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Grecia: assassini in divisa

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La corte d’appello della Grecia centrale ha ribaltato la condanna di primo grado all’agente di polizia che il 6 dicembre 2008 ha ucciso un quindicenne sparandogli, dalla condanna a vita si è scesi a soli 13 anni e l’agente di polizia è stato rilasciato dopo aver scontato un terzo della pena e il collega condannato a 10 anni viene assolto.

 

Questa decisione ha dato vita a una manifestazione che una volta arrivata nel luogo dell’omicidio di Alexis ha sfogato la propria rabbia su chi tutti i giorni reprime la popolazione e non paga mai per gli abusi commessi.Ci sono stati lanci di Molotov, pietre, tavoli e sedie da bar nelle vicinanze in una squadra antisommossa di stanza fuori dall’ufficio PASOK di Harilaou Trikoupi. Sono due i manifestanti fermati dalla polizia per gli scontri, a loro va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

 

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Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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