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Nablus: fuoco dell’Anp contro la provocazione israeliana, un morto

All’origine dello scontro c’è la ‘consuetudine’ presuntuosa e coloniale di gruppi di ebrei religiosi di andare a pregare nella Tomba di Giuseppe, malgrado essa si trovi in una zona autonoma palestinese. L’ingresso ai civili israeliani è vietato: in casi particolari comitive sono ammesse, ma solo con una scorta militare; comunque sia è necessario un preventivo coordinamento di sicurezza tra Israele e Anp, come ricorda un protocollo stipulato tempo fa. La cronaca della mattinata riporta come gli agenti dell’Anp abbiano, in un primo momento, sparato in aria colpi di avvertimento portando alla fuga i primi due veicoli israeliani; il terzo si sarebbe incaponito nel voler accedere all’area. La tensione di Nablus ha portato scontri e tafferugli in diverse zone della Cisgiordania tra soldati israeliani e giolvani palestinesi.

Quanto sono superflue e prepotenti le parole del ministro della difesa d’Israele, Ehud Barak, che ha definito un ‘omicidio ingiustificato’ quanto successo a Nablus, strillando che “Nessun coordinamento può giustificare un incidente simile e il gesto i sparare contro innocenti”… verrebbe da sottoscrivere e prendere per buone dichiarazioni d’indignazione che sono però tradite da quello che è Israele, quantomai se pronunciate dall’artefice primo della repressione d’apartheid; per fare solo un esempio tra i tanti possibili: se nessun coordinamento può giustificare l’omicidio, la strage contro la Freedom Flottilla perchè era invece da considerarsi legittima?! La miseria della gerarchizzazione dello status d’innocenti.

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