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Trasformiamo il NO sociale in lotta, rovesciamo il presente! 14/15G incontriamoci a Roma

Bisognerà tenere conto del risultato di una manifestazione che ha provato e in buona parte è riuscita a riunire movimenti e lotte diverse.Dal sud al nord del paese esistono frammenti di lotte e pratiche sociali che nella giornata del voto hanno espresso una dura opposizione ai provvedimenti che hanno cancellato diritti e welfare. Lo hanno fatto nell’urna e fuori dai seggi elettorali, comprese le migliaia di migranti organizzati nelle lotte per la casa, per il lavoro, per la libertà di movimento.

Nel rilanciare percorsi e strategie vanno anche tenute presenti le difficoltà legate ad un contesto politico complesso, che ha portato nel NO espresso al mischiarsi di interessi e pulsioni diverse, persino contrapposte. Dal NO “dei piccoli padroni traditi”, fino a quello delle periferie e di quei larghi strati di popolazione che hanno perso o stanno perdendo tutto, che fanno fatica o non ce la fanno già ad arrivare alla fine del mese. Dal NO di chi reclama diritti e migliori condizioni di vita per tutti e tutte fino al NO espresso da chi, incapace di prendersela con i veri responsabili, se la prende con chi soffre allo stesso modo e probabilmente ancora di più: in particolare migranti e asilanti colpevoli di scappare da guerre e persecuzioni, di superare spesso a rischio della propria vita barriere e confini per conquistare una esistenza migliore, accusati di essere portati sul palmo della mano da istituzioni che invece non fanno altro che rinchiudere, ricattare, moltiplicare le forme del controllo e appesantire la misura dello sfruttamento dentro e fuori dal lavoro.

Ora di fronte alla sfacciataggine del nuovo premier Gentiloni che spudoratamente dichiara di voler rimare in carica fino a quando ci sarà la fiducia in parlamento, di fronte al disinteresse e al disprezzo nei confronti dell’opinione e del volere espresso nella cabina elettorale e nelle piazze, il malcontento e la rabbia non potranno che crescere.

Ma come evitare che il rifiuto espresso anche con la distanza dalle urne, con il non voto finisca per gonfiare le vele di una assurda guerra fra poveri, funzionale alle dinamiche di comando? Come far pesare e rendere efficace il NO sociale nella realtà tutti i giorni? Come trasformarlo in un cambiamento reale che imponga quantomeno una nuova stagione di diritti, redistribuzione della ricchezza, avanzamento delle condizioni di vita delle classi subalterne e meno abbienti, se non di radicale trasformazione dell’esistente? Esistono gambe solide su dove poggiare una ripartenza credibile e capace di reggere l’urto che necessariamente si dovrà produrre?

Per comporre insieme i tasselli del mosaico di questa articolata situazione, per poterla interpretare il più possibile all’attacco, cogliendo i rischi ed allo stesso tempo gli ampi spazi della realtà politica e sociale in cui ci troviamo, sentiamo la necessità di proporre un nuovo incontro della rete Abitare nella Crisi a Roma articolato in due giorni di discussione. Un momento significativo che riprenda il filo delle lotte per il diritto all’abitare nel tentativo di comprendere quale deve essere il loro ruolo in questo specifico periodo, collegandole soprattutto alle altre lotte territoriali e sul lavoro. Una discussione da articolare e sviluppare dentro la prospettiva di uno sviluppo autonomo dei movimenti e soprattutto nel protagonismo reale di chi sta pagando da anni e sempre più sulla propria pelle il prezzo del neoliberismo. Un incontro, dunque, che metta al centro le lotte stesse, la necessità che queste si incontrino non solo nelle grandi occasioni, ma sempre più nel tessuto vivo delle nostre città, dei quartieri, dei luoghi di produzione, alimentando la combinazione e la giusta miscela in grado di spostare i rapporti di forza, di allargare e generalizzare il conflitto. Per queste ragioni facciamo appello ed invitiamo a partecipare alla discussione non solo chi lotta per il diritto alla casa e all’abitare, ma tutti e tutte i protagonisti delle lotte sul lavoro, nelle scuole e nelle università, nei territori, nelle città e nelle campagne. Un momento di confronto che sappia anche affrontare le dinamiche repressive contro il disagio sociale che si organizza e che viene colpito in quanto controparte attiva e che sappia respingerle con decisione anche allargando il consenso intorno ai nostri percorsi, così come è accaduto in occasione della scadenza referendaria.

Ci vediamo il 14/15 Gennaio a Roma!

Abitare nella crisi

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