org/gobierno-minero-resistencia-indigena/?fbclid=IwAR2iZhWcRMTc2MQlv7CZbsm0hPd2AuT1Z7niPOS9JjMVxRXWQpEwswG9cqU] ultimo accesso 17-05-2019.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

indigeniminieraperù

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal nuovo incubo americano

USA. Persone migranti, non importa se regolari o meno, vengono rastrellate per strada, sequestrate da uomini dal volto coperto e senza divise o distintivi, e sbattute in pulmini neri per poi scomparire nei centri di detenzionea dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prima udienza per Anan, Ali e Mansour: ammessi gli interrogatori israeliani, negate le consulenze della difesa

La corte de L’Aquila ha  accettato l’ammissibilità nel processo di metà degli interrogatori fatti nelle carceri israeliane, in spregio a qualsiasi diritto internazionale. da Osservatorio Repressione Negata, invece, l’ammissione di quasi tutte le consulenze di parte proposte dalla difesa degli attivisti palestinesi. Tra le persone che i legali di Anan, Ali e Mansour hanno chiesto […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Roghi e lotta per la vita in Macedonia: avete acceso le fiamme, ora preparatevi al fuoco

Il 16 marzo, 59 giovani sono morti tra le fiamme a Kocani, in Macedonia, in un club notturno. Avevano tra i 14 e i 25 anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ravenna: sequestrato materiale militare. Era diretto in Israele senza licenza

Ottocento pezzi acquistati dall’azienda Imi Systems, che rifornisce l’esercito. Il porto romagnolo teatro di proteste e di blocchi dei portuali di armi e navi israeliane

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Ancora negazionismo, ad un giorno dall’anniversario del colpo di stato il Governo ha demolito un monumento allo scrittore Osvaldo Bayer

Invece di occuparsi dello stato delle strade di fronte all’abbandono delle opere pubbliche, la Viabilità Nazionale è stata utilizzata come strumento di provocazione nell’ambito di un nuovo anniversario dell’ultimo colpo di stato. Questo martedì, soltanto un giorno dopo un nuovo anniversario del sanguinoso colpo di stato perpetrato il 24 marzo 1976, il governo di Javier […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’ultimo capitolo del genocidio

Israele ha iniziato la fase finale del suo Genocidio. I palestinesi saranno costretti a scegliere tra la morte o la deportazione. Non ci sono altre opzioni. Un articolo del giornalista premio Pulitzer Chris Hedges, ex corrispondente del New York Times da Gaza. di Chris Hedges da InfoPal (Chrishedges.substack.com.) Questo è l’ultimo capitolo del Genocidio. È […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Turchia: l’arresto di Imamoglu scatena nuove proteste contro Erdogan

In Turchia sono scoppiate massicce proteste dopo che le autorità giudiziarie – all’interno di una vasta operazione contro centinaia di persone –  hanno arrestato Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul, pochi giorni prima che venisse scelto come candidato del partito di opposizione laico CHP alle presidenziali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La crisi umanitaria a Gaza: una situazione terribile di fame e aiuti bloccati

La Striscia di Gaza, che ospita quasi due milioni di persone, sta affrontando una crisi umanitaria di portata senza precedenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Un superclassico della repressione di Milei con proiettili, feriti e caccia a pensionati e tifosi

Cronaca di un pomeriggio di violenza istituzionale come non si vedeva da molto tempo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’anomalia della guerra in Messico

Il 5 marzo il collettivo “Guerreros Buscadores de Jalisco” scopre qualcosa che innalza il livello della crudeltà del potere in Messico: un campo di sterminio del Cartel Jalisco Nueva Generación, uno dei cartelli più feroci del Paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Contadini espellono la multinazionale Anglo Gold dal loro territorio

A Jericó, Antioquia, più di 100 contadini del Sudovest antioquegno hanno smontato una piattaforma mineraria installata illegalmente dall’Anglo Gold Ashanti in una zona umida. Negli ultimi giorni, le comunità di questo territorio guidano una lotta a favore dell’acqua e contro l’attività mineraria.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dopo massicce proteste il presidente panamense annuncia un referendum sul contratto minerario

Il mandatario ha anche annunciato che il Governo eleverà a legge la proibizione, a livello nazionale, dell’attività mineraria metallica.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Panama: scontri contro l’estrazione mineraria

Lunedì la polizia panamense ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti che stavano bruciando pneumatici e bloccando le strade per protestare contro il contratto che consente a un’azienda canadese di continuare a gestire la più grande miniera di rame dell’America Centrale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Ribellione nel nord argentino, l’eterna conquista

La rivolta popolare che in queste settimane scuote la provincia di Jujuy, nel nord argentino, si aggiunge a quelle di cui sono stati protagonisti dal 2019 i popoli di mezza Sudamerica: ribellioni in Cile e Colombia, due sollevazioni indigene in Ecuador, un’ampia mobilitazione contadina e indigena in Perù, massicci blocchi in Bolivia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Perù le comunità indigene sequestrano due petroliere per far sentire la propria voce

Il 7 giugno nella regione amazzonica del Perù un gruppo di indigeni a bordo di canoe ha assaltato e sequestrato due navi petrolifere appartenenti alla Petro Tal, nota azienda petrolifera attiva in Amazzonia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Messico: L’opposizione al Treno Maya

In questa giornata sono state presentate testimonianze delle comunità colpite e a partire da recenti giri sul campo nei territori, trovando un peggioramento dello scontro intercomunitario, per gli effetti del saccheggio delle terre, pagate con frequenza a prezzi irrisori.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

12 risposte a 12 bugie sulle piantagioni di alberi industriali

Ancora oggi le piantagioni industriali di alberi di specie spesso esotiche, inclusi alberi geneticamente modificati, sono considerate “foreste” dalla FAO, la principale agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di foreste.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: Giustizia per Eloy Manquepan

Comunicato pubblico del Pu Lof Inalafken Ka Inarukapillan Lamentiamo profondamente la morte del nostro lamgen (fratello) Ulises Eloy Alarcón Manquepan yem (33 anni), sposo e padre di 2 figli -difensore del suo territorio, conoscitore di piante medicinali e conosciuto lavoratore della località di Licanray- ASSASSINATO ieri nel Lof Hualapulli – Liumalla, situato all’interno lungo la […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: Terzo giorno di marce moltitudinarie a Chubut contro l’attività mega-mineraria, “Che se ne vadano tutti”

Questo venerdì migliaia di persone si sono date appuntamento alle ore 17,00 a Rawson per rafforzare l’avversione per la legge che è stata promulgata ieri. Ci sono concentrazioni in diversi punti della provincia. ALLE H. 21,30 LA POLIZIA HA DI NUOVO REPRESSO LA MARCIA POPOLARE E PACIFICA CHE SI STAVA SVOLGENDO. Si chiede di ripiegare […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chubut: Il Legislativo ha approvato l’attività mineraria nella meseta centrale e c’è stata repressione

In una “sessione a sorpresa”. Con 14 voti a favore e 11 contro, il Legislativo provinciale di Chubut ha sancito la Legge di Zonificazione che autorizza l’attività mineraria -senza l’uso del cianuro- nella meseta centrale della provincia. Fuori dell’edificio, i manifestanti ambientalisti sono stati repressi dalla polizia. L’iniziativa, che stava per perdere lo stato parlamentare, […]