InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lo squadrismo riabilitato

I dialoghi sono rari, e normalmente prolissi e didascalici. Servono a fare capire al lettore un determinato “passaggio storico” (diciamo così). A livello emotivo sono zero. Chi parla lo fa per erudire il pupo. Un elzeviro de “Il Giornale” incarnato in spoglie rudimentali.

Questo rende il romanzo – ormai non più tale – dilettantesco. Del resto, la sua struttura lo impone. Pansa riceve da tale avvocatessa Magni un memoriale scritto dal padre Edoardo, proprietario terriero che diventerà finanziatore di squadristi. Questi, a sua volta, nel testo si affida di continuo ai racconti e alle spiegazioni dell’amante Rosa, maestra elementare, e poi di altre amanti ancora. Tale narrazione a cascata raffredda l’assieme e gli sottrae la normale tensione romanzesca.

Pansa, forse conscio del problema, si sofferma insistentemente su tematiche sessuali, per stimolare il lettore a girare la pagina successiva. Addita se stesso come grande amatore (suppongo ex, vista l’età), descrive i bordelli rurali e quelli della Grande guerra. Parla della facile prostituzione delle donne schiave del bracciantato e della miseria. Verso le quali non ha un briciolo di pietà. Gli servono per iniettare nel racconto un quid di scabrosità. Ma è troppo generico per la società attuale, abituata a cinquanta e oltre sfumature. Sono pagine da dimenticare – è facile – come tutte quelle che ambiscono a formare un “romanzo”. Ma chi legge Pansa cerca altro.

Che cosa? La parte, diciamo così, saggistica. Descritta dal sottotitolo: Controstoria del fascismo. Controstoria in che senso? Lo spiega l’avvocatessa Magni fin dalle prime pagine.

“Mi piacerebbe che tu ti dedicassi a un’impresa che io non ho il tempo né la capacità di affrontare. E’ quella di raccontare il percorso di uno dei tanti italiani che hanno creduto in una nazione diversa dal paese in sfacelo nel quale vivevano. Tu mi risponderai che gli uomini come lui hanno costruito una dittatura che ha spinto gli italiani dentro l’abisso della guerra e della deportazione degli ebrei. Ma io potrei replicarti che soltanto la persecuzione degli israeliti è una vergogna che non può essere perdonata.”

Condannate le leggi razziali, tutta la storia anteriore del fascismo è accettabile, sia pure con riserva. Inclusi la dittatura, il colonialismo, lo squadrismo. Una riabilitazione di fatto comune a gran parte della destra italiana, mascherata da “centrodestra” ma nostalgica nell’anima. Lo si può vedere dagli stessi organi di stampa a cui oggi collabora Pansa, fitti di nomi che di antifascismo, o di a-fascismo, non hanno proprio nulla.

Pansa, nel suo non-romanzo, si dedica principalmente, nella prima parte (l’unica di cui mi occuperò, essendo a suo modo originale), a una riabilitazione degli squadristi. Era un complemento quasi obbligato, rispetto alla sua produzione anteriore. Con una massa di pamphlets di successo, di discutibile impianto storico, si era dedicato a dipingere i partigiani come spietati assassini, manovrati da un Partito comunista assetato di sangue e di potere. Incrinava l’assieme lo squadrismo dal 1921 in avanti. Capace di spiegare almeno in parte vendette e rappresaglie di vent’anni dopo (peraltro insignificanti rispetto ad altri paesi europei). Per fare emergere il sadismo partigiano e comunista in tutto il suo orrore bisognava dire che gli squadristi avevano le loro buone ragioni, e provare ad assolverli o ad attenuarne le malefatte.

A questo fine, Pansa evoca l’entità malefica che causò una reazione in fondo sana. Se più tardi divenne il PCI, nel primo dopoguerra fu, a suo avviso, il Partito socialista con la sua appendice: la Confederazione Generale del Lavoro, il “sindacato rosso”. O la Federterra, altrettanto oltranzista.

Sotto la generica denominazione dispregiativa di “rossi” tutto viene confuso, in un amalgama di correnti diverse e contrastanti. Riformisti, massimalisti, frazione comunista, anarchici (liquidati con l’espressione contemporanea di “bombaroli”), anarco-sindacalisti, sindacalisti rivoluzionari. Tutti “rossi” e dunque violenti, esagitati, dittatoriali. Le pezze d’appoggio documentali sono ridotte al minimo, per una presunta “controstoria”. Il frammento di un articolo di un giornale locale del 1901, quando il PSI era lungi dall’essere estremista. Un altro brano del 1919, che dice tutto il contrario di come interpretato da Pansa.

I “rossi” sono veramente terribili. A loro, e ai loro militanti operai chiamati al fronte a combattere una guerra non voluta, può essere ascritta persino la disfatta di Caporetto. “… maledetti imboscati che con il pretesto del socialismo non avevano mai preso in mano un fucile ed erano rimasti al sicuro a casa. I vecchi dei reggimenti di fanteria sostenevano che quando avevano visto il nemico attaccare si erano limitati ad alzare le mani, per dichiararsi prigionieri.”

E’ l’avvio di una serie di contumelie contro gli odiati “rossi”. Pansa spreca tre pagine per sostenere che Bela Kun, il rivoluzionario ungherese, era un imbecille. Poi passa alla questione sociale, incentrata sulla Lomellina. Ammette che le due principali categorie di salariati agricoli, gli obbligati e i braccianti avventizi, se la passavano male. I primi erano rinchiusi la sera nei loro baraccamenti, per paghe da fame, e liberati la mattina. I braccianti, in quantità esuberante, erano sottoposti al caporalato e a lunghi periodi di disoccupazione.

