InfoAut
Immagine di copertina per il post

“Welcome to Kobani” – (15-16 Maggio 2015)

L’edificio dove abbiamo trascorso la notte è nel quartiere dei comandi delle unità di difesa. Il sole illumina le bandiere delle YPG/YPJ che sventolano sopra i diversi edifici, ma ci mostra anche la città in tutta la sua devastazione dell’assedio dell’ISIS. Con i compagni che ci hanno accolti e ci accompagnano proviamo a stilare un programma di massima, e decidiamo di dedicare la mattinata di oggi a uno degli obiettivi del nostro viaggio, ovvero la questione sanitaria. L’incontro con alcuni combattenti delle YPG
è anche l’occasione per capire più a fondo le difficoltà che si stanno affrontando, come quella della gestione dell’educazione scolastica, di cui si sono fatte carico le stesse unità di difesa.

A bordo di un furgone attraversiamo la città sventrata da mesi di dura battaglia; tutto intorno a noi parla di distruzione con tonnellate di macerie ed edifici piegati su se stessi quasi fossero di carta. I cavi della rete elettrica cadono penzolanti sulla strada, mentre un immenso polverone sembra avvolgere tutte le cose. Addentrandoci nei vicoli della città fanno breccia gli abitanti rientrati a Kobane dopo la liberazione della città (circa 70.000 di cui la maggior parte nei villaggi intorno a Kobane).I tanti bambini per strada, le donne e gli uomini intenti a ripulire le strade dalle macerie e le prime attività commerciali riaperte ci fanno intendere che la determinazione di chi vive da queste parti è ben lontana dal potersi considerata fiaccata.

Raggiungiamo in uno dei quartieri più prossimi alla frontiera il vecchio ospedale. Si tratta di un seminterrato che ospita una sala operatoria, un magazzino, un ambulatorio, un laboratorio di analisi e una stanza per i degenti. Le condizioni sono precarie, qui tutto lo è, ma questo luogo negli scorsi mesi così come oggi, ricopre un ruolo di fondamentale importanza in quanto è proprio qui che vengono portate le partigiane ed i partigiani feriti al fronte. Ne conosciamo alcuni che riposano nel letto con affianco i loro fucili. Dai dottori fino alle donne ed agli uomini che si occupano di assicurare un pasto a pazienti e personale, tutti continuano a portare avanti il loro compito anche in condizioni oggettivamente difficili.

Ci spostiamo lasciandoci alla nostra sinistra la collina di Mishtanour raggiungendo così la zona ad ovest della città per visitare il luogo dove sorgerà il nuovo ospedale. Abbiamo modo di vedere come i lavori siano già a buon punto; quasi tutte le stanze sono completate, gli operai sono impegnati nei ritocchi finali e “tra 12-13 giorni” l’ospedale dovrebbe essere completato e aperto al pubblico. Dopo aver visitato un ala  già funzionante, incontriamo Ali, uno dei responsabili per quanto riguarda la parte sanitaria, a cui consegniamo i 4000 euro raccolti in questi mesi.

La resistenza di Kobane non sembra proprio essere finita con la liberazione della città lo scorso 26 Gennaio. Qui la resistenza è quotidiana e probabilmente fare i conti con le grandi difficoltà di ogni giorno rappresenta la vera sfida a cui vanno incontro compagne, compagni e abitanti della città. Si resiste alla frontiera, all’embargo messo in atto dalla Turchia che continua a bloccare persone, mezzi ed aiuti umanitari, rendendo praticamente impossibile l’accesso di materiale e personale tecnico specializzato che tanto potrebbe essere utile in una situazione come questa. Si resiste alla vista di una città che sembra impossibile possa risorgere dalle sue ceneri, tanta è la devastazione che si para davanti ai nostri occhi. Si resiste, sembra quasi essere un destino ineluttabile per la Stalingrado del Medioriente.

Intanto il secondo gruppo in viaggio verso il cantone di Cizire è bloccato da più di un giorno dagli uomini di Barzani alla frontiera di Semelka sul confine tra Iraq e Rojava.  Stay tuned…

Carovana per il Rojava – Torino (15-16 Maggio 2015)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese. Le cinque si trovavano insieme ad altre sei persone internazionali in visita a una famiglia palestinese quando sono state fermate da coloni israeliani e successivamente […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nosso Povo Tá Na Rua

La notte del ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro si conclude con una enorme manifestazione di gioia della classe lavoratrice brasiliana: l’avenida Paulista di São Paulo è piena da scoppiare di gente e di bandiere rosse; nelle favelas delle principali città del paese i fuochi d’artificio scoppiano insieme a colpi di armi da fuoco sparati in aria per festeggiare. La vittoria di Lula al secondo turno è data matematicamente per certa intorno alle 9 di sera, ora brasiliana, con oltre 4 milioni di voti di differenza rispetto al candidato dell’estrema destra e il capovolgimento del risultato del primo turno, tenutosi il 4 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Continua l’accanimento nei confronti di Sara: da venerdì sera ai domiciliari

La Questura e la Procura di Torino hanno confezionato un aggravamento delle misure preventive nei confronti di Sara, giovane e generosa compagna del movimento torinese.

