InfoAut
Immagine di copertina per il post

Iraq, genocidio della Turchia nel Kurdistan: tutti lo sanno ma nessuno lo denuncia

||||

Si chiama Claw Eagle, artiglio d’aquila, l’operazione avviata dalla Turchia contro i territori del Kurdistan iracheno. È iniziata all’alba del 15 Giugno, quando 60 aerei da guerra di Ankara hanno bombardato 81 località, comprese Makhmour, Sinjar, Qandil, Zap e Xakurk, zone abitate da civili.

Il presidente del Governo Regionale del Kurdistan, l’entità politica responsabile della amministrazione del Kurdistan iracheno, KRG, Nechirvan Barzani a capo del PDK (Partito Democratico del Kurdistan) ha provato ad alzare la voce chiedendo che “gli scontri vengano portati fuori dalle zone dei civili.” Appello caduto nel vuoto.

“Qui a Zakho (nel governatorato di Duhok ndr) i bambini hanno smesso di dormire serenamente la notte. Hanno paura. La Turchia sta bombardando sulle nostre montagne, non c’è più pace. Iniziamo a temere davvero.” Intervistati, così esprimono i loro timori alcune famiglie yazide presenti nei campi profughi di Zakho. “Abbiamo prima subito la violenza dell’ISIS a Sinjar e ora, dove pensavamo di essere al sicuro, stiamo assistendo ancora una volta ad una guerra assurda.”

Da Sinjar, invece, i civili dicono di star assistendo “A situazioni analoghe se non addirittura peggiori di quanto accadeva quando eravamo sotto le grinfie dell’ISIS.”

Stando alle stesse dichiarazioni del regime turco di Recep Tayyip Erdogan, l’operazione Claw Eagle è stata avviata per “contrastare le forze militari del PKK presenti sulle montagne della regione del Kurdistan Iracheno.”

Milizie del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) hanno sempre presidiato alcune zone montuose della regione del Kurdistan dell’Iraq. “Ogni qual volta si avvicinano in villaggi abitati da noi civili, noi stessi diventiamo il bersaglio della Turchia. Eravamo abituati agli scontri tra le due fazioni sulle nostre montagne, ma adesso la situazione sta degenerando e lo dimostra il fatto che Erdogan ha avviato una vera e propria operazione millantando lotta al terrorismo. La verità è che noi ne siamo diventati i bersagli.” Affermano gli abitanti nei pressi di Zakho.

Un generale dei Peshmerga, le forze armate della regione autonoma del Kurdistan Iracheno, intervistato da Africa ExPress ha raccontato il cuore di questa operazione che, inevitabilmente, va a danni dei civili del posto.

Cosa sta accadendo e da cosa è nata l’operazione Claw Eagle contro il Kurdistan?

“Nel 2017, quando ci fu il referendum per l’indipendenza, i tre Stati Turchia, Iran e Iraq ebbero un meeting durante il quale fu stilato un piano. Nel piano erano presenti anche territori curdi sulla quale Iran e Turchia avrebbero avuto un controllo militare strategico. Tra i luoghi vi era il controllo sulla città di Kirkuk e di Afrin. Hanno sempre sostenuto di voler annientare le cellule del PKK presenti in quei posti, ma la loro è sempre e solo stata una sorta di copertura. È risaputo che, alcuni esponenti dell’esercito turco, hanno degli infiltrati all’interno delle guerrilla sulle nostre montagne. È ciò che ha portato alla situazione odierna.”

Qual era il reale intento secondo il tuo punto di vista?

“Attaccare la regione del Kurdistan e annettersi territori. L’Iran e la Turchia stanno muovendo gli eserciti insidiandosi sempre di più all’interno del territorio, non restando ai margini montuosi. Il piano è averne il pieno controllo. Gli intenti tra Turchia, Iran e Iraq sono analoghi. L’Iraq vuole avere il controllo della parte del KRG che include Erbil, Sulaymaniya mentre gli altri due Stati vorrebbero controllare la parte posteriore che si estende dai confini iraniani a quelli turchi. Semplicemente non vogliono la nostra indipendenza e l’unico modo per ostacolarla è distruggerci dall’interno. Quello stipulato tra i tre Stati confinanti è un grande piano a nostro danno.

4862b9f1 73b0 45bd 8c4b 287e350aea08 copia

Attacco dei militari turchi a Makhmour

Come si muoverà il governo del KRG per contrastare questa operazione?

“Ad oggi non abbiamo forze militari ed economiche sufficienti per far fronte a questo disastro. Il Coronavirus è stato impattante per la nostra politica e la regione stessa. Ha solo incrementato la crisi economica, molte delle nostre forze peshmerga sono impiegate anche nel piano di emergenza COVID-19. Non possiamo contare su alleati quali USA o UN. Questo perché tutti stanno combattendo questa dannata crisi pandemica e ci vogliono alte risorse e alleanze per contrastare la forza militare turca. I business che ci legano ai nostri Stati confinanti, che risultano essere anche i nostri primi nemici, sono una lama a doppio taglio. Vorrei solo ci fosse un Kurdistan unito, in grado di poter finalmente reclamare libertà e dare una vita dignitosa al proprio popolo.”

Una pace che tarda a venire, mentre le speranze diventano chimere.

Solo nel governatorato di Duhok sono presenti circa 500.000 sfollati, molti provenienti da Sinjar, ma altrettanti dalla Siria o dal Rojava (Kurdistan Siriano). A Makhmour vi è un campo profughi istituito dall’ONU al fine di proteggere i 13mila rifugiati, aumentati anche dopo che nel 2018 la Turchia la invase commettendo e continuando a commettere massacri ai danni della popolazione civile curda. Un vero e proprio cambiamento demografico è quanto sta avvenendo nella zona ora tra le mani del sultano Erdogan.

