InfoAut
Immagine di copertina per il post

Nazione Mapuche: Effettivi della Marina Militare cilena assassinano due comuneri nella località di Cañete

||||

Fanti della marina hanno assassinato un comunero mapuche, identificato come Jordan Liempi Machacan di 23 anni, e hanno lasciato altre quattro persone ferite, tra le quali una bambina di 9 anni, nel settore di San Miguel della località di Huentelolén nel comune di Cañete, regione del Biobío. I fatti sarebbero avvenuti dopo che un comunero era stato arrestato nel medesimo luogo.

I fatti sono avvenuti oggi pomeriggio durante delle manifestazioni dei Lov e delle comunità in resistenza della frangia lavkenche nella provincia di Arauco, proteste che avvenivano per protestare contro la dichiarazione dello stato d’emergenza nel Wallmapu.

Secondo informazioni preliminari, gli effettivi avrebbero cercato di fermare un comunero, che è stato difeso da altri comuneri. In questo contesto, i militari hanno sparato.

I feriti gravi dopo sono stati portati nell’Ospedale di Temuco.

In un primo momento, è stata la direttrice del Cesfam di Tirúa che ha confermato telefonicamente al Subcommissariato dei Carabinieri, che in ospedale una delle due persone, che sono state ricoverate per ferite da proiettile, è morta.

Nel frattempo, l’altra persona che era grave è stata trasferita a Temuco. Al momento, non si conosce se è morta durante il trasferimento o giungendo nel comune.

Marinos Militares Estado de Excepcion Wallmapu

Fonti vicine a RESUMEN riferiscono che i proiettili sono stati sparati da fanti della marina.

È importante segnalare che, al momento, non c’è un’assoluta chiarezza sulla dinamica dei fatti. Nonostante ciò, secondo Radio Bío Bío, le comunità mapuche della zona affermano che almeno uno dei morti non era coinvolto nello scontro.

Informazioni preliminari segnalano che il weychafe caduto sarebbe del territorio di Huentelolen, del sud della Regione del Biobío. Mentre l’altro weychafe è morto mentre stava venendo portato al Centro di Salute Familiare (Cesfam) del comune di Tirúa.

Si rendono responsabili diretti di questi assassinii il cattivo governo, i politici e gli impresari che hanno sostenuto l’occupazione del territorio ancestrale Mapuche.

Si sollecita la massima diffusione attraverso i media, e la presenza di osservatori dei diritti umani.

Nel pomeriggio di questo mercoledì sono avvenuti 2 sanguinosi attacchi militari e polizieschi contro dei comuneri mapuche. Dei comuneri che hanno tentato di evitare un arresto da parte di effettivi militari sono stati sparati, con la morte di uno di loro. Nel frattempo nella strada Cañete-Tirúa, degli agenti hanno sparato contro dei veicoli civili, ferendo almeno 4 persone.

Nel pomeriggio, nel settore San Miguel di Huentelolén, degli agenti hanno cercato di effettuare un arresto e dei comuneri hanno cercato di difendere l’arrestato. Un comunero è rimasto ucciso.

D’altra parte, in un atto irrazionale che potrebbe essere considerato come un crimine di guerra, degli agenti hanno sparato contro le auto che erano rimaste nel blocco causato dai blindati.

Questo a causa della precedente marcia delle comunità lavquenche della zona, nella quale i comuneri hanno denunciato proprio la militarizzazione in cui vive il settore.

Elisa Loncon ripudia la morte dei comuneri

La presidente della Convenzione Costituzionale, Elisa Loncon, ha ripudiato la morte dei comuneri mapuche a Cañete, regione del Bío Bío.

“Vogliamo ripudiare energicamente questa politica razzista, violenta dello stato e del Governo, che sta colpendo le nostre comunità”, ha dichiarato.

Accompagnata dai rappresentanti dei seggi riservati ai popoli indigeni, ha aggiunto che la Convenzione sta lavorando per installare la plurinazionalità, dove si rispettino i diritti delle nazioni originarie”.

Il convenzionale Adolfo Millabur ha parlato di un “assassinio” e di cinque persone ferite una delle quali in pericolo di vita. Dopo è stato confermato che sono due i comuneri morti.

A seguito della dichiarazione dello Stato d’Emergenza nelle regioni del Bío Bío e dell’Araucanía, Millabur ha affermato che “li abbiamo avvertiti che la conclusione sarebbe stata quella che oggi già conosciamo. Deplorevolmente, il Governo non ha ascoltato e lo rendiamo responsabile della morte di questa persona del comune di Cañete”.

Allo stesso tempo, ha detto che la militarizzazione della zona non risolverà i problemi dei popoli originari.

Francisca Linconao chiede l’uscita di Piñera

Da parte sua, la machi Francisca Linconao ha sostenuto che “abbiamo ricevuto una telefonata, che alle persone, al popolo mapuche continuano ad ucciderlo. Ci sono molti morti, molti feriti e per questo stiamo facendo questa dichiarazione”.

Su questa linea, ha fatto appello al Governo affinché “ritiri i suoi carabinieri e i suoi militari. (…) Se non lo fa, rinunci questa stessa mattina, Piñera se ne vada”.

“Basta con questa menzogna, basta con i furti. (…) Anche io ho sofferto per la menzogna dei carabinieri, per questo io so che cosa è soffrire, cosa è il dolore che si sente quando si va in carcere”, ha affermato la Linconao.

Alla fine, la convenzionale Natividad Llanquileo ha detto che “lo Stato del Cile si è una volta di più preso la briga di assassinare uno dei nostri, assassinare uno dei nostri fratelli”.

“La militarizzazione e questo Stato d’Emergenza che è stato decretato nelle provincie di Arauco, Malleco e Cautín, l’unica cosa a cui stanno contribuendo è molta altra violenza”, ha aggiunto. 

