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Centinaia di denunce e fogli di via in tutta Italia a Extinction Rebellion.

“Vietato manifestare? Faremo ricorso”.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Extinction Rebellion.

Sono un centinaio le denunce, i fogli di via e gli avvisi orali notificati nelle ultime settimane a persone che hanno partecipato ad azioni di Extinction Rebellion negli ultimi mesi. “Chiamate persino la notte di Natale, per notificare denunce surreali e misure di prevenzione del codice antimafia a persone totalmente incensurate” riportano alcune di loro. Il movimento dichiara di aver iniziato le procedure di opposizione per via amministrativa e lancia una conferenza stampa davanti al Comune di Torino, mercoledì mattina, con avvocati e docenti di diritto di UniTo.

“Multe e carcere per questi vandali”. Queste erano le parole del vicepremier Matteo Salvini all’indomani dell’azione di Extinction Rebellion nelle acque del Canal Grande e in altri fiumi e canali d’Italia, a inizio dicembre. Le Questure sembrano aver accolto l’appello del ministro: nelle ultime settimane un centinaio di persone sono state convocate in questura o in commissariato, e denunciate o espulse dalle città di Roma, Venezia e Torino, per un periodo che va da 1 fino a 4 anni. Le misure riguardano tre delle ultime iniziative del movimento: il 23 ottobre a Roma, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 29 novembre a Torino, sul tetto dell’Oval di Lingotto durante l’Aerospace and Defence Meeting e il 9 dicembre nei canali e nei fiumi di Torino, Roma, Bologna, Milano e Venezia. “Vietato contestare le politiche climatiche del governo” commenta ironicamente Extinction Rebellion.

Uno dei casi più eclatanti riguarda l’azione di Extinction Rebellion del 23 ottobre a Roma. Quel giorno, un centinaio di persone avevano presidiato l’ingresso principale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, travestite da Pinocchio per denunciare il negazionismo del governo sulla crisi climatica. La manifestazione fu interrotta bruscamente dalla polizia, rimuovendo di peso i partecipanti. In quell’occasione, anche un giornalista di FanPage venne lanciato dalle scale da un agente in assetto antisommossa. In quaranta vennero poi trasferite al Commissariato Parioli e trattenute – senza ancora una chiara ragione – per oltre otto ore. Tutto il materiale venne sequestrato (senza alcun verbale di sequestro) e cinque di loro vennero rilasciati dopo 8 ore con due denunce e un foglio di via da 1 a 3 anni (di cui una persona dell’ufficio stampa). Ma nelle ultime settimane, in particolare durante le vacanze natalizie, carabinieri e polizia hanno iniziato a convocare tutte le persone presenti quel giorno per notificare nuove denunce. In alcuni casi, come a Pinerolo in provincia di Torino, persino la notte di Natale. In totale si tratta di oltre settanta persone denunciate in tutta Italia, per “manifestazione non preavvisata” (Art. 18 TULPS) e “non ottemperanza con un ordine dell’autorità” (Art. 650 cp), semplicemente per essersi seduti davanti a un Ministero. “Il diritto di manifestazione è un diritto sancito dalla nostra Costituzione” commenta Bianca di Extinction Rebellion. “La legge prevede che una manifestazione possa essere sciolta solo se pone un problema di sicurezza e ordine pubblico. Sostenere che fosse lecito intervenire perché la manifestazione non era preavvisata significa ledere il diritto costituzionale al libero dissenso”. 

Il secondo episodio è invece legato a ciò che è accaduto il 29 novembre a Torino, quando sette persone avevano occupato il tetto dell’Oval durante l’Aerospace and Defence Meeting, la convention su aerospazio e difesa, per appendere delle bandiere della pace e un grande striscione con scritto “Qui si finanzia guerra e crisi climatica”. Nove persone sono state denunciate con sei diversi capi d’accusa, quattro di loro espulsi da Torino, e due hanno ricevuto un avviso orale, una misura di prevenzione che prelude alla sorveglianza speciale. Misure previste dalla legge 59 del 2011, nota come Codice Antimafia, pensate per il contrasto alla criminalità organizzata, che vengono utilizzate oggi in maniera illegittima e impropria verso chi denuncia gli investimenti di stato nell’industria bellica. “Misure rilasciati direttamente dal Questore, senza pregiudizi penali che li giustifichino, senza che vi sia la possibilità di esporre i fatti e senza la valutazione di un magistrato” riporta Marta, portavoce nazionale di Fridays For Future, anche lei destinataria di un avviso orale. “Sono stata definita socialmente pericolosa anche se completamente incensurata”

Il caso che sta facendo più discutere riguarda però ciò che sta succedendo a Venezia. Il 9 dicembre, erano state tinte di verde le acque del Canal Grande e tre persone, con caschetto e imbrago, in totale sicurezza, si erano calate dal Ponte di Rialto. Un’azione conclusasi con 28 persone portate in questura per sei ore (compreso un turista di passaggio) e adesso denunciate con diversi capi d’imputazione surreali, sette fogli di via e tre avvisi orali. Tra i reati imputati risaltano “violenza privata” e “sversamento di sostanze pericolose”. “Violenza privata e sostanze pericolose per un sale organico usato solitamente proprio nei fiumi e nei mari? Se non fosse vero, farebbe ridere” afferma Gianluca, una delle persone espulse da Venezia. 


Extinction Rebellion annuncia di aver già inoltrato i primi ricorsi al TAR per i fogli di via e gli avvisi orali, e procederà così per tutte le notifiche ricevute, e lancia una conferenza stampa pubblica, mercoledì 17 gennaio alle 12h15, davanti al Comune di Torino, con avvocati e docenti di diritto costituzionale. Per fare il punto sul diritto di protesta, a Torino e in Italia.


Extinction Rebellion

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