InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il prestanome. Da Capanna a Renzi, tutti i prestiti di Gentiloni

Quando Renzi avrà bisogno di prendersi la scena, Gentiloni se confermato presidente, potrà tranquillamente farsi da parte.
 
Sarebbe ingeneroso incedere più di tanto sul (chiamiamolo) passaggio di Paolo Gentiloni nel movimento studentesco di Mario Capanna. Non solo perché il movimento di Capanna, non proprio noto a suo tempo per flessibilità mentale, di sottosegretari, direttori di giornali, economisti e sociologi mainstream ne ha generati parecchi. E nemmeno perché, a tanti anni dall’epoca della contestazione, l’Italia avrebbe, se Gentiloni arrivasse a un positivo voto di fiducia in parlamento, un presidente del consiglio comunque espressione di quella stagione.
C’è piuttosto da puntare l’attenzione sulle successive collocazioni politiche di Gentiloni: presso Guerra e pace, una rivista diretta da Luciana Castellina, e come direttore de La nuova ecologia. Rivista che finisce per lanciare una vera e propria generazione dell’ecologismo compatibile con l’impresa, le privatizzazioni e con il liberismo (Gentiloni, Realacci e Chicco Testa che ha finito per sposare anche il nucleare). Insomma, Gentiloni è testimone della sinistra postideologica, pragmatica, etica che, una volta smessi i panni dell’ “estremismo” (Chicco Testa entrò nel mondo delle professioni laureandosi con una tesi su Marx) ha accompagnato, per poi dirigere direttamente, tutti i processi di privatizzazione e di impoverimento del paese. Gentiloni appartiene quindi ad una sorta di romanzo generazionale che non rappresenta affatto tutti gli anni ’70 ma sicuramente quella parte, significativa ma minoritaria, che ha speso le competenze politiche  formatesi in quegli anni. Ma a servizio di processi che erano, e sono, quelli che venivano ferocemente, almeno a parole, contestati in età giovanile.
Di famiglia nobile, già nella politica che conta agli inizi del ’900, di sicuro Gentiloni, ogni tanto, alimenterà tutti i luoghi comuni sulla sinistra radical chic, che si vuole rivoluzionaria da giovane e reazionaria in età matura, senza che si faccia caso a una cosa. Ovvero che chi alimenta questi luoghi comuni è sempre stato un reazionario sterile e non ha mai visssuto cambiamenti positivi. Oppure è Giampiero Mughini che accetta queste metamorfosi, questi luoghi comuni, compiaciuto facendole sue. Ma che tipo di presidente del consiglio si avvia ad essere, se confermato dalle camere, Gentiloni?
Di sicuro Gentiloni ha la caratteristica di essere il miglior prestanome del renzismo senza appartenere al giglio magico. Ha saputo scommettere su Renzi al momento giusto, affiliandosi alla congregazione dell’ex sindaco di Firenze quando molti nicchiavano, ha saputo rendersi affidabile per l’attuale ancora segretario del Pd. Come lo ha fatto, a suo tempo, con Prodi da ministro delle comunicazioniDoveva governare senza creare grossi problemi a Mediaset e ce la fece. La persona giusta, insomma per navigare in acque pericolose facendo leva sul senso della diplomazia e su una immagine di mediazione.
Del resto una lunga carriera di prestanome di prestigio -per Rutelli, per la pax televisiva Prodi-Berlusconi, per la visione renziana del mondo come ministro degli esteri- lo ha portato alle soglie della presidenza del consiglio. Una vita di prestiti culturali ricevuti, dall’organizzazione che dette vita ai Katanga, al pacifismo, all’ecologia a Prodi ha abbastanza esperienza alla quale attingere. La persona e la figura non sono poi di quelle che fanno ombra a Renzi. Quando l’attuale segretario del Pd avrà bisogno di prendersi la scena, Gentiloni, se confermato presidente, potrà tranquillamente ritirarsi nelle sue provvisorie stanze di palazzo Chigi. Del resto lo stesso Renzi, con l’invenzione delle consultazioni di Palazzo Chigi parallele a quelle del presidente della Repubblica, ha fatto capire fino dalla notte del referendum che il protagonista, la prima pagina, la news che spacca sono tutti fenomeni che devono coincidere con la stessa persona che abita, come sanno ormai in tutto il mondo, a Pontassieve.
Insomma, tutto bene? Ci si sta avviando verso un governo del prestanome come è avvenuto nella Russia di Putin o avviene, quando la colorazione della maggioranza coincide con quella del presidente, nella Francia del doppio turno? Tutto si prepara per una rivincita di Renzi sul campo?
I nodi da sciogliere di un eventuale governo Gentiloni non saranno comunque pochi: dalle differenti esigenze della maggioranza (legate alla durata del governo) a quelle del Pd, dove la maggioranza renziana può logorarsi, a quelle del mondo estero: banche, economia, debito pubblico, emergenze di ogni genere. E poi la bomba Renzi nella politica italiana pronta, prima o poi,  a deflaglare. Cosa accadrà quando, tra una rincorsa alle nuove primarie e una alle nuove elezioni, sarà chiaro che Renzi non ha una maggioranza politica duratura nelle istituzioni e non è egemone nel paese?
Di una cosa si può stare sicuri. Gentiloni, il prestanome saprà come cavarsela. Certo non tirerà fuori il repertorio del prestanome di Martin Ritt interpretato da Woody Allen. Film dove un allibratore qualunque, Woody Allen, fa il prestanome di uno sceneggiatore di film di Hollywood che non poteva più firmare il propri lavori perchè inibito dalla Commissione Attività Antiamericane in pieno maccartismo. Woody Allen, di fronte alla commissione, stanco delle solite domande capzione, banali, velenose (come se fosse stato di fronte a un Salvini o a uno Zanda qualsiasi), ad un certo punto si comporta come il suo prestante nome, comunista, e manda tutti a quel paese. Ma non sono questi colpi da Gentiloni che ha passato la gioventù formalmente per promuovere la libertà e, di fatto, per rendere questo paese una galera per giovani e meno giovani
redazione, 11 dicembre 2016