3 novembre 2021

Resumen Latinoamericano

Da Comitato Carlos Fonseca

[iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/iQ5tkT8Y3JQ” title=”YouTube video player” frameborder=”0″ allow=”accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture” allowfullscreen ]

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

cilemapuche

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli Stati Uniti deportano segretamente i palestinesi in Cisgiordania in coordinamento con Israele

Un’indagine rivela che i palestinesi arrestati dall’ICE vengono trasportati, legati e incatenati, su un aereo privato di proprietà di un magnate israeliano-americano vicino a Trump.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Porto, basi e stazioni: così la Toscana si prepara alla guerra

Ripubblichiamo un contributo che approfondisce l’articolazione della guerra sul territorio toscano a firma Linda Maggiori e apparso su L’Indipendente. Un materiale da accompagnare a HUB – Bollettino della militarizzazione e delle resistenze dei territori, a cura del Movimento No Base e altre realtà di Pisa, Firenze, Livorno, La Spezia e Carrara, in vista della due giorni che si terrà a Livorno il 21-22 febbraio “Per realizzare un sogno comune” di cui è uscito qui il programma completo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La resistenza ha fermato, per ora, i piani delle potenze capitaliste contro l’autogoverno in Rojava” Intervista ad Havin Guneser

Riprendiamo questa intervista a Havin Guneser, un punto di vista situato che offre uno sguardo sui molteplici aspetti che vanno analizzati in questa fase per comprendere la situazione in Rojava, svolta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sciopero internazionale dei porti contro la logistica di guerra

Ieri, venerdì 7 febbraio, si è tenuto lo sciopero internazionale dei porti che ha coinvolto 21 porti a livello internazionale

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Aggiornamenti dall’Iran

Un approfondito aggiornamento sulla situazione in Iran insieme a Paola Rivetti, docente di relazioni internazionali alla Dublin City University.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I portuali non lavorano per la guerra, 6 febbraio giornata di lotta internazionale

Riprendiamo l’indizione dello sciopero internazionale dei portuali previsto il 6 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: Minneapolis sotto tiro. L’ICE spara ancora e uccide

Un altro morto a Minneapolis: nuovo omicidio da parte degli agenti dell’ICE. Bambini arrestati e piazze sotto attacco

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Svizzera migliaia di persone protestano contro il Forum di Davos

“No King”, “Smash World Economic Forum”: c’erano folle alla luce del fumo per le strade di Zurigo, una grande città svizzera, il 19 gennaio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sulla resistenza organizzata a Minneapolis

Minneapolis dopo l’uccisione di Renee Good. Raid, rapimenti e violenza dell’ICE diventano la normalità. Ma i quartieri si organizzano per sorvegliare lo Stato e rompere l’impunità.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ha vinto Kast e il Cile si aggiunge all’ondata di ultradestra

È il primo pinochetista a giungere a La Moneda in democrazia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: le grandi possibilità del nazi Kast di essere presidente

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile di ieri sono terminate in modo triste e prevedibile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: parla il CAM, “La Commissione di Pace e di Intesa è una farsa” (I)

Siamo chiari, questa Commissione non rappresenta gli obiettivi politici della nostra organizzazione e del movimento mapuche autonomista che è attivo nei processi di recupero territoriale. di Héctor Llaitul La nostra politica continua ad essere la ricostruzione nazionale e la liberazione del Wallmapu, obiettivi che, una volta di più, non sono compresi né abbordati dalla classe […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il popolo mapuche convoca una marcia a Temuco contro un megaprogetto elettrico

Viene convocata anche per chiedere la fine della promulgazione e dell’applicazione di leggi che cercano di fronteggiare i genuini processi di rivendicazione territoriale che comunità e Pu lof portano avanti in attesa della ricostruzione e liberazione nazionale mapuche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: la Via Istituzionale v/s Resistenza e Controllo Territoriale

Sotto uno stato capitalista e coloniale è impossibile garantire i diritti fondamentali dei popoli originari.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: il CAM in Sciopero della Fame dice che “Non ci può essere dialogo con militarizzazione, prigionieri politici e senza la restituzione delle terre”

Dal 13 novembre sono in sciopero della fame i prigionieri politici mapuche del CAM (Coordinamento Arauco-Malleco) reclusi nel CCP Biobío di Concepción, Ernesto Llaitul, Esteban Henríquez, Ricardo Delgado Reinao e Nicolás Alcamán, per chiedere l’annullamento della sentenza di condanna a più di 15 anni di reclusione che pesa su di loro.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Paese Mapuche: i prigionieri politici mapuche iniziano uno sciopero della fame fino ad ottenere l’annullamento del processo del razzista stato cileno

Facciamo un appello al nostro Popolo, alle comunità in resistenza, così come agli oppressi in generale, ad accompagnare questa mobilitazione con denunce, proteste e azioni contro lo stato cileno e principalmente contro i veri nemici, i capitalisti e i loro lacchè, responsabili di tante ingiustizie, così come del saccheggio dei territori ancestrali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Popolo mapuche: accanimento giudiziario verso i dirigenti mapuche con condanne carcerarie eterne

La persecuzione verso le dirigenze mapuche non cessano, nemmeno dietro le sbarre, dove ultimamente abbiamo visto condanne di decine d’anni, una vita intera in carcere, un peso della legge che non cade così nemmeno sui violentatori di diritti umani di questo paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: rifiuto della condanna senza prove di 4 prigionieri politici mapuche del CAM

Queste azioni si iscrivono in un progressismo liberale che reprime i movimenti popolari, una tendenza che soddisfa le richieste dell’estrema destra e dei grandi imprenditori.