InfoAut
Immagine di copertina per il post

Espropri e cantierizzazione: report dell’assemblea di Bussoleno

Mario Solara ha introdotto la serata ricordando la latitanza dell’amministrazione di Bussoleno in assemblee di questo tipo. Assemblee di cui dovrebbe invece farsi essa stessa promotrice per informare i cittadini sui cantieri previsti nel territorio di Bussoleno. La sindaca Alessio, precisano Solara e Garofalo, si dichiarò pubblicamente contraria al Tav e garantì che se in città fosse stato aperto un cantiere, si sarebbe incatenata per impedirlo. “Noi abbiamo già comprato catene e lucchetti” hanno ironizzato, “attendiamo ora che si faccia avanti, come promesso”. Pare chiaro come la sindaca stia vivendo un momento di difficoltà nei rapporti con il suo partito che, attraverso la figura del senatore Esposito, continua la sua lotta intestina contro gli amministratori No Tav.

In realtà è in corso un massiccio attacco mediatico contro i No Tav, sfruttando gli ultimi avvenimenti accaduti in Clarea; azioni che Luca Giunti, definisce “atti di resistenza”. Proprio l’interpretazione di questi atti, come resistenza non violenta, sono il cuore dell’intervento di Alberto Perino che cita Gandhi, Aldo Capitini e Nelson Mandela per sottolineare che la lotta non violenta è fatta di momenti di disobbedienza e momenti di sabotaggio su obiettivi mirati i quali, naturalmente, devono creare danni economici alla controparte salvaguardando sempre gli esseri umani. Certo, il sabotaggio è da considerarsi una misura “estrema”,  che si rende inevitabile però davanti all’indifferenza della controparte. Una sordità che i No Tav conoscono molto bene.

Lo dimostra Luca Giunti esaminando le informazioni pubblicate da LFT sul progetto Tav. I progetti presentati sono lacunosi e vengono continuamente modificati in modo arbitrario. LTF  gode di concessioni e deroghe al progetto, di cui non godono altri analoghi sul territorio nazionale. A peggiorare la situazione ha contribuito il governo Monti (intervenendo sulla Legge Obiettivo) con una modifica del tempo concesso alle osservazioni sul progetto: da 60 giorni di tempo si è passati a 30, mettendo chiaramente in difficoltà i tecnici che devono produrre relazioni sulle possibili anomalie. Le lacune maggiori riguardano i dettagli tecnici geologici e geognostici che sono totalmente assenti, ma che dovrebbero essere il presupposto della relazione finale di LTF. Come se non bastasse, la stessa LTF precisa come eventuali variazioni del progetto potrebbero essere necessarie qualora, nel procedere dei lavori, tali dati risultassero inesatti. Il rischio è che l’incompletezza di questi dati tecnici possa comportare variazioni significative nei costi e nella realizzazione del progetto o, addirittura, far rimettere in discussione il progetto stesso, in tutto o in parte. È inquietante, nota Giunti, che tra il progetto preliminare e quello finale siano scomparse alcune componenti (per esempio le famose terme tanto decantate da Virano) e compaiano senza giustificazione parti aggiuntive, come lo scarico delle acque nella Dora a Susa.

Sugli espropri, l’atteggiamento di LTF è illegale, sostiene Mario Cavagna: non possono essere eseguiti su terreni che fanno parte di variazioni apportate al progetto, se il progetto non ha avuto il benestare dal Cipe per la valutazione di impatto ambientale. Intanto LTF adotta un approccio diretto con i proprietari per raggiungere singolarmente con essi un accordo e le firme necessarie.

È probabile che Bussoleno dovrà accogliere cantieri per il deposito dello smarino proveniente dalla perforzione del tunnel geognostico di Chiomonte, cosa che apre per il paese uno scenario inquietante. In primo luogo per la vastità dei cantieri stessi e per la struttura dell’opera. Per la messa in sicurezza del transito ferroviario (treni locali, merci, Tgv, Tav, convogli di servizio per i cantieri), sarà necessaria la realizzazione di 7/8 binari di stazionamento per la discesa e 12 per la salita. Permane il problema irrisolto delle polveri. Per PM10 e particolato, LTF limita la propria preoccupazione a un generico monitoraggio di controllo nel corso dei lavori. Una vera truffa. Se anche i livelli accettabili delle polveri venissero superati, i cantieri non verrebbero fermati. I cittadini potrebbero fare ricorso all’amministrazione locale, che incaricherebbe l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) per i rilievi, verrebbe istituita una commissione. Ma il tempo necessario per giungere a una conclusione supererebbe di gran lunga quello necessario ai danni per rendersi irreparabili. Danni alla salute, illustra con dovizia Carvagna, che comprendono gravi patologie della respirazione, soprattutto nei bambini, e si sviluppano in un arco di tempo molto ampio. Quando il danno si renderà evidente e ri potrà parlare di disastro, non sarà più possibile perseguire i responsabili, e rimarranno solo le sofferenze di chi ne sarà stato colpito. Gli interessi economici che ruotano intorno a questi cantieri, precisa il dottor Giunti, sono altissimi, con cifre che mediamente si aggirano attorno ai 500mila euro al giorno: un aumento delle emissioni, nocive per la salute, non è mai stata, e non sarà mai, una giustificazione sufficiente per fermare questi interessi.

