InfoAut

Renzi, il divo e Livorno

Altro che bagno di folla a Livorno: senza la diretta twitter, tv, i lanci, le foto etc la giornata di martedì 22 sarebbe stata un raduno praticamente inavvertito in una delle zone meno frequentate della città. Per il resto Renzi non ha detto nulla, vive solo di cornice spettacolare, ed è inutile fermarsi a qualche battuta da tavolata della domenica. E Nogarin risponde parlando di un reddito di cittadinanza che non esiste

La stampa locale partecipa quindi a questo gioco di rappresentazione del divismo di Renzi che, da Rolling Stone a “Chi” al Sole 24 ore, accompagna le vicende del presidente del consiglio dalla sua installazione a palazzo Chigi. Nella stampa e nei media locali tutto questo è elaborato con schemi, quelli sì, in armonia con il passato: ampio spazio, acritico e pieno di particolari inutili dal punto di vista informativo utilissimi per il gossip, al divo poi ritagli di notizia, nemmeno poi male, per gli oppositori. E’ un modo di accompagnare il potere, furbo e consolidato. La differenza la fa il contesto comunicativo al quale si partecipa. L’apologia della stampa locale ai presidenti del consiglio di centrosinistra del passato -da Prodi a D’Alema a Letta- non ha mai toccato il divismo se non in modo periferico. Con Renzi si partecipa ad un gioco e a un fenomeno pericolosi, che concorrono al consolidamento di un concentrato di potere già recentemente conosciuto come inquietante nella storia della repubblica: segretario, presidente del consiglio, gestore dei telegiornali (basta vedere i dati dell’osservatorio di Pavia), barzellettiere.

Un personaggio i cui particolari dell’esistenza privata vengono diffusi sia nei canali dedicati al gossip che in quelli specializzati nelle news, figuriamoci in quelli ibridi tra pettegolezzo e notizia. Una strategia del divismo che ricorda, anche perchè ne è tentativo di copiaincolla, quella berlusconiana. Con qualche significativa differenza: Berlusconi ha spaccato il sistema dell’informazione, specie i giornali che fanno l’agenda politica di tutti giorni, non ha avuto un circuito unificato di produzione di notizie (dal Tg1 a Sky) così coeso. Ci sarebbe da dire che Berlusconi era un divo vero, emerso dalla spazzatura culturale che lo ha incoronato così negli anni ’80, mentre Renzi non rappresenta niente in quanto divo sostanziale. Ma si andrebbe su un’altro piano, qui ci interessa vedere come la stampa locale si adegui, automaticamente, a modelli di decorazione del divismo politico che si presenta sui territori. Modello, quello del divismo politico dei territori, che emerge come risposta, dall’alto, alla crisi della politica locale. Risposta che trova il notabile, antico residuo della cultura liberale postunitaria, come figura, rinnovata, chiave della politica dei territori. Renzi è quel tipo di notabile, che emerge dalla crisi degli apparati politici locali, che fa carriera nazionale e ritorna ogni tanto, in visita, alla radici. La stampa locale non può che ringraziare, entusiasta. Concorrendo a un modello neoautoritario di comunicazione che, ufficialmente, respinge il populismo come la peste. Mentre, in realtà, usa uno degli strumenti chiave del populismo, specie digitale: il divismo di un uomo solo fatto per piacere, alla folla, per acclamazione. Da palazzo Chigi alle terre senza forma punteggiate di capannoni in località Picchianti.

La visita di Renzi a Livorno è stata una delle tappe referendarie, compressa tra una tappa piombinese, dove il premier non ha detto niente di concreto sulla permanentemente drammatica vicenda delle acciaierie, e la serata pisana alla Leopolda. Desta una certa impressione le modalità di, come dire, confezionamento della giornata. Qualche centinaio di persone, non sindachiamo nè sul numero nè sulla composizione, dirottate in periferia, sigillate da uno schieramento di polizia degno di un prefiltraggio rigido allo stadio nei giorni delle partite calde. Contatto con la città zero, unico elemento di comunicazione i media locali (mobilitati pure con la diretta tv) e nazionali. I media locali sono qui passati dall’essere il soggetto che rappresenta, in modo politicamente subalterno, gli eventi del territorio a coloro che lo costruiscono in toto. Altro che bagno di folla a Livorno: senza la diretta twitter, tv, i lanci, le foto etc la giornata di martedì 22 sarebbe stata un raduno praticamente inavvertito in una delle zone meno frequentate della città. Considerando che chi fa l’evento, i media, oggi è saldamente in mano al premier si fa presto a capire: si cerca di reiterare una politica sigillata, il cui significato comunicativo, gonfiato per l’audience, è governato da pochi e celebrato dagli operatori della comunicazione.

Quale sia la concezione dei territori di un modo simile di proporre eventi è qualcosa di sperimentato da tempo: il classico non-luogo utile, ogni tanto, per qualche spettacolo politico. Ma utile per il nome, non per lo spazio. Visto che viene usato nelle zone meno frequentate. A differenza dei concerti sbattuti in periferia, invasi per gli eventi estivi, si tratta di zone pensate non perchè la gente possa accedervi ma perché non ci passi nemmeno. O comunque venga blocccata agli accessi, per non creare problemi non tanto di ordine pubblico ma di scaletta dello spettacolo previsto. Perchè a dare colore, significato e audience ci deve pensare la comunicazione. Per il resto Renzi non ha detto nulla, vive solo di cornice spettacolare, ed è inutile fermarsi a qualche battuta da tavolata della domenica. Battuta fatta nella convinzione che sia questo, oggi, il format comunicativo che rende. Va solo notato come la contaminazione, avvenuta da tempo, tra Renzi e Benigni abbia reso il primo un presidente del consiglio che fa battute scontate e il secondo un comico che fa affermazioni politiche banali. Nemmeno uno sciamano avrebbe potuto fare un incanto negativo migliore.

