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Prigionieri politici baschi iniziano sciopero della fame

Sebbene siano note le condizioni in cui in generale i prigionieri e le prigioniere politiche basche versano all’interno delle carceri in cui sono rinchiusi, nel carcere di Siviglia si vive da tempo una situazione di grande tensione e di pessime condizioni di vita. Da quando sono stati trasferiti nella casa circondariale di Siviglia, quattro mesi fa, i prigionieri politici si trovano in regime di isolamento, non viene loro concesso di fare nessun tipo di attività mentre hanno il permesso di uscire all’aria aperta solo 4 ore al giorno, di tre in tre, non prima di averli fatti passare attraverso il metal detector e di averli perquisiti da capo a piedi. Affinché non coincidano in più di tre persone ogni due giorni sono obbligati a passare 26 ore senza uscire dalla loro cella. A questo si aggiungono le continue umiliazioni e perquisizioni corporali ad ogni visita con i famigliari e la scarsa assistenza medica che a volte si riduce a una volta al mese.

Durante questi mesi, i prigionieri politici hanno più volte fatto richiesta al direttore del carcere di migliorare le condizioni cui sono sottoposti, allo stesso modo hanno presentato denunce e istanze alle istituzioni penitenziarie e ai giudici, senza ricevere nessuna risposta. Lo sciopero della fame iniziato oggi, ha quindi come obiettivo quello di ottenere delle condizioni minime di dignità che spettano a tutti i prigionieri oltre che a denunciare pubblicamente il trattamento a loro riservato all’interno delle carceri spagnole e non solo.

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