Ma non è questo che, nel 1919-20, li spinge alla rivolta. Sono i “rossi”, ubriacati da un sogno di palingenesi totale. Soprattutto le Leghe di resistenza (per lo più, sia detto per inciso, di ispirazione riformista), così descritte: “Le leghe erano guidate da dirigenti aggressivi e da capoccia locali, i capilega, spesso arroganti e violenti verso i padroni delle tenute e i grandi fittavoli.” Marchionne (o Renzi) non descriverebbero Maurizio Landini in maniera diversa.

Il detonatore dello squadrismo è il grande sciopero agricolo del marzo-aprile 1920, descritto da Cesare Bermani in un saggio esemplare (Tutti o nessuno, Shake edizioni, 1995). Motivi e finalità dell’agitazione a Pansa non interessano affatto. Gli preme mettere in evidenza la barbarie degli scioperanti, guidati da dirigenti sciagurati. I “rossi” mettono assieme anche un loro servizio d’ordine armato di revolver, la Guardia rossa. “Avevano la pistola facile e sparacchiavano senza risparmio”. Peccato che lo sciopero fosse costellato da eccidi (Montù Beccaria, Barengo, Ferrera Erbognone, Zerbolò, Sale e Mirabello) in cui i lavoratori caddero a grappoli sotto i proiettili della Guardia regia. Un dettaglio che Pansa trscura, pur ammettendo che, quando venne l’ora dello squadrismo finanziato dagli agrari, “i socialisti erano disarmati, in tutti i sensi. Quasi nessuno possedeva un fucile o una rivoltella (…). L’unica arma che conoscevano era lo sciopero. Ma si trattava di uno strumento di difesa superato…”. Qui, senza volere, il pensiero di Pansa combacia con quello di Renzi.

Se i “rossi” appaiono puri delinquenti, gli squadristi, e in particolare il fascista dissidente Cesare Forni, sono descritti in termini eroici. “Il castigamatti”, “I conquistatori”. Sbruffoni e cavallereschi, capaci di battersi in cinquanta contro mille. Si sorvola sui loro delitti. Poi il Regime prese un’altra piega e tradì i loro “ideali”. Erano stati in fondo una sana reazione della buona borghesia operosa alle pretese egualitarie e criminali della ciurmaglia rossa.

Dopo un altro, molto migliore romanzo revisionista (Canale Mussolini di Antonio Pennacchi), un ulteriore tassello narrativo si aggiunge al ribaltamento, anche etico, di risultati storiografici che parevano consolidati. In un momento in cui uno squadrismo riemerge. Meno pericoloso solo perché di “rosso”, in giro, sembra essere rimasto ben poco.

 

di Valerio Evangelisti (da L’Indice dei libri del mese, dicembre 2014) – Carmilla

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Diritto non crimine: difendere il dissenso. SCARICA IL LIBRO

Negli ultimi anni la crisi climatica, le guerre, la devastazione dei territori e la repressione del dissenso hanno smesso di apparire come fenomeni separati. Sempre più spesso si presentano come parti di uno stesso modello politico ed economico, fondato sulla difesa degli interessi fossili, estrattivi e militari e sull’erosione progressiva degli spazi democratici.

Immagine di copertina per il post
Culture

Bussoleno, 16 e 17 Maggio 2026: 15° edizione del Critical Wine

Il Movimento NO TAV ha fatto del motto Terra e libertà coniato da Luigi Veronelli, ispiratore del Critical Wine, un suo slogan, personalizzandolo in Terra è libertà, come sa bene chi ha deciso di opporsi, a costo della vita, contro chi della terra e della libertà lo vorrebbe privare.

Immagine di copertina per il post
Culture

Blackout Fest 2026

In molti cercano di rubare le briciole di energia che cadono dal nostro tavolo per appropriarsene, svuotando gli spazi che abitiamo, o rendendo costoso ed invivibile qualsiasi tempo. Per fortuna non abbiamo bisogno di approvazione per dirvi che vi aspettiamo quest’anno a Manituana dal 12 al 14 di giugno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Festival Alta Felicità 2026

Ritorna anche quest’anno il Festival Alta Felicità.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Circa 26 feriti e una decina di arresti negli scontri di San Julián

Circa 26 feriti, due molto gravi, con un trauma alla testa, e più di una decina di arresti è il saldo dei gravi scontri che si sono registrati questo sabato nel paese di San Julián, nel dipartimento di Santa Cruz, quando agenti di polizia, militari e gruppi civili di scontro come l’Unione Giovanile Cruceñista (UJC) hanno tentato di sbloccare la strada che unisce la capitale del Santa Cruz con il Beni.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Fabbrica della guerra, Laboratorio della guerra, Drone Valley.

Uniamo qualche punto per mettere a fuoco, nel contesto più ampio di ristrutturazione del territorio in funzione della guerra, la recente notizia riguardo la prospettiva di produzione di droni militari ad alta tecnologia a Modena attraverso una partnership che vede Italia e Regno Unito collaborare tramite la milanese Vigilar Group Spa e la britannica MGI Engineering Ltd, che aprirà la sua sede italiana nella nostra provincia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Sul Generale

Ad una settimana dal raduno nazionale del partito fondato dal Generale proviamo a ragionare attorno alla sua figura e alla traiettoria politica di Futuro Nazionale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

In marcia per la difesa della Piana fiorentina

Sabato 16 maggio, Sesto Fiorentino. Erano un paio di migliaia a marciare per difendere “l’ultimo cuore verde rimasto nell’area metropolitana” di Firenze dal progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.