Inoltre renzianamente, l’attuale sindaco di Livorno, chiamato in causa dal presidente del consiglio al Picchianti cerca di rispondere reiterando una cavolata sperando di farla passare per un gioiello. La cavolata è quella di parlare di un reddito di cittadinanza che non esiste, se non come bassa trovata di propaganda dell’amministrazione, proponendolo proprio come oggetto di discussione al presidente del consiglio. Il rischio concreto è che, su questi temi da intrattenimento politico, Nogarin e Renzi si parlino. Livorno avrebbe bisogno di ben altre cose ma, si sa, oggi siamo su un terreno molto lontano dalla politica, dalla trasformazione in positivo della vita sui territori. Siamo su un terreno nel quale l’erosione della vita sociale è un processo ormai naturalizzato. Fino a quanto tutto questo avanspettacolo non esaurisce le batterie e rivela le tinte forti, quelle che sembrano esagerate ma invece sono reali, del panorama che abitiamo.

redazione, 23 novembre 2016

da senzasoste.it

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Culture

Emilio Quadrelli, un comunista eretico contro la guerra

Non vi può essere alcun dubbio che tutto il percorso intellettuale e politico di Emilio Quadrelli, scomparso nel 2024, si situi interamente nella scia dell’eresia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Le guerre del Nord e il futuro degli equilibri geopolitici ed economici mondiali

A ben guardare, però, lo scontro apertosi ormai da anni, per il controllo delle rotte artiche e delle materie prime custodite dal mare di ghiaccio che corrisponde al nome di Artico ricorda per più di un motivo la saga della corsa all’oro del Grande Nord che l’autore americano narrò oppure utilizzò come sfondo in molti dei suoi romanzi e racconti.

Immagine di copertina per il post
Culture

Imparare a lottare: la mia storia tra operaismo e femminismo

Torna disponibile in una nuova edizione ampliata, nella collana Femminismi di ombre corte,  L’arcano della riproduzione di Leopoldina Fortunati, uno dei testi di riferimento nella teoria femminista marxista italiana — e non solo.

Immagine di copertina per il post
Culture

Un’Anabasi post-sovietica. Storia del Gruppo Wagner

Gli uomini in mimetica camminano soli o a coppie dentro fitti banchi di nebbia, a malapena si intravedono i campi desolati attorno alla lingua di cemento.

Immagine di copertina per il post
Culture

Il primo vertice antiterrorismo internazionale – Roma 1898

Un evento spesso trascurato dalla storiografia italiana, anche da quella che si è occupata del movimento operaio e delle sue lotte, ma che obbliga a riflettere su una serie di nodi ancora tutti da sciogliere

Immagine di copertina per il post
Culture

Frankenstein, quel mostro nato dalle ombre oscure della guerra

Al mostro viene negato un nome e una individualità, esattamente come al proletariato

Immagine di copertina per il post
Culture

“No Comment”: i Kneecap tornano a colpire con Banksy

Dalla Belfast ribelle al cuore dell’establishment londinese, i Kneecap tornano a colpire.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non è sicurezza, è repressione: l’Italia entra nell’era dello Stato di polizia

Da Osservatorio Repressione Un attacco sistematico alle libertà costituzionali nel silenzio imposto dall’emergenza permanente. Due nuovi pacchetti sicurezza: ulteriore criminalizzazione del dissenso, fermi preventivi, zone rosse senza limiti, scudo penale agli agenti: la democrazia arretra mentre avanza l’autoritarismo violento di Stato C’è una parola che il governo evita con cura, mentre la pratica la impone […]

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La Procura chiede il carcere per un’intervista

Sembra assurdo, ma è la verità. La Procura di Torino ha chiesto al tribunale di Sorveglianza di revocare i domiciliari a Giorgio Rossetto per mandarlo in carcere.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Nuove misure nei confronti di minorenni, disciplinarmente e bastone sui giovani

Riprendiamo il comunicato scritto dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito a una nuova operazione nei confronti di giovani minorenni a Torino a seguito delle manifestazioni per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Le contraddizioni dell’inchiesta. Neanche Israele è sicuro delle “prove”: il teorema contro Hannoun nasce dalla guerra

Materiale di intelligence non verificato, raccolto in un conflitto armato, viene usato per criminalizzare la solidarietà con la Palestina. Un precedente gravissimo per i diritti e la democrazia

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fermiamo la demolizione del campo da calcio di Aidaa Camp a Betlemme

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato scritto da varie realtà dello Sport Popolare di tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: in centinaia all’assemblea in difesa di Officina 99

Officina 99 ringrazia le centinaia di persone di tutte le età che hanno animato l’assemblea pubblica di sabato 10 gennaio: rappresentanti di spazi sociali, collettivi, realtà di movimento, ma anche artistə, musicistə e solidalə da tutta la Campania e oltre.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sgombero Askatasuna. I proponenti del patto per il bene comune: “Silenzio del sindaco assordante. Restituire alla città l’edificio”

Conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, a Torino, organizzata dai e dalle portavoce del comitato proponente del patto di collaborazione per rendere Askatasuna bene comune.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La «Generazione Palestina» tra razza, classe e protagonismo conflittuale

Come queste piazze ed esperienze hanno trasformato le soggettività che si sono mobilitate? Quali le loro genealogie, sedimentazioni e le possibili prospettive di rilancio e trasformazione?