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Grecia, si al bilancio 2013: altro specchietto per le allodole

Solo mercoledì scorso i deputati greci avevano approvato in parlamento un nuovo pacchetto di austerità che prevede tagli alla spesa per 13,5 miliardi di euro e una riforma del mercato del lavoro. Una condizione imposta dalla Troika durante l’ultimo incontro per evitare la bancarotta definitiva, una manovra imposta dai creditori internazionali per sbloccare la prossima tranche di aiuti al costo di misure che continuano a gravare sulla popolazione greca, non stanca però di scendere in piazza e indire scioperi, sintomo di un malessere e di una rabbia che ancora non accenna a diminuire.
Nella notte di ieri, a pochi giorni di distanza dall’ennesima manovra lacrime e sangue, è stato approvato il Bilancio dello Stato per il 2013 che prevede ulteriori tagli che ammontano questa volta a più di 9,4 miliardi. Piccoli passi quindi verso la salvezza direbbe qualcuno, ma nella realtà dei fatti, né l’approvazione dell’ultimo pacchetto di austerità né l’approvazione del bilancio durante la notte, sono sufficienti per sbloccare il fondo-salvezza per la Grecia mentre nella giornata di oggi, si svolgerà l’ennesimo vertice a Bruxelles, una riunione dei ministri della Finanze dei Paesi della zona euro, e per certo neanche questo servirà a sbloccare i finanziamenti. Intorno alle trame di un sistema che ancora una volta conferma di essere al collasso, la situazione risulta complicata e la partita per la permanenza della Grecia nell’euro è ancora tutta da giocare. Intanto l’approvazione del bilancio con 167 voti favorevoli e 128 contrari, ha nuovamente scatenato la rabbia della popolazione greca che ieri in decine di migliaia si è riversata nelle strade e davanti al Parlamento di Atene e numerose continuano ad essere le categorie di lavoratori che continuano ad essere in sciopero prolungato.

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