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Prigionieri baschi: il muro della solidarietà non si rompe

Luis Goni è stato condannato alcuni mesi fa a sei anni di detenzione per aver fatto parte di SEGI, l’organizzazione giovanile della sinistra indipendentista basca illegalizzata nel 2009. Luis è stato latitante in questi mesi, protetto e difeso dalla solidarietà dei suoi compagn@.

Domenica alle 14.30 si è presentato in piazza al centro di Iruña dove era in corso una manifestazione con migliaia di persone per denunciare l’ennesimo atto repressivo da parte della Spagna. Luis dopo aver salutato tutt@ attraverso un megafono è stato circondato dall’abbraccio e dalla solidarietà di Iruña, creando un muro del popolo, l’herri harresia, il terzo di questo anno nei paesi baschi. Solo a tarda notte un immenso spiegamento di forze di polizia è riuscito con le cariche a rompere il muro e arrestare Luis. Certo gli herri harresia fin ora non hanno mai impedito un arresto, ma sono la dimostrazione di solidarietà più grande e pubblica che un condannato può ricevere, e la denuncia più visibile di assenza di democrazia in EH per il resto del mondo.

Un altro arresto a pochi giorni dall’operazione herrira, in cui furono detenuti 18 rappresentanti dell’associazione che si occupa dei diritti e del ritorno a casa dei prigienier@ politic@ basch@. Un altro arresto che apre la settimana dei maxi processi contro il movimento basco, quasi 200 compagn@, giovani, responsabili di partiti, di associazioni, di herriko taberna coinvolti nell’operazione ‘tutto è ETA’.

Il primo di questi processi comincia oggi e coinvolge i\le giovani di SEGI, che già hanno scontato 50 anni di carcere preventivo e rischiano complessivamente altri 240 anni di detenzione. Tra questi anche Fermín , Artzai  e Zuriñe che furono arrestati il 10 giugno del 2010 ed estradati in pochi mesi in spagna dopo una detenzione in alcuni carceri italiani.

Intanto oggi il processo si è aperto con un’ora e mezza di ritardo perchè alcun@ attivist@ si sono presentat@ in aula con magliette e palloncini arancioni in solidarietà con Luis.

Ancora una volta questa storia ci riguarda da vicino; nuovi arresti e altri processi, la spagna  sorda e cieca  continua senza sosta la repressione contro il paese basco, ma il muro della solidarietà non si rompe nemmeno oggi.

Qui il video dell’ herri harresia a Iruña; qui un video di 4 giovani imputat* che non si presenteranno davanti all’ audiencia nacional, perché è un tribunale illegittimo e il processo farsa sarà costruito su dichiarazioni estorte sotto tortura. Invitano a partecipare alla mobilitazione del 26 ottobre a Bilbo.

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