da: senzasoste.it

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La solidarietà continua: venerdì 11 settembre presidio al carcere delle Vallette

A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle Vallette.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

No justice no peace: verità e giustizia per Fakir!

Condividiamo l’appello verso il 12 settembre 2026 giornata di solidarietà, discussione e raccolta fondi a Bologna a seguito dell’omicidio di Fakir diramato dalla Piattaforma di Intervento Sociale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Più canadair meno armi

In vista della due giorni di iniziativa che si terrà a Torino il 19-20 settembre contro il riarmo (al fondo all’articolo il programma completo) alla quale anche Confluenza contribuirà per portare il tema su come la guerra investe il nostro territorio, condividiamo un’intervista che abbiamo svolto a Don Renato Sacco, prete della Val d’Ossola sconvolta dagli incendi durante questa estate di calore ed emergenza ecoclimatica.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Danimarca: “Mosca prepara sabotaggi contro le nostre aziende della difesa”. La guerra ibrida si avvicina 

Che la filiera bellica si espanda in Europa e che questo porti inevitabilmente a un aumento del rischio anche per il nostro territorio è chiaro, la vicenda di Colleferro è uno degli esempi più lampanti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guccini e Radio Onda Rossa

Con un compagno aneddoti tra solidarietà e musica

Immagine di copertina per il post
Culture

MINAMÒ FESTIVAL, IN CALABRIA, IL 6 E 7 AGOSTO!

Il 6 e 7 agosto, al Parco Bombarda, nel comune di Martirano Lombardo, a mille metri d’altezza sulle montagne sopra Lamezia Terme, si terrà la prima edizione di Minamò, festival indipendente promosso dalle realtà di movimento calabresi: Addùnati (Lamezia), COLPO (Paola), Equosud (Reggio Calabria), La Base (Cosenza), Le Lampare (Cariati) e Orto Corto (Decollatura).

Immagine di copertina per il post
Culture

10 Anni di Festival Alta Felicità: costruiamoli insieme!

24- 25 E 26 LUGLIO: FESTIVAL ALTA FELICITA’ 2026 – 10 ANNI DI MUSICA, SOCIALITA’, CULTURA E RESISTENZA
Costruiamo insieme la decima edizione del Festival Alta Felicità!

Immagine di copertina per il post
Culture

On the road nel Nord Est

“Ma come fate a non sapere un cazzo del posto dove state?” dice Giulio a Doriano e Carlobianchi mentre stanno visitando la Tomba Brion, al che quest’ultimo gli risponde: “Non sappiamo un cazzo ma sappiamo tutto”.

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo digitale: dibattito con l’autore al Blackout Fest / Sabato 13 giugno ore 17.30

Il libro di Dario Guarascio verrà presentato al Blackout fest 2026, ne parliamo con Dario di Conzo esperto di Cina e politiche economiche che modererà l’incontro di sabato 13 giugno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Diritto non crimine: difendere il dissenso. SCARICA IL LIBRO

Negli ultimi anni la crisi climatica, le guerre, la devastazione dei territori e la repressione del dissenso hanno smesso di apparire come fenomeni separati. Sempre più spesso si presentano come parti di uno stesso modello politico ed economico, fondato sulla difesa degli interessi fossili, estrattivi e militari e sull’erosione progressiva degli spazi democratici.

Immagine di copertina per il post
Culture

Bussoleno, 16 e 17 Maggio 2026: 15° edizione del Critical Wine

Il Movimento NO TAV ha fatto del motto Terra e libertà coniato da Luigi Veronelli, ispiratore del Critical Wine, un suo slogan, personalizzandolo in Terra è libertà, come sa bene chi ha deciso di opporsi, a costo della vita, contro chi della terra e della libertà lo vorrebbe privare.

Immagine di copertina per il post
Culture

Blackout Fest 2026

In molti cercano di rubare le briciole di energia che cadono dal nostro tavolo per appropriarsene, svuotando gli spazi che abitiamo, o rendendo costoso ed invivibile qualsiasi tempo. Per fortuna non abbiamo bisogno di approvazione per dirvi che vi aspettiamo quest’anno a Manituana dal 12 al 14 di giugno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Festival Alta Felicità 2026

Ritorna anche quest’anno il Festival Alta Felicità.