La conclusione è che tutta la Valle verrà trasformata in un gigantesco cantiere, dal quale non avranno riparo neppure coloro che ancora si illudono di poterne rimanere estranei per la dislocazione delle loro abitazioni, fuori dalla portata dei lavori. È già accaduto nel Mugello, un’esperienza che insegna.

Gli interventi appassionati del pubblico hanno concluso l’assemblea. Il comune denominatore è la lotta da intraprendere nei mesi futuri: nessuno più crede alle false promesse dei politici. La distruzione perpetrata sui territori della Maddalena, la falcidia di oltre 4800 piante, l’occupazione militare di terreni privati senza permessi né autorizzazioni sono sotto gli occhi di tutti. La sensazione comune è che nel mostrare i muscoli, il  nuovo governo dimostri la sua sostanziale debolezza di fronte a un popolo che non rinuncia a salvare la propria valle dalle devastazioni e dalle speculazioni finanziarie.

 

Davide Amerio _16.05.13

http://www.tgvallesusa.it

 


Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

bussolenonotavvalsusa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: SUD e GIÙ!

È molto più efficace porsi le domande giuste che trovare risposte consolatorie.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il governo è nemico dei territori, i territori resistono!

Per una partecipazione di Valle all’assemblea del 17 gennaio a Torino – ore 15 al Campus Luigi Einaudi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur. Proteste degli agricoltori, anche in Italia

09 gennaio 2026. Milano. Dal serbatoio fuoriescono litri di latte. Siamo davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Come i fondi di investimento “verdi” finanziano le armi

Gli investimenti Esg nelle aziende della difesa hanno subìto un’impennata negli ultimi anni fino a raggiungere i 50 miliardi di euro, sull’onda delle pressioni congiunte dell’industria bellica e della Commissione europea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Allevatori ed agricoltori di nuovo in protesta in Belgio e Francia.

Di seguito ripotiamo due articoli che analizzano le proteste degli agricoltori che in questi giorni sono tornate ad attraversare la Francia ed il Belgio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’inutilità delle mega opere per i popoli

Quando si svolsero i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, nel 2016, lo stato intraprese la costruzione di varie grandi opere infrastrutturali, tra le quali spiccarono le funivie in alcune favelas, oltre all’ampliamento di aeroporti e autostrade, tutto con fondi pubblici.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Giorni di trivelle in Val Susa

Lunedì scorso è stata avvistata una prima trivella in località Isolabella, a Bussoleno. Immediatamente è partito il monitoraggio sul territorio da parte del popolo valsusino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il Movimento No Tav era, è e sarà sempre al fianco della resistenza palestinese: sosteniamo la Global Sumud Flotilla!

Se Israele deciderà di fermare con la forza la Global Sumud Flottilla, impedendo ancora una volta l’arrivo di aiuti umanitari e provando a spegnere un atto di resistenza collettiva, noi non resteremo a guardare.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Guerra alla guerra: come organizzarci nelle scuole?

Nei contesti che attraversiamo occorre ripartire dalla concretezza del rifiuto per sabotare e opporsi realmente alla ristrutturazione, definendo con l’esperienza pratiche di conflitto riproducibili per bloccare sul nascere la guerra.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bentornata Nicoletta!

Nella giornata di ieri è stata scarcerata Nicoletta Dosio, dopo più un anno di detenzione domiciliare scontato presso la propria abitazione di Bussoleno finalmente è libera!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“In Val Susa la repressione non ci ha vinto”, intervista a Nicoletta Dosio

Nicoletta Dosio la storica attivista del movimento No Tav sta terminando un anno di detenzione domiciliare per la sua lotta contro la linea ad alta velocità Torino-Lione.