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Marcia degli operai della Maruti Suzuki attaccata dalla polizia

La Maruti Suzuki ha una capacità di produzione di 550.000 veicoli l’anno ed è una delle aziende primarie della zona. Allo stesso tempo, le condizioni di lavoro nella fabbrica sono molto dure: gli orari lavorativi sono molto lunghi ed estenuanti, le pause corte e rare, gli incarichi monotoni e le misure di tutela della salute e della sicurezza esigue. Inoltre a luglio dell’anno scorso, un responsabile ha insultato pesantemente e minacciato con il licenziamento un lavoratore Dalit (casta degli Intoccabili), scatenando scontri tra le guardie della fabbrica e i lavoratori; in quest’occasione sono state ferite più di centro persone e una grande parte della fabbrica ha preso fuoco. A partire da questo episodio, i lavoratori hanno costruito giornate di mobilitazioni, manifestazioni, presidi e scioperi della fame per chiedere il miglioramento delle condizioni di lavoro. Da parte sua, il governo della Haryana, che ha perennemente strizzato l’occhio ai padroni e ai responsabili della fabbrica, si è sempre girato dall’altra parte o ha cercato di reprimere la rabbia dei lavoratori con manganelli, lacrimogeni e arresti su arresti. Dopo la giornata del 19 maggio, gli operai della Maruti hanno dichiarato che la loro battaglia per avere maggiore sicurezza sul lavoro e per ottenere il reinserimento dei colleghi licenziati e il rilascio degli attivisti arrestati continuerà con ancora maggiore tenacia e determinazione.

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