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Grecia, attacco all’informazione pubblica; la popolazione non cede

ERT, la principale Tv Greca, attualmente conta circa 2700 impiegati, che si vedono direttamente sbattuti in faccia l’impossibilità di svolgere la loro funzione informativa senza risposte della controparte, in un clima surreale che vede un ulteriore imbavagliamento alla circolazione delle informazioni che è diventato più stringente negli ultimi 3 anni ed ha avuto prima di ieri un picco con la chiusura di Indymedia Athens e l’attacco alla stazione radio di Radio Bubble.

La popolazione, attonita e arrabbiata, si sta organizzando per contrastare queste misure liberticide. Dopo le breaking news e la caduta del segnale televisivo, migliaia di persone hanno marciato attorno alla sede centrale di ERT, e sono rimaste lì in presidio fino alla mattina, in supporto agli stessi impiegati dell’emittente che hanno rotto i primi indugi occupando l’edificio e tentando a più riprese di trasmettere notizie e garantire via streaming una minima programmazione in grado di fornire le informazioni più significative.

Nel frattempo, approfittando della messa in onda via web di questi brevi notiziari,i dipendenti Ert hanno lanciato l’appello a chiunque possa a raggiungere il quartier generale dell’emittente televisiva e resistere di fronte a uno stato emergenziale che ha dell’incredibile e rievoca scenari di regime sotto la guida della Troika. Anche al di fuori della capitale si stanno organizzando sit-in di protesta e solidarietà a partire dalla prima mattinata.

I sindacati dei giornalisti che stanno prendendo parte all’occupazione della sede Ert hanno nel frattempo indetto uno sciopero generale di 24 ore in tutto il Paese per domani. A fronte dell’inevitabile aumento della tensione sociale, il Governo ha dichiarato tramite un breve comunicato scritto che provvederà al rilancio del servizio televisivo pubblico nelle prossime settimane. Parole per gettare acqua sul fuoco?

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