InfoAut

Gli Invincibili: sentimento militante

Nel sessantasettesimo anniversario della scomparsa del Grande Torino, ripubblichiamo un pezzo scritto 6 anni fa da un militante dei centri sociali, che attraverso la passione per la propria squadra, il Toro, racconta cosa vuol dire essere del Toro, cosa sono gli Invincibili per chi ha passione, per il calcio sì, ma sopratutto per la lotta.

 

Oggi è il 4 maggio e sono passati 61 anni dalla tragedia di Superga, una tragedia che definire calcistica, sarebbe troppo poco per rappresentare quello che in realtà è. La caduta dell’aereo del Grande Torino, il suo blasone, la sua storia, la sua invincibilità sono patrimonio popolare di chi è nato o vive a Torino. Gli invincibili sono stati definiti gli uomini del Toro che hanno reso magico un sentimento che non può essere definito facilmente e non può stare nelle strette barriere del calcio. Essere del Toro, per gente come me, significa essere vero: sono cresciuto con pochi e semplici punti fermi: essere del Toro fa parte di quelli, insieme ad odiare i fascisti, a non portare rispetto per polizia e carabinieri, a battermi per ciò che credo.

Oggi piove, come è normale che sia. Oggi è il giorno in cui sacro e profano si uniscono sotto la lapide di Superga per rendere omaggio agli eroi, ma non c’è funzione, coro o celebrazione che possa rappresentare realmente cosa sentiamo, noi del Toro.

Vi giuro, può sembrare strano, ma il calcio, il campionato, la squadra, la società non centrano un cazzo. A nessuno di noi può fregare minimante al cospetto del Grande Torino la categoria o il risultato delle partite. Siamo del Toro a prescindere, come a prescindere siamo ribelli e pertanto abbiamo sempre ragione, e quando non ce l’abbiamo non fa differenza.

Cuore vince e testa perde. Questa è la moneta che gira in aria per noi. Con il cuore vinciamo sempre, ma se ci pensiamo, ci caliamo nella realtà del calcio businnes, dei risultati, dello squallore al cospetto del mito che è meglio lasciar stare.

Il Grande Torino è simbolo di grandi uomini, di riscatto sociale, di un orgoglio popolare che in pochi momenti della storia si è misurato. Bisogna pensare come il mito fosse vivente già prima di Superga, una squadra che non perdeva mai, che segnava più gol di tutti, che componeva quasi per intero la nazionale. Calciatori che lavoravano e giocavano a calcio. Anche il finale della più bella favola del mondo è particolare, la partita di Lisbona da dove tornava il Toro, era organizzata per un calciatore a fine carriera, e a lui era dedicato l’incasso come puro piacere tra uomini, cose che oggi neanche si potrebbero pensare.

L’epilogo è tragico e ci ha segnato a vita tutti, sbattere contro uno dei simboli della propria città, lì fermo da secoli, noto ad ogni pilota, quel giorno si è manifestato come l’unico ostacolo insuperabile da chi, negli ultimi 15 minuti di ogni partita, era capace di cose impensabili. Sapete al Filadelfia, quando entrava in scena il tremendismo granata funzionava così: il trombettiere del Fila suonava la carica, capitan Mazzola si tirava su le maniche, e via a quindici minuti d’inferno, dove il cuore dettava le regole e il Toro strapazzava chiunque.

Così vorrei ricordarli, come in quei quindici minuti in cui tutto era possibile.

So che ad alcuni può sembrare non consono accostare le cose, ma invece per molti lo è: nell’ultima barricata, se insieme ad una bandiera rossa vedrete issare un drappo granata, potrete udire la tromba rieccheggiare e saprete che c’era qualcuno del Toro, e che ancora una volta pensava agli Invincibili, come questa sera quando racconterò a mio figlio, ancora una volta, la loro favola.

+’Militant

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin. A cura del disegnatore e fumettista Gioele Reginato

La prima pubblicazione riguarda il racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Per realizzare un sogno comune”: programma dell’incontro del 21-22 febbraio a Livorno

A partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Culture

Emilio Quadrelli, un comunista eretico contro la guerra

Non vi può essere alcun dubbio che tutto il percorso intellettuale e politico di Emilio Quadrelli, scomparso nel 2024, si situi interamente nella scia dell’eresia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Le guerre del Nord e il futuro degli equilibri geopolitici ed economici mondiali

A ben guardare, però, lo scontro apertosi ormai da anni, per il controllo delle rotte artiche e delle materie prime custodite dal mare di ghiaccio che corrisponde al nome di Artico ricorda per più di un motivo la saga della corsa all’oro del Grande Nord che l’autore americano narrò oppure utilizzò come sfondo in molti dei suoi romanzi e racconti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’isola di Kharg dopo i voli spia di un drone di Sigonella

Raid aereo delle forze aeree USA contro l’isola di Kharg, terminal petrolifero offshore iraniano. Stanotte il presidente Donald Trump ha dato l’ordine al Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (Centcom) di colpire massicciamente le infrastrutture militari ospitate nell’isola da cui viene esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.