InfoAut
Immagine di copertina per il post

Torino: Extinction Rebellion ricopre di teli termici la Statua di Cavour in Piazza Carlina. “Tassare i ricchi, fermare il collasso climatico”.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Extinction Rebellion – Torino

Extinction Rebellion ha ricoperto la statua di Camillo Cavour in piazza Carlina, a Torino, con teli termici e grandi cartelli che recitano “Tassare i ricchi, fermare il collasso climatico”. Alla vigilia della COP30, il movimento denuncia le responsabilità dei super-ricchi nell’aggravarsi della crisi climatica e il sostegno politico e fiscale che Governo e Regione continuano a offrire a chi inquina di più.


Questa mattina, alla vigilia d’inizio della COP30 in Brasile, Extinction Rebellion ha interamente rivestito con teli termici il monumento a Camillo Benso di Cavour, in piazza Carlina. Teli che vengono solitamente utilizzati per soccorrere la popolazione in seguito a eventi catastrofici, come le alluvioni, o durante i soccorsi in mare. Alle statue sono stati appesi anche grandi cartelli con scritto “Tassare i ricchi, fermare il collasso climatico”. 

“Il pianeta continua a scaldarsi e le vittime e gli sfollati di catastrofi climatiche ad aumentare. Una crisi aggravata dalle crescenti diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza, concentrata nelle mani di un élite sempre più ristretta” afferma Toni, una delle persone arrampicate sulla statua. “In questa piazza si trova uno degli alberghi più lussuosi di Torino, il Collection NH e la banca di affari Mediobanca. Un lusso che contrasta con le morti che queste diseguaglianze stanno causando, incidendo drammaticamente sull’aggravarsi della crisi ecoclimatica”. Nel solo 2025, in Europa, sono morte 16.500 persone per le ondate di calore e in tutto il mondo migliaia  hanno perso la vita in eventi climatici estremi causati dall’aumento delle temperatura globale:  più di 400 morti riconducibili agli incendi di Los Angeles dello scorso gennaio, oltre 200 morti nell’inondazione di Valencia dell’ottobre 2024, le isole di Jamaica e Cuba distrutte del tornado Melissa solo la settimana scorsa. Il contributo al riscaldamento del pianeta è legato agli investimenti e interessi economici della parte più ricca della popolazione mondiale. Secondo un recente rapporto pubblicato da Oxfam, infatti, quasi il 60% degli investimenti della frazione più ricca del pianeta sono in settori altamente inquinanti, come il settore dei combustibili fossili e minerario. Si stima inoltre che le emissioni del 1% più ricco del pianeta sono tali che causeranno 1,3 milioni di morti legate al caldo e 44 trilioni di dollari di danni nei paesi a medio e basso reddito entro il 2100.

La scelta della statua, inoltre, non è casuale, il monumento a Cavour è il simbolo dell’Italia unita, laica e costruita sul diritto. “Un’Italia tradita da chi ora la governa, a livello nazionale e locale” secondo Extinction Rebellion, come evidenziato dai cartelli al collo delle statue ai piedi di Cavour. Slogan che riecheggiano alcuni frasi simbolo dello statista risorgimentale: “L’Italia è fatta, nessuno è salvo”, “Libera terra in Libero Stato”, “Abbiamo fatto l’Italia, adesso facciamo anche l’uguaglianza”, un modo per denunciare le responsabilità di Governo e Regione. “Solo in Piemonte i super ricchi detengono il 10% del patrimonio finanziario italiano, immobili esclusi. Il Governo Meloni e la Regione Piemonte nel frattempo perseguono politiche che avvantaggiano chi già possiede molto a discapito del ceto medio e delle fasce più povere della popolazione” afferma Leonora di Extinction Rebellion. Il Governo italiano, infatti,  ha aumentato il prelievo fiscale sui redditi medio bassi, mentre per i super milionari si applicherà una tassa piatta di 300mila euro,  senza alcun obbligo di investimento. In Piemonte nel 2026 la Regione dovrà fare a meno di 117 milioni di euro di trasferimenti da Roma e per questo la giunta Cirio ha approvato l’aumento dell’addizionale regionale Irpef che colpirà i redditi tra i 15 e i 50 mila euro, con un aggravio che va dai 33 ai 106 euro l’anno a seconda dello scaglione.


Un tradimento che pagano prima di tutto le persone e le popolazioni più fragili e più esposte a inquinamento e disastri climatici: i bambini, gli anziani, le fasce di popolazione più povere e di aree geografiche vulnerabili.

