InfoAut
Immagine di copertina per il post

I NoMuos all’assedio della Regione. Valutazioni sul corteo

Una marea di persone invade Palermo. Bandiere statunitensi bruciate e tanta rabbia fin sotto i palazzi del potere. Gli occupanti che da ieri presidiavanol’Assemblea regionale sono scesi e hanno raggiunto il corteo che li ha accolti al grido di “si parte e si torna tutti insieme”.
Si è appena concluso il corteo nazionale NoMuos, sfilato oggi per le vie di Palermo al grido di “Assediamoli!”. Alcune considerazioni a caldo possiamo quindi iniziare a proporle.
Partiamo dai dati oggettivi. Diecimila persone (che saranno un decimo per la questura) sono ilprimo dato che salta agli occhi se consideriamo la mole di inchiostro sprecato in queste settimane da giornalisti e politici nel tentativo di scoraggiare la partecipazione parlando di una partita ormai chiusa. Evidentemente i siciliani scesi oggi in piazza non la pensano allo stesso modo e lo hanno dimostrato come meglio non potevano.
Ed a nulla è valso neanche il tentativo mediatico delle questure di creare terrore alzando il livello della tensione: poco credibile il racconto di chi voleva disegnare il corteo odierno come solo ritrovo di blackblock (provenienti addirittura dall’Austria) decisi a rovinare lo spirito “pacifico della protesta”. Troppo rituale il becero tentativo per ingannare qualcuno ed allontanare dalla manifestazione.
Del resto, gli scontri tanto sbandierati non ci sono stati e – senza che per noi questo rappresenti di per sè una cosa buona o una negativa – resta comunque un dato di fatto.
A chi voleva diffondere rassegnazione, dunque, si è risposto con determinazione. Questa si risconta oltre che nei numeri anche negli slogan e nelle iniziative prima e durante il corteo. L’occupazione di Sala d’Ercole che ieri ha lanciato il corteo; il rogo di una bandiera statunitense durante il percorso della manifestazione; e cori e striscioni contro Crocetta, la guerra, il Muos.
Il popolo NoMuos quindi non ci sta. Ovviamente tutti sono coscienti della situazione complessiva che richiede non solo determinazione ma anche capacità di incidere politicamente negli equilibri e nelle scelte. Nei prossimi mesi sarà in questa direzione che a Niscemi e non solo si svilupperanno le iniziative di movimento.
Due giorni di assedio ai palazzi del potere che, seppur temporaneo, ha fatto tremare – e scappare! – i governanti lanciano comunque un chiaro segnale a tutte le lotte sociali del paese verso quest’autunno che vogliamo caldo e segnato dall’anatagonismo.
Proprio in questo senso i NoMuos danno a tutti appuntamento alla manifestazione nazionale del19 ottobre a Roma….per la Sollevazione generale.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

assediocrocettanisceminomuossiciliasollevazioneUsa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’Autorità di Regolazione di Trasporti obbliga RFI all’apertura verso il concorrente francese

Mentre sullo sfondo resta il vero protagonista dell’intera vicenda – la Torino-Lione – con i suoi cantieri che continuano a incidere pesantemente sull’assetto del territorio, ancora una volta il nodo ferroviario torinese si trasforma in terreno di scontro tra grandi gruppi industriali.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: a rischio sgombero il presidio popolare di San Giuliano. Nuove mobilitazioni

A rischio sgombero il presidio popolare di San Giuliano: nato lo scorso dicembre a seguito di espropri, occupazioni abitative e sgomberi forzati degli abitanti, il presidio è l’ennesima risposta concreta della comunità contro i cantieri della grande opera inutile.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion invade il blue carpet di Sanremo per denunciare le politiche ecocide e il greenwashing degli sponsor

Nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, Extinction Rebellion ha invaso la passerella davanti al teatro Ariston con cartelli ispirati ai nomi delle canzoni in gara per denunciare le politiche ecocide e l’operazione di greenwashing dei principali sponsor, Eni e Costa Crociere.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Non chiamatela emergenza, è esclusione

Da parte di diverse realtà calabresi è stato redatto questo testo in merito alla catastrofe climatica abbattutasi sulla regione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Protesta di Extinction Rebellion alle Olimpiadi: appesi con imbraghi all’ingresso del Forum di Milano

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Extinction Rebellion sull’iniziativa di contestazione avvenuta a Milano sul tema della critica alle Olimpiadi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion sul nuovo decreto sicurezza: “Deriva autoritaria, è il momento di disobbedire”

Extinction Rebellion si unisce alle voci di dissenso sul nuovo decreto sicurezza, denunciando il restringimento dei diritti costituzionali e la legalizzazione di prassi degradanti che vengono portate avanti sempre più spesso negli ultimi anni. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: SUD e GIÙ!

È molto più efficace porsi le domande giuste che trovare risposte consolatorie.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Inizia la guerra totale in Medioriente?

Questa mattina l’Iran è stato svegliato da un nuovo attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Numerose le città colpite e soprattutto, a finire sotto il fuoco dei missili sono state le strutture governative e dell’esercito. Non è ancora chiaro il volume distruttivo messo in atto e quanti membri dell’apparato iraniano ne abbiano pagato le conseguenze.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran, bombardamenti in corso su tutto il Paese. Teheran risponde al fuoco

Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

USA “Come resistiamo all’ICE”

Di Marco Veruggio da officina primo maggio

Una lunga chiacchierata con due attivisti del movimento Ice Out a Minneapolis: Janette Zahia Corcelius, sindacalista e attivista dei Democratic Socialists of America e Rafael Gonzales, rapper, insegnante e attivista.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli Stati Uniti deportano segretamente i palestinesi in Cisgiordania in coordinamento con Israele

Un’indagine rivela che i palestinesi arrestati dall’ICE vengono trasportati, legati e incatenati, su un aereo privato di proprietà di un magnate israeliano-americano vicino a Trump.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Aggiornamenti dall’Iran

Un approfondito aggiornamento sulla situazione in Iran insieme a Paola Rivetti, docente di relazioni internazionali alla Dublin City University.