Un cambiamento che ora sembra aver perso tutti i confini, espandendosi in maniera virulente e violenta. Lo dimostrano i continui crimini di guerra e contro l’umanità che si consumano a cielo aperto non solo ad Afrin e villaggi limitrofi ma anche a Makhmour, dove la Turchia non perde occasione di mostrare violenza bruta continuando a bombardare un luogo ormai sotto la protezione di nessuno e dove le Convenzioni DI Ginevra sono carta straccia.

I verdi e montuosi orizzonti del Kurdistan Iracheno, ora si trasformano in nuvole di fumo nero, fuoco ardente. E l’alba quasi non ha più il sapore del pane caldo cotto per strada e del çay caldo che fuma verso un cielo dalle sfumature mozzafiato, ma ha l’odore della guerra, quella che nessun curdo vorrebbe più assaporare. Quella terra fatta di musica, colori, tradizioni, religioni, dialetti, profumi che si mescolano ad un unico sogno che li unisce e che ora si dissolve sempre più, risucchiata dalla paura e dalle bombe che risvegliano una storia fatta di incubi.

Rossella Assanti

Speciale per Africa ExPress

Da Rete Kurdistan

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

curdiiraqkurdistanturchia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Milano: oltre 5 mila in corteo nazionale Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo

Il 16 maggio si è tenuto a Milano il corteo nazionale “Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo”, in ricordo di quella giornata del 1948 – letteralmente “la catastrofe” – che ha visto più di 700.000 palestinesi cacciati dalla proprie terre per la fondazione dello Stato coloniale e genocida di Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kyriakos X é salpata verso Gaza

Con il nome dell’anarchico internazionalista Kyriakos Xymitiris, “Kyriakos X”, naviga con Freedom Flotilla Coalition per rompere il blocco genocida che lo stato sionista impone su Gaza da decenni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La  Valsesia e i “nuovi insediamenti” israeliani

Nessuno sembra chiedersi cosa significhi politicamente e simbolicamente che una delle prime comunità straniere a “rilanciare” una zona montana italiana sia composta da cittadini di uno Stato che in questo momento sta perpetrando un genocidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dichiarazione politica del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba palestinese

Dichiarazione politica del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba palestinese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Nakba a Gaza, i palestinesi continuano a portare con sé le chiavi delle case che sono stati costretti ad abbandonare

I palestinesi di Gaza portano con sé le chiavi delle loro case distrutte da Israele, un legame tra la guerra genocida e gli sfollamenti odierni e l’eredità ancora viva della Nakba

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hondurasgate: i tentacoli d’Israele e Stati Uniti sull’America latina

Con il giornalista Giorgio Trucchi, collaboratore per Pagine Esteri dal Centro America, abbiamo analizzato il contenuto dei 37 audio pubblicati da Hondurasgate che svelano la trama ordita da USA, Israele ed Argentina per fare dell’Honduras un polo strategico per mettere le mani sull’America Latina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oggi salpiamo verso Gaza

Siamo consapevoli dei rischi, ma i rischi derivanti dall’inizio e sono maggiori.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Xi Jinping – Trump : Iran, commercio ed economia globale sul piatto della tre giorni a Pechino del presidente Usa

Seconda visita di Trump – dopo quella del 2017 – a Pechino per un faccia a faccia con Xj Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

MILANO 22 SETTEMBRE C’ERAVAMO TUTTI E TUTTE

Questa mattina la DIGOS ha notificato altre 20 ordinanze per i fatti del 22 Settembre: dieci misure cautelari, sette arresti domiciliari, tre obblighi di dimora. Portando avanti un’azione repressiva che colpisce realtà politiche e singoli. Una giornata che fu senza ombra di dubbio, uno dei punti di picco all’interno delle mobilitazioni dell’autunno scorso nell’ambito delle […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina: aggiornamenti dalla Global Sumud Flottilla in viaggio verso la Turchia

La ripartenza dall’isola greca arriva dopo l’assalto subito da parte dell’esercito israeliano che nella notte tra il 29 e il 30 aprile scorsi ha danneggiato più di una ventina di imbarcazioni e arrestato alcuni degli attivisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La resistenza ha fermato, per ora, i piani delle potenze capitaliste contro l’autogoverno in Rojava” Intervista ad Havin Guneser

Riprendiamo questa intervista a Havin Guneser, un punto di vista situato che offre uno sguardo sui molteplici aspetti che vanno analizzati in questa fase per comprendere la situazione in Rojava, svolta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La rivoluzione in Rojava è sotto attacco! Chiamata internazionalista per raggiungere il Nord-Est della Siria

“Questa è una guerra che ci è stata imposta. O una vita degna oppure un martirio onorevole”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: resistono i quartieri curdi di Aleppo all’attacco di Damasco. 140mila i civili in fuga

In Siria, le milizie salafite del governo di transizione continuano ad attaccare i quartieri autogovernati a maggioranza curda di Aleppo, ovvero Sheikh Maqsoud e Ashrefyie, con colpi d’artiglieria e tentativi di entrare con carri armati.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

SIRIA. Aleppo, i miliziani legati alla Turchia sparano sui quartieri curdi

Le sparatorie cominciate il 22 dicembre, proseguite durante la notte, hanno ucciso due persone e ferito almeno 15 civili secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa siriana SANA.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Anche con l’avvenuto scioglimento del Pkk, la fine del conflitto curdo-turco appare lontana

Nonostante il PKK si sia auto-dissolto con il XII Congresso, da parte di Ankara non si assiste a comportamenti speculari.