Extinction Rebellion

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

brasilecop30extinction rebellionfinanziariatorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una storia di acciaerie, diossine, lavoro schiavo e campi di grano

Campi di granoturco coperti di polvere gialla; gialla la terra del cortile, la caligine che sporcava l’azzurro del cielo; gialla la patina che, nonostante le spolverature, tornava invariabilmente a ricoprire i mobili di casa, i libri accumulati sul tavolo; giallo il respiro che ti restava in gola e ritrovavi nel fazzoletto…..giallo di un giallo rossastro e bruciato il fumo che, giorno e notte si alzava dal tetto e tracimava dalle pareti della acciaieria Cravetto, al confine tra Bruzolo e San Didero, per allargarsi lungo la Valle, la mattina portata in alto dalla brezza di valle e, la sera, schiacciata in basso dalla brezza di monte, senza uscirne mai. Si lavorava ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte il cielo intorno all’edificio riverberava dell’inquietante bagliore della colata continua.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dracula all’Avis e altri spettri: il nervosismo di chi difende la Torino-Lione

C’è qualcosa di paradossale e, involontariamente comico, nelle dichiarazioni di Paolo Foietta pubblicate da la Repubblica. Dopo anni passati a presidiare, coordinare, spiegare e soprattutto difendere la Torino-Lione, oggi l’allarme è questo: in Val di Susa c’è un “vuoto politico”. E in questo vuoto, udite udite, “parleranno solo i No Tav”.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia abbiamo invaso il cantiere!

Un primo maggio di lotta straordinario a Bagnoli in oltre 4000 da Fuorigrotta a Bagnoli fino dentro al cantiere.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Piano energetico italiano: il ritorno al carbone

E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il paradosso delle Cer: nate per il territorio, ora nel mirino delle grandi aziende dell’energia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono orientate alla democratizzazione della produzione energetica, la legge infatti impedisce alle grandi multiutility di entrare a farne parte. Ma le complicazioni che la loro gestione comporta stanno offrendo alle grandi aziende un’occasione di appropriarsi anche di questo modello energetico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV e A32: le grandi opere come infrastruttura del potere mafioso

L’inchiesta pubblicata da Domani sulle “locali” di ‘ndrangheta nel Nord-Ovest non racconta nulla di nuovo per chi guarda da anni la Valsusa senza voltarsi dall’altra parte: conferma che la ‘ndrangheta in Piemonte non è un corpo estraneo, ma una presenza stabile, organizzata, radicata. Non è una presenza marginale, ma una struttura consolidata che si è inserita stabilmente nei territori e nei settori chiave dell’economia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La frana in Molise e il prezzo della speculazione sui territori

Nonostante le aspettative tragiche del nostro governo, che prevedeva mesi e mesi di lavori per ripristinare la viabilità della costa adriatica, l’autostrada e la ferrovia nei pressi di Petacciato sono state riaperte entro 5 giorni dalla frana. Questo, tuttavia, fa emergere forti contraddizioni circa il monitoraggio e la tutela dei territori a rischio idrogeologico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sparo alla cieca

Gli scontri prima del derby della Mole, rientrano nella normale dinamica Ultras che caratterizza Torino negli ultimi anni. Quello che non è normale è che la polizia spari alla cieca e ad altezza uomo perché non riesce a contenere la situazione. O almeno non dovrebbe esserlo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Omar esce dai domiciliari! Ora tutti e tutte liber*!

Dopo 3 mesi di domiciliari il Gip ha revocato la misura degli arresti domiciliari per Omar, giovane studente arrestato a causa del suo impegno nelle lotte per la Palestina e nelle scuole torinesi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Torino 80

Abbiamo attraversato quegli anni ‘80 con gioia e fatica. Giovani, allora, che pensavamo ancora di poter cambiare un mondo che non ci piaceva, arrivati troppo tardi per l’ondata rivoluzionaria del lungo ’68 italiano e troppo presto per non sentirne il peso.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo maggio: Torino si schiera contro la guerra

Per liberare il quartiere Vanchiglia oggi un altro passo è stato fatto.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Vanchiglia una comunità che non si piega!

Da quasi 5 mesi il quartiere di Vanchiglia a Torino è militarizzato. Dallo sgombero del centro sociale Askatatasuna il 18 dicembre 2025, migliaia membri delle forze dell’ordine si sono dai il cambio a presidiare un palazzo vuoto e murato, chiudendo spesso e volentieri le vie limitrofe.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Morte algoritmica

E’ morto domenica sera mentre lavorava come fattorino per Deliveroo, Adnan Salah Elsayed a 32 anni. L’ennesimo omicidio sul lavoro nella guerra di classe condotta dall’alto verso il basso nel nostro paese in cui la vita dei lavoratori e delle lavoratrici è di fatto la variabile che deve essere sempre più compressa per permettere il profitto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Futuro senza futuro: nuovo PRG e verde urbano nella Torino della “riqualificazione”

«Torino ha l’ambizione di superare la contrapposizione asfittica tra innovazione competitiva e coesione sociale. E la tutela ambientale sarà la piattaforma orizzontale. Non cerchiamo modelli, saremo il modello»