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Profumo, avere 20 anni non vuol dire pagare la vostra crisi

In qualunque altro momento sarebbe stato quanto meno miope aspettarsi che un evento del genere non facesse storcere il naso a quei giovani che la scuola l’hanno finita con la speranza di una laurea e magari di un lavoro. Fisso. Basterebbe quello. Ma a maggior ragione, verrebbe da considerare una vera e propria provocazione far venire a Torino, comune messo in ginocchio dalle misure di austerity del governo, nazionale, regionale e municipale, quelle autorità che certe disposizioni le hanno volute, promosse e attuate.

Il gruppo chiassoso e poco incline a mandare giù il rospo di studenti che popola la residenza occupata di via Verdi 15, che ha fischiato Fassino il 1 maggio, che ha lanciato le uova alla Fornero in altre due occasioni, e che crede suo dovere far sentire un po’ di fiato sul collo agli esponenti della casta, ha quindi deciso per l’ennesima volta di presenziare a questo incontro e di dire la sua. Un centinaio di persone hanno tentato in presidio di sradicare le transenne messe a difesa del quieto trascorrere della manifestazione, mentre altre 10, all’interno srotolavano uno striscione e coprivano di fischi l’intervento del ministro all’istruzione. Come rapida è stata la mano della sicurezza che ha trascinato via di forza i dieci all’interno, altrettanto veloce si è mostrata la reazione degli studenti, che aggirato l’edificio hanno provato ad entrare da un’uscita secondaria.  Cariche. Pesanti come sono ultimamente le reazioni della celere a Torino. Diversi feriti ma solo sulla pelle,  la voglia di riconquistarsi spazi negati dalle amministrazioni è sempre più alta.

Comunicato della Verdi15 occupata

Contestazione a Profumo

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