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Spagna: PP cresce,PSOE tiene,Unidos Podemos delude; è il via a nuove alleanze di governo.

Il Partido Popular si rafforza, a prescindere dal recente scandalo di corruzione che ha coinvolto il ministero dell’ Interno proprio nell’ultima settimana di campagna, e i dati economici non certo esaltanti. Quattordici seggi in più e la maggioranza nella maggiorparte delle regioni iberiche, probabilmente recuperando voti dal bacino di Ciudadanos, fermo a 32.

Ora Rajoy si ritrova in mano il compito di formare un esecutivo che abbia la forza di superare lo stallo degli ultimi sei mesi, e ha espresso la sua volontà di non scartare alcun patto governativo, in primis convincere il PSOE a formare una gran coalizione capace di varare riforme senza troppi intoppi.

Non sarà facile, dato che il Partito Socialista, se da una parte si riscatta e resta più forte a livello di seggi rispetto a Unidos Podemos (perdendone comunque cinque e dunque attenuando la parabola discendente degli ultimi anni) – e tira un forte sospiro di sollievo – dall’altra si ritrova fortemente diviso rispetto alle strategie prossime venture, con un direttivo che in parte propende per la governabilità col PP, e dall’altra scarta questa ipotesi per non snaturare definitivamente l’identità storica del partito. A reggere per i socialisti è la roccaforte andalusa, e un fattore che può aver portato soprattutto molti anziani nelle zone rurali a votare per Sanchez é lo scossone dato dal Brexit, che sicuramente ha inciso molto più del previsto nell’esito finale del voto.

Terza formazione con 71 seggi, due in più del 20 dicembre scorso considerando Izquierda Unida, Podemos e Equo, l’alleanza guidata da Iglesias è quella che ha subito lo scotto maggiore rispetto alle premesse della vigilia, perdendo complessivamente più di un milione di voti. Le aree di maggiore indotto di preferenze si sono confermate essere Euskal Herria e le provoncie di Barcellona e Tarragona.

Ora per Iglesias si apre un periodo di riflessione sulla natura dell’alleanza con Izquierda Unida, scelta non condivisa da tempo dal segretario politico Errejòn. Quest’ultimo ha affermato: “ non son buoni risultati per la convergenza Unidos Podemos e non lo sono per la Spagna. Abbiamo confermato la crescita del nostro spazio politico, ma a volte questi processi non si danno né in forma lineare né in quella che ci piacerebbe”. Una chiave di analisi interna sia al partito, sia in Unidos Podemos, sarà la questione intergenerazionale, dato che gli over cinquanta sembrano ancora molto lontani dal poter apprezzare le proposte politiche avanzate da questa alleanza.

A fare da co-protagonista all’ esito elettorale è l’astensione, con un quattro per cento di votanti in meno rispetto al 20D.

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