Immagine di copertina per il post
Formazione

“Soffia il vento dei ’20!” Torino, Campus Einaudi occupato

Pubblichiamo la piattaforma di rivendicazioni uscita dall’Assemblea di CPS – Culture, Politica e Società del campus Einaudi di Torino che da ieri è stato occupato a seguito di una partecipatissima assemblea generale universitaria

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne

Ripubblichiamo il resoconto di Notav.info sull’udienza di ieri del processo di appello che vorrebbe ribaltare la sentenza in primo grado per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere per Askatasuna, Movimento No Tav e Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Testimonianze dalla piazza di Torino del 24 ottobre: violenze poliziesche

Sono state raccolte una serie di testimonianze video e foto rispetto alla violenza poliziesca attuata nei confronti del corteo contro il riarmo e il carovita tenutosi a Torino sabato 24 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Culture

La nuova rivoluzione industriale: Maschinerie, General Intellect e Intelligenza Artificiale

I poderosi mutamenti che attraversano oggi la sfera della produzione e l’intero tessuto della società presentano una portata drammatica, paragonabile per profondità storica soltanto alla prima rivoluzione industriale della  fine del Settecento.

Immagine di copertina per il post
Culture

NAZA, la guerra di Israele contro i testimoni e la complicità dei media

A Washington, la violazione dell’accesso alla stampa americana da parte di Donald Trump ha suscitato indignazione e sfida; a Tel Aviv, il divieto generalizzato imposto da Benjamin Netanyahu agli stessi media, con pretesti falsi, ottiene solo obbedienza e silenzio.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Palestina 36”, ridare voce al popolo che manca

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio (2025), della regista palestinese Anne-Marie Jasir, dispiega uno sguardo cinematografico che diviene esso stesso strumento di lotta. I territori della Palestina, oggi sottoposti a un terribile genocidio, sembrano riappropriarsi di una loro voce propria nel momento in cui iniziano ad essere esposti allo sguardo colonizzatore e colonialista dell’Occidente.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Culture

Guccini e Radio Onda Rossa

Con un compagno aneddoti tra solidarietà e musica

Immagine di copertina per il post
Culture

MINAMÒ FESTIVAL, IN CALABRIA, IL 6 E 7 AGOSTO!

Il 6 e 7 agosto, al Parco Bombarda, nel comune di Martirano Lombardo, a mille metri d’altezza sulle montagne sopra Lamezia Terme, si terrà la prima edizione di Minamò, festival indipendente promosso dalle realtà di movimento calabresi: Addùnati (Lamezia), COLPO (Paola), Equosud (Reggio Calabria), La Base (Cosenza), Le Lampare (Cariati) e Orto Corto (Decollatura).

Immagine di copertina per il post
Culture

10 Anni di Festival Alta Felicità: costruiamoli insieme!

24- 25 E 26 LUGLIO: FESTIVAL ALTA FELICITA’ 2026 – 10 ANNI DI MUSICA, SOCIALITA’, CULTURA E RESISTENZA
Costruiamo insieme la decima edizione del Festival Alta Felicità!

Immagine di copertina per il post
Culture

On the road nel Nord Est

“Ma come fate a non sapere un cazzo del posto dove state?” dice Giulio a Doriano e Carlobianchi mentre stanno visitando la Tomba Brion, al che quest’ultimo gli risponde: “Non sappiamo un cazzo ma sappiamo tutto”.

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo digitale: dibattito con l’autore al Blackout Fest / Sabato 13 giugno ore 17.30

Il libro di Dario Guarascio verrà presentato al Blackout fest 2026, ne parliamo con Dario di Conzo esperto di Cina e politiche economiche che modererà l’incontro di sabato 13 giugno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Diritto non crimine: difendere il dissenso. SCARICA IL LIBRO

Negli ultimi anni la crisi climatica, le guerre, la devastazione dei territori e la repressione del dissenso hanno smesso di apparire come fenomeni separati. Sempre più spesso si presentano come parti di uno stesso modello politico ed economico, fondato sulla difesa degli interessi fossili, estrattivi e militari e sull’erosione progressiva degli spazi democratici.