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Sul senso e il significato dell’11 aprile in ogni città

] Innanzitutto un ringraziamento dalla valle di Susa a quanti si stanno mobilitando in  ogni parte del paese in sostegno del movimento no tav. Abbiamo imparato insieme in questi anni a guardare a questa lotta come a un qualcosa di più di un semplice e allo stesso tempo complesso problema di un territorio. La lotta no tav riguarda tutti, è un modo per muoversi insieme in tutto il paese, è un modo per bloccare lo spreco di risorse pubbliche con le decine di miliardi che verrebbero ingurgitati da quest’opera e soprattutto è un momento per  ricominciare insieme a pensare a un diverso modo di vivere e rispettare la terra in cui viviamo. Pertanto la lotta no tav diventa comune, tra quanti hanno a cuore la val di Susa ma anche e soprattutto il territorio in cui si mobilitano e vivono. L’11 aprile sarà un giorno dei tanti giorni di lotta. A chi si mobilita nelle varie città spetterà la responsabilità del percorso della propria mobilitazione, i tempi da darsi e, le scelte da fare saranno molte e non facili.  L’appello che ci sentiamo di fare dalla valle di Susa quando segnaliamo delle giornate di moblitazione o vi raccontiamo quanto accade qui è di mobilitarvi nel vostro territorio ma ancor di più per il vostro territorio. Partiamo dalle ragioni del notav per riprenderci spazi e sollevare problemi, criticità e necessità. Queste mobilitazioni devono essere un’opportunità e mai un dovere per nessuno. Lottare contro quest’opera inutile è una cosa chiara e semplice da capire e riprodurre, può diventare più efficace per la prospettiva dell’intero paese unire le esigenze di chi lotta a questo obiettivo. In maniera semplice può significare per gli aquilani ad esempio lottare per la ricostruzione delle loro case e della loro città battendosi contro lo spreco di risorse che nel caso della Torino Lione basterebbero a coprire la quasi totalità dei fondi a loro necessari. Allo stesso modo per i milioni di studenti che vedono le loro scuole chiudere e cadere.   L’esempio che ci sentiamo di segnalare di questa lotta non è tanto nelle pratiche e negli obiettivi delle singole giornate ma del modo di stare insieme e della prospettiva che si cerca qui in valle di creare. Questi due punti sono i punti di forza del movimento no tav e andrebbero analizzati con pazienza e molto più spazio oltre a queste poche righe. Partiamo dal secondo punto, la prospettiva. Abbiamo sempre pensato che da soli non ce la potevamo fare, sia in valle che in Italia. Ci siamo quindi dati da subito, sin dai primi anni una prospettiva di allargamento e di massa. Le sole persone a conoscenza del problema e già sensibili non bastano mai. Quando come nel nostro caso si è raggiunti in valle una adesione e una diffusione larghissima degli attivisti e delle persone informate, quasi totale, dopo oltre venti anni è il momento di ricominciare con il coinvolgimento delle nuove generazioni, nate in valle ma, per dirla in modo ironico che non sono “nate imparate”. Quindi anche quando si pensa di aver raggiunto un buon livello di informazione e partecipazione non ci si deve mai accontentare del lavoro svolto. Con questa prosettiva ci si ritrova a lottare in molti e con delle pratiche che aggregano e coinvolgono, che vengono  comprese e che aumentano il consenso. Consenso inteso non come delega ma come voglia che cresce di partecipare finalmente a qualcosa di vero e bello anche se difficile. Il secondo punto, non meno importante del primo,  deriva da questo per sua stessa natura, lo stare insieme, il creare spazi per tutti. Una regola fondamentale, che secondo noi va rispettata sempre, creare e organizzare momenti che siano praticabili da tutti, anche dalla persona che è stata informata e coinvolta il giorno stesso, accompagnata a conoscere un modo di vivere e riappropiarsi della vita che non conosce perchè da troppo tempo o mai in alcuni casi ha potuto vedere o incontrare. E’ molto bello quando riceviamo messaggi da ogni parte del paese con su scritto frasi del tipo “siamo un comitatono tav appena nato, faremo un volantinaggio, basta?” o “potete venire a spiegarci come si fa a darvi una mano?” L’umiltà e la semplicità sono la base di partenza migliore. Allo stesso modo leggere di cortei di migliaia di persone che fanno azioni, occupano spazi, bloccano è un grande piacere e ci fa sentire parte di un qualcosa di molto grande, bello e forte. Condividendo questa riflessione ci auguriamo anche che le mobilitazioni no tav nelle varie città non siano mai interpretate da nessuno in chiave identitaria, o con spirito di egemonia, ma sempre in modo aperto, collaborativo e inclusivo, per favorire la partecipazione più ampia possibile e far crescere l’entusiasmo di tutti. Ricordiamo sempre anche i no tav che sono ancora in carcere o subiscono restrizioni di vario tipo della loro libertà, con loro continuiamo la lotta, con loro vogliamo continuare a lottare. Anche chi viene coinvolto per la prima volta deve conoscere questo problema, non per innescare la paura o la rabbia contro la repressione che non può che allontanare ma per trovare stimoli in più. Lottare per liberare delle persone è una cosa bella e deve far sentire tutti orgogliosi nel farlo, riuscire ad andare oltre i concetti di colpevole e innocente ma guardare e scegliere con il cuore, sapere dove sta il legittimo e l’illegittimo secondo alti valori morali come la difesa della terra e il diritto e la pratica della resistenza.  A tutti mandiamo un grande saluto e un abbraccio, come si fa qui da noi prima di partire per una giornata difficile. Ci sentiamo vicini e in sintonia con tutti, fieri di essere no tav. FORZA E CORAGGIO A TUTTI! SI PARTE E SI TORNA INSIEME!

(continuate a scrivere le date delle vostre iniziative a 11aprilenotav@gmail.com e se potete diffondete il calendario completo sul web in modo che chi vi segue anche da altre città possa trovare il luogo e il momento più vicino in cui possa dare il suo contributo ed esserci)

www